
Non lo si può proprio nascondere: sono tempi di crisi per tutti. Ognuno cerca di venirne a capo come può, ma al momento la situazione è senza dubbio critica per molte persone.
Volendo essere ottimisti, la crisi a qualcosa è servita… in ambito enogastronomico infatti si assiste a nuovi interessanti fenomeni di massa tra i quali due sono quelli su cui voglio porre l’attenzione: in primo luogo c’è la tendenza a spendere meglio (a cercare prodotti a km zero, a creare gruppi di acquisto di prodotti biologici, ecc.) perché già che i soldi non sono molti almeno cerchiamo di usarli meglio; ed in secondo luogo, in molti oggi stanno iniziando a scoprire, o a riscoprire, che far da sé conviene e che nel piccolo della nostra casa si può fare davvero molto, tra i fornelli ma anche sul terrazzo (coltivando in vaso i propri ingredienti, dalle erbe alle verdure). Senza contare poi la grande importanza dell’effetto positivo che questa attività può avere sugli animi depressi dalla crisi perché è davvero molto gratificante andare in tavola e gustarsi qualcosa di genuino e poter dire “questo l’ho fatto io”. E spero proprio che alla fine questo blog possa essere anche un aiutino in tal senso.
Una delle cose che ho scoperto essere davvero facili da riprodurre in casa è il formaggio (in verità un latticino simile alla ricotta ma forse più vicino alla “brousse” francese): serve solo avere il tempo di lasciar riposare l’impasto.
La ricetta ideale, semplice ed efficace, per la preparazione di questo formaggio l’ha trovata Erborina (pubblicata anche su GialloZafferano) e devo ammettere che il risultato mi ha davvero stupito, tanto che ormai è diventato uno dei miei punti fermi in cucina: una volta alla settimana mi tocca prepararla! Per farla poi utilizzo solamente latte di altissima qualità e qui si torna al primo punto “anticrisi”, il prodotto a km zero, visto che ormai il latte si trova facilmente (e spendendo pure meno) senza dover per forza andare a frugare tra i tetrapak dei supermercati (in realtà da dove abito io sarebbe più a km zero la Mukki, ma vuoi mettere il latte del Palagiaccio?).
La ricetta per 200gr di “ricotta” ve la riporto anche qui, ma se andate su GZ trovate le fotografie che spiegano passo-passo tutta l’operazione.
- 1lt di latte intero
- 100ml di panna da montare
- 2 cucchiai di aceto di mele
- 1 pizzico di sale
Mettete in una pentola il latte insieme alla panna e al sale. Fate scaldare il tutto a fiamma media mescolando in continuazione fino a raggiungere 80°C (un termometro da cucina si trova anche da Ikea per pochi euro): non deve bollire. A quel punto abbassate la fiamma, aggiungete l’aceto e continuate a mescolare fino a che si formeranno dei grumi (1-2 minuti). Togliete dal fuoco, coprite la pentola con un canovaccio e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.
Foderate un colino con 2-3 garze sterili e sistematelo su una ciotola. Quando il liquido si sarà raffreddato passatelo al colino e fategli spurgare il grosso del liquido (strizzate anche un po’ la garza per aiutarlo ad uscire), quindi ponete ciotola e colino in frigorifero per almeno un paio d’ore. A questo punto la ricotta è pronta.
Avendo a disposizione un prodotto simile sta solo a voi sbizzarrirvi nelle preparazioni. Se avete proprio deciso che l’intera giornata la volete passare in cucina potete anche cimentarvi negli “gnudi” (e io so che prima o poi lo farò davvero), ma potete anche fare qualcosa di più semplice e rapido (per esempio una coppetta dolce con ricotta, cacao, zucchero e rhum).
Per il primo assaggio ho voluto provare a gustare la ricotta così com’era uscita dalla ricetta e quindi ho preparato una semplice schiacciata all’olio, con cui si è sposata davvero alla grande!
Io l’ho fatta tonda, poco più di 30 cm di diametro:
- 150gr di farina 0
- 120gr di semola di grano duro
- 7gr di lievito di birra
- un cucchiaino di sale fino e uno di sale grosso
- olio extravergine di oliva
Mescolate in una ciotola capiente la farina e la semola e aggiungete poi un cucchiaino di sale e un cucchiaio d’olio. Sciogliete il lievito in 150ml di acqua tiepida, versate sulle farine e lavorate fino ad ottenere un impasto elastico. Lasciatelo lievitare coperto con un panno pulito per circa un’ora (dovrebbe raddoppiare di volume). A questo punto lavoratelo ancora con le mani per una decina di minuti, poi stendete la sfoglia molto sottile. Bucherellate con le dita la superficie della schiacciata, spennellatela con l’olio (anche aromatizzato al rosmarino se ne avete) e cospargete di sale grosso.
Infornate a 250°C per un quarto d’ora finché la superficie inizia a dorare.
È tutto. Ed è buonissimo.



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è vero.. sta crisi rompe, ma fa riscoprire la gioia dei fai-da-te e la qualità dei prodotti a km0! ora lo sai che questa ricottina la devo provare, no? mi sentirei tanto Heidi col nonno a farmi il formaggio da sola!!
P.S. ho postato una cosa che potrebbe interessarti, da toscano!
Buonissima questa schiacciata accompagnata da una ricotta casalinga: anche nostra mamma ha provato a farla..il sapore è davvero buonissimo!
un piattino proprio invitante.
baci baci
Deve essere buonissima questa schiacciata. Complimenti per l’articolo.
@Juls… se parli della fettunta del 15 purtroppo non ci posso venire perché sono via tre giorni proprio in quel periodo, sigh
Proprio stasera ho provato a fare, con lo stesso impasto, una schiacciata ripiena alla maniera della focaccia di Recco genovese (cioè con la crescenza). Ho diviso l’impasto in due parti: 2/3 per la base su cui ho appoggiato la crescenza e 1/3 per la parte superiore a chiudere il tutto… Ottima, ma forse 200gr di crescenza non erano abbastanza
questa sarebbe la mia cena ideale..mi è presa una voglia di focacce ultimamente!
io mi limitavo a fare la cagliata con latte e limone, questa versione con la panna la voglio sperimentare!
sono da provare tutte due le ricette, la ricottina l’ho fatta anch’io ma non con la panna di sicuro più cremosa.
La focaccia é di una bontà insormontabile qualunque cosa ci si mette sopra!!!
È una bella soddisfazione iniziare ad autoprodursi qualche alimento. Certamente è necessario investire un po’ più di tempo, ma ne vale la pena. La schiacciata dev’essere buonissima!
viene fantastica, vero?? per me è stata la scoperta dell’anno anche se mia mamma già me la faceva quando ero piccola… insomma, non l’avevo mai fatta io ed è stato proprio una soddisfazione.
Ora devo provare a fare la tua schiacciata!!
senza la panna viene senz’altro più leggera, ma io ho una linea rotonda da mantenere quindi il “light” è bandito dalla mia tavola
cmq vi confermo che ’sta schiacciata è veramente da provare!
Fabien è stupendo. Anch’io ho soperto da poco il formaggio in casa (pubblicato) ed è delizioso oltre che ludico… Sento che abbiamo molti punti in comune
(messo tra i preferiti)
Non sto’ neanche a dirti che sono una fautrice del fai da te. La tuo foto ‘genuina’ è molto bella
Ciao piacere di conoscerti! Devo assolutamente provare a farla e l’abbinamento con questa schiacciata mi sembra ottimo… potrei provarla anche con delle piadine fatte in casa insieme ad un po’ di rucola!
PS: la prima ricetta in assoluto che ho provato da un blog è stato il tuo plumcake esagerato…una meraviglia!!! Baci
Per gli amanti del fai-da-te vi segnalo questo sito, dal quale ho imparato a fare lo yogurt in casa: da un anno ormai non compro più yogurt e non “produco” più vasetti di plastica, è più buono e di soddisfazione! Adesso provo subito la ricotta. Grazie!
http://www.e-bio.it/ricette/ricetta.b.php?ricetta=yogurt/yogurt
Ho fatto questa ricetta. Un regalo ! Grazie per la decoverta
@Carole… j’ai vu
J’avais dejà laissé mon commentaire…
molto interessante; la schiacciata preparata in questo modo risulta meno untosa (puo essere s’è cotta male)
Mi sconfiffera assai la tua ricetta di ricotta. credo che mi decidero’ a farla. Finora non mi ero ancora decisa perché ne avevo una assai complicata della cucina italiana.
utilizzero’ il latte intero biologico,quello che ha la panna sopra per intenderci
Grazie!