Archive for the 'Food-related' Category

15
mag
09

Osteria Tornabuoni, Firenze

fonte: Flickr

Poche ore fa mi sono finalmente ritagliato una serata tranquilla in cui andare con la mia dolce metà a provare il nuovissimo locale appena aperto di fianco alla celebre via del lusso di Firenze (via Tornabuoni, l’inaugurazione si è tenuta giusto due settimane fa) e per vedere come se la cava il caro Andrea Gori lontano dalle pareti amiche di Burde… Sono rientrato or ora, quindi la recensione risente 1) del clima piacevolissimo della serata e 2) degli effluvi dei vini che ancora annebbiano le mie percezioni (tranquilli sono andato in autobus, e non è del tutto vero che vado giù con così poco ma faceva scena…).
Parto subito dalla nota dolente, almeno ci togliamo il pensiero, ma che vuole essere anche un suggerimento per il prossimo futuro: mi rendo conto che si tratta di un’osteria con specialità toscane, ma a mio avviso è un punto a sfavore, a metà del 2009, non presentare alcuna scelta di secondi vegetariani. Uno sformato, una cecina, a settembre un bel porcino grigliato o qualsiasi altra cosa… ma almeno un piatto secondo me dovrebbe esserci. Tanto più che si presenta una scelta di un plateau di formaggi tra i dolci (nei dessert per via dell’accompagnamento), cosa che potrebbe benissimo andare a tappare la falla di cui sopra. Uno comunque riesce ad arrangiarsi lo stesso senza troppi problemi perché ci sono, è vero, ben 3 antipasti su 7 che non comprendono la carne (e altrettanti primi) quindi si può far servire uno di questi in vece del secondo (è corretto, volevo proprio scrivere in vece) ma insomma…
Via il dente, via il dolore… questa cosa l’ho detta quindi ora posso passare a disquisire della cena.
All’Osteria Tornabuoni si entra da una stradina laterale dietro al Palazzo Tornabuoni-Corsi e si è subito accolti dallo spazio gastronomia dove è possibile venire nel corso di tutta la giornata ad acquistare prodotti regionali di vario genere: birre artigianali, cioccolata, pasta, salse, ecc. che suppongo siano anche parte di ciò che viene servito in sala. Superato l’ingresso, si deve percorrere un corridoio circondati da delle serie di scaffali (sei per parte, mi pare) in cui le bottiglie fanno bella mostra di sé in un effetto molto scenografico e per niente freddo nonostante la consuetudine vorrebbe che ci trovassimo di fronte ad un caldo legno antico e non a delle moderne librerie in nero-wengé (sarà che mi ricordano casa)… E finalmente entriamo nella sala principale. I tavoli sono disposti lungo le pareti (tranne alcuni tavoli tondi più vicini al centro), i colori e le luci sono molto armoniosi (e mi piacerebbe vedere come filtra la luce di giorno dal lucernario) e ci sono alcune soluzioni di arredamento, come le finestre-specchio, che potrebbero sfuggire ad un occhio poco attento ma che contribuiscono a dare quella giusta eleganza che uno si aspetta da un locale in via Tornabuoni senza però cadere nello sfarzo kitsch del posto un po’ “pottino” e modaiolo (se capite cosa intendo).
Sì ok bene tutto, ma come ci si mangia? Come ci si beve?
Bene. Bene. È stato veramente un crescendo di piaceri. Dallo sformatino di asparagi e marzolino fino a concludere con il dolce al cioccolato, ogni piatto era curato nella presentazione (nonostante dicano di non preoccuparsene), ricercato negli accostamenti (non avevo mai provato insieme lardo, fiori di zucchine e menta), perfetto per sapidità e cottura (una leggera nota di sale in più forse nella zuppa ma assolutamente non fastidiosa) e servito nella quantità ideale. Per gli accostamenti con i vini ci siamo lasciati guidare dall’abile “naso” di Andrea Gori (mica è il sommelier vice campione europeo 2008 per caso!) che ha ideato un percorso pressoché perfetto attraverso i piatti che abbiamo ordinato e che vado ad elencarvi. Spero di ricordarmi tutto ma confido che Andrea passerà di qui a commentare e a correggere eventuali errori.
L’attesa dei piatti è stata addolcita da uno spumante brut Montellori (da Fucecchio)…

ANTIPASTO (lo stesso per entrambi)
Sformato di asparagi novelli con salsa di formaggio marzolino
(Vernaccia di San Gimignano di Mattia Barzaghi)
PRIMI
Zuppa di fave e piselli novelli con farro della Garfagnana
(Chardonnay Castello di Monsanto)
Lunghetti saltati al lardo di Colonnata con zucchini in fiore e menta
(Pinot Nero Fortuni del Podere Fortuna del Mugello… il rosso l’ho chiesto io, Andrea avrebbe consigliato un bianco)
SECONDO (solo per me, il solito sfondato)
Cosce di pollo del Valdarno al mattone
(Pietradonice IGT Casanova di Neri 2005… dice che è rarissimo, mi fido)
DOLCI
Pesche ripiene con gelato al Vin Santo (il gelato è del Vivoli)
(Moscadello)
Torta al cioccolato di Giuseppe
(Aleatico… scusate ma ormai ero alticcio e non mi ricordo le etichette)
… e c’è pure la scelta sul caffè (caduta su un 100% arabica, miscela etiope)

Sui vini niente da dire perché erano ottimi dal primo all’ultimo e si abbinavano molto bene alle preparazioni. Sui piatti, se tra antipasti e primi potevo dire che il giudizio era senz’altro buono, è stato con il pollo del Valdarno che la cena ha fatto un grosso balzo in avanti verso l’ottimo per poi finire nell’eccellente con il dolce. Credo che molti storcerebbero il naso se, prima di entrare in un locale di un certo livello, gli venisse prospettato di cenare a pollo e patate eppure io qui vi dico che non potete entrare nell’Osteria Tornabuoni senza provare il pollo del Valdarno cotto al mattone (cioè pressato in cottura). Credo che l’unico paragone che possa fare per darvi l’idea di quello che ho provato sia la Ratatouille dell’omonimo film nel momento in cui il critico mette in bocca il suo primo assaggio. E pare che in effetti anche clienti precedenti abbiano elogiato il piatto allo stesso modo. E non ringrazierò mai abbastanza Giuseppe, che suppongo sia lo chef Giuseppe Ancona, per la sua torta al cioccolato con le nocciole la cui preparazione mi ha lasciato più di un interrogativo (in senso decisamente positivo).
Il critico gastronomico non è il mio mestiere, e sono stato senz’altro influenzato dalla splendida serata passata a dialogare con Andrea, ma mi sento di consigliare caldamente a chiunque di provare questa nuovissima realtà nel panorama della ristorazione fiorentina che spero veda crescere i consensi intorno a sé ogni giorno di più.
Ho tralasciato di parlare del personale perché non ho praticamente avuto altri contatti che non fossero Andrea (che si è sentito in dovere di fare gli onori di casa e ci ha fatto anche fare un giro dell’intera struttura), ma non posso esimermi dal ringraziare il direttore Cristiano Labia perché da tante piccole cose che ho notato durante la cena appare evidente come la sua direzione sia puntuale ed efficace e come sia tenuta in alta considerazione l’attenzione verso il cliente (anche se a me il cioccolatino insieme al caffè non l’ha portato, sigh… e dire che l’ho preso solo per quello, hehe…).

Oh, adesso che vi ho scritto questa popo’ di recensione non fatemi fare brutta figura con chi verrà dopo eh!!!

Osteria Tornabuoni
Via dei Corsi, 5
(laterale di Via Tornabuoni)
50123 Firenze
Tel. 055 2773527
www.osteriatornabuoni.it

Prezzi medi (come riportati sul sito)
Pranzo € 30 vini esclusi
Cena € 50 vini esclusi
Menu del giorno € 25

Orario
Alimentari 9.30 – 22.00 orario continuato
Pranzo 12.00 – 14.30
Cena 18.30 – 22.30
Giorno di chiusura: Domenica

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: purtroppo Osteria Tornabuoni ha chiuso i battenti nel Febbraio 2011 (dopo meno di due anni) per fare posto ad un allargamento degli spazi di Obikà Mozzarella Bar. Peccato davvero. E comunque adesso inizio a preoccuparmi: ho recensito soltanto 5 ristoranti su queste pagine e 2 di questi hanno chiuso mentre un altro ha cambiato indirizzo (ma per fortuna esiste ancora e lavora molto bene)… non è che porto male io?

03
mag
09

Tweet Tweet

TwitterForse qualcuno di voi se ne sarà già accorto, e i miei amici di Facebook già lo sanno… da un paio di settimane ho aperto un account di Twitter anche per il blog con l’intenzione di fornire un ulteriore strumento di aggiornamento dove inserire link, curiosità ed altro che normalmente non troverebbe posto tra le mie ricette.
Inoltre vorrei utilizzarlo per proporre delle ricette rapide e di facile preparazione (e magari anche per riproporre le più vecchie ricette del blog) come già fanno molti food-blogger, soprattutto americani, e già ho iniziato a testare la cosa con il rotolo di baklava ed un pesto veloce di zucchini.
Il problema più grande è riuscire a concentrare nome, ingredienti e preparazione nello spazio dei 140 caratteri di un post di Twitter e quindi mi ero messo alla ricerca di una legenda che funzionasse per le ricette in italiano… Purtroppo mi sono accorto che questa cosa ancora non ha preso piede da noi e quindi sfrutto questo post per proporre la mia idea di legenda, sperando che la cosa possa tornare utile anche ad altri e che si possa quindi avere un linguaggio standard univoco per tutti (sempre che anche altri vogliano sfruttare Twitter per le loro ricette). Probabilmente ci vorrà un po’ ad imparare le abbreviazioni (per esempio C per il cucchiaio grande e c per il cucchiaino) ma ho cercato di pensare ad abbreviazioni che possano essere di facile comprensione…
È chiaro che non potranno essere ricette precise quanto lo sarebbero quelle di un post del blog (indicare “una tazza” non sarà preciso al grammo dato che farina, acqua e cacao hanno pesi specifici diversi) ma l’idea è quella di proporre ricette semplici e veloci e non di sfruttare la cosa come alternativa al blog.

LEGENDA
C – cucchiaio
c – cucchiaino
T – tazza
t – tazzina
B – bicchiere
b – 1/2 bicchiere
bst – bustina
~ – circa
+ – aggiungere (uno dopo l’altro)
& – aggiungere (tutto insieme)
mix – mescolare
> – poi
@n° – infornare a n°C
@bgm – a bagnomaria
@jul – a julienne
@cub – a cubetti/dadini
xn’ – per n minuti
srv hot/cold – servire caldo/freddo (in inglese sono meno caratteri)
qb – quanto basta (in teoria è sempre qb tranne se si specificano le quantità)
00 – farina
EVO – olio extravergine di oliva
H2O – acqua
s+p – sale e pepe

se mi dovesse venire in mente altro lo aggiungerò poi a questo post, così se lo volete linkare avrete sempre la legenda aggiornata… :)

Se poi volete avere delle proporzioni esatte e sapere per esempio a quanti grammi corrispondono una tazza di farina, vi consiglio questo link su Yahoo.

ESEMPIO:
PESTO DI ZUCCHINI / x2 / Nel mixer: 2zucchini&olioEVO&sale&pepebianco&valeriana&grana (&nocciole). Frullate a crudo e condite la pasta.

Non so quanto successo potrà avere da noi quest’idea del food-tweeting ma a me piace e quindi intanto la provo… se volete seguire i miei aggiornamenti potete continuare a seguire questo blog (i tweet sono nella colonna qui a fianco) o seguire il Twitter dedicato @cuisinedefabien
C’è anche chi ha proposto una guida dei ristoranti in 140 caratteri, chi ha proposto l’idea a 6 chef famosi e chi ci ha scritto un libro

02
nov
07

La Repubblica (Firenze), 02.11.2007

la prima pagina dell’edizione di Repubblica di oggi, cronaca di Firenze

E oggi con mia grande sorpresa sono apparso pure su uno dei maggiori quotidiani nazionali!
Vabbè era una pagina all’interno della cronaca locale, ma si tratta pur sempre di Repubblica… Per chi se lo fosse perso o magari per chi abita fuori Firenze e non ha la possibilità di leggere l’articolo, vi rimando al sito web di Repubblica (sì sì, c’è una pagina web anche per la cronaca locale!) dove potrete trovare tra l’altro i link agli altri blog toscani di rilievo e dove potrete commentare e magari segnalare altri blog (purché siano toscani). L’indirizzo è http://firenze.repubblica.it/…/1382825/2 (cliccate, non fate copia-e-incolla che non funziona).
Tra gli altri, ci sono anche tantissimi miei amici che vi consiglio di andare a visitare: il solito ‘ino, il celebre Leonardo Romanelli, la cara Afrodita (come vedi l’ho letto, hehe) e anche Nelli (grazie ancora per avermi segnalato al BlogCafé) e Filippo!
Grazie agli autori dell’articolo Laura Montanari e Marzio Fatucchi e grazie a tutti voi che continuate a leggermi (nonostante le mie sparizioni improvvise).

19
set
07

E adesso un lieto post che non c’entra un c…. ma che piace ai giovani

Squisito! Blog Café

Ho scoperto, grazie a Nelli e a Violacea che mi hanno indicato tra le loro preferenze (addirittura come il Blog dei Blog, accipicchia! Grazie!), che esiste un Premio Blog Café 2007 dedicato ai blog di cucina… I tempi sono ormai stretti, ma mi farebbe davvero molto piacere se qualcun’altro di voi potesse segnalarmi (soprattutto per quel che riguarda la categoria Foto).
Ovviamente potete anche segnalare tutti gli altri blog che volete (magari qualche amico del mio Blogroll), non vi chiedo un’esclusiva e nemmeno di fare spam sul loro sito ma solo un piccolo commento sul post dedicato alle votazioni… Il post si trova a questo indirizzo ed è rimasta una sola settimana di votazioni.
È che il tema foto mi sta “abbastanza” a cuore… :)

Magari poi volete rivederne qualcuna tra la mie preferite, una scelta davvero ardua perché voglio bene a tutte quante…

BasilicoCharlotte di sardineFiletti di tonno al wasabiBrowniesPatate Hasselback

E magari così vi viene voglia di andare a rileggerle tutte quante le mie ricettine…
In ogni caso, grazie a tutti!

01
apr
07

Il panino Cézanne

panino Cézanne

Prima di iniziare il post, è doverosa una parentesi: ringrazio chi mi ha indicato per partecipare al meme sul vino ma non scriverò nessun post sull’argomento. Invito le mie quasi conterranee Ilva e Nelli a dare il loro contributo se ne avranno voglia ma la mia (in)competenza in materia di vini mi costringe a declinare il gentile invito. Magari il prossimo meme…

Il mio contributo invece voglio darlo per presentarvi un’iniziativa che ha già fatto parlare di sé tutto il mondo gastronomico fiorentino e anche qualcuno in giro per l’Italia. La cosa mi è cara perché promotore è stato Alessandro di ‘ino (sempre lui) che in seguito ha pensato bene di coinvolgere anche me (un’inezia ma una mano l’ho data).
Immagino sappiate bene tutti che a Palazzo Strozzi a Firenze si sta svolgendo la mostra su Cézanne (fino al prossimo 29 luglio)… Orbene, Alessandro ha indetto qualche settimana fa un mini concorso sul suo sito per trovare la ricetta ideale di un ipotetico panino intitolato al famoso pittore e il vincitore e alla fine si è trovata questa benedetta ricetta:

  • baguette (o altro pane simile)
  • tapenade (o paté di olive e pesce azzurro) sui due lati
  • formaggio di capra fresco
  • pomodorino a fette sottili
  • olio alle erbe di Provenza (o leggermente agrumato)

Gli ingredienti possono variare leggermente a seconda della disponibilità del negozio, ma la linea guida rimane.
Il mio intervento successivo è stato solo di natura estetica: dovendo presentare il prodotto per la rubrica di cucina di Kataweb (il link qui), Alessandro mi ha contattato chiedendomi di fare alcune foto al panino appena preparato. Il risultato lo potete vedere in apertura di post (ci sarebbe anche un’altra foto molto bella ma non la pubblico per lasciare comunque ad Alessandro una foto inedita da sfruttare in altre occasioni)… E il vassoio così imbandito è stato presentato anche all’interno del telegiornale di Toscana TV che ha dedicato un servizio al panino! A proposito, vorrei complimentarmi con il giornalista che ha fatto il servizio: è proprio vero che è un lavoro duro… :)
A domani con la mia nuova ricetta!

P.S. in giro c’è chi ha pubblicato la foto senza inserire il mio nome e cognome… è anche per questo che ci tenevo a scrivere questo post…

22
mar
07

Taste 2007

Taste2007

Dopo che ormai tutti hanno già parlato del Taste e scritto tutte le loro impressioni ecco finalmente anche la mia recensione (a Firenze si direbbe che sono arrivato “dopo i fòchi”, hehe).
Lo scorso week-end dunque si è tenuta questa manifestazione nella splendida cornice della Stazione Leopolda (godiamocela finché c’è dato che un mesetto fa Rutelli ha annunciato che la Leopolda diventerà la nuova sede del Teatro Comunale), assai curata nel look e nella comunicazione grazie all’intervento di Pitti Immagine che da quest’anno supervisiona l’evento. E in effetti la presentazione era decisamente chic e stilosa ma non per questo fredda e distaccata.
All’ingresso per 5 euro (dopo che ne avevi già pagati 8 per entrare) ti portavi via un calice con cui degustare i liquori (sì ma se poi li mescolo tutti nel solito calice come faccio ad apprezzare i sapori? vabbè…) e quindi, probabilmente per giustificare la spesa, il percorso iniziava proprio dai vini e da un banco in cui potevi prenderti gratis una bottiglietta d’acqua frizzante (che non è la mia preferita ma aiuta davvero a ripulirsi la bocca quando mescoli diversi sapori). Sui vini non mi dilungo perché purtroppo non sono così ferrato in materia e rischio di dire castronerie quindi passerei alla parte mangereccia che forse è meglio…
Assaggi di salse e intingoli Le degustazioni di cibo erano varie e variopinte. Per fortuna con l’ingresso avevi diritto ad assaggi illimitati (nei limiti della decenza, cosa che spesso fa difetto in queste occasioni) e quindi abbiamo avuto modo di apprezzare molte delle offerte delle varie aziende. Tanto per riassumere la facevano da padrone salse, marmellate, formaggi e cioccolata. La maggior parte degli assaggi venivano serviti su pane o su formaggi, principalmente pecorino, e tutti valevano la pena di essere testati. Dalla marmellata di fragole e tè giapponese a salse di zucca gialla o di peperoncino, dalle creme di radicchio aromatizzate (v. foto) alla sublime marmellata di pesche bianche dell’azienda Agrirape che tengo a segnalare perché mi ha colpito il fatto che non utilizzano pesticidi e per la coltivazione incartano le pesche (varietà Pesca di Leonforte) sull’albero una ad una fin dal mese di giugno (si colgono tra settembre e ottobre).
Per quanto riguarda i formaggi erano presenti, tra gli altri, i nomi che già avete avuto modo di apprezzare su questo blog ovvero De Gust di Hansi Baumgartner (sì sì quello de La Prova del Cuoco) e La Casera di Eros Buratti. Peccato che nessuno avesse pensato a mantenere in qualche modo l’ambiente della Leopolda leggermente rinfrescato e che quindi molti formaggi risultassero “sudati”… ciò non toglie che i sapori erano comunque eccezionali.
Poco prima di arrivare alle cioccolate ecco anche Silvano dell’azienda Si.Gi, quelli della confettura di morici utilizzata pochi giorni fa. È stato un incontro molto interessante perché i suoi prodotti sono buoni e alcuni poco convenzionali (tipo il Giuggiolone e la gelatina di birra chiara).
Daniele di UrsiniUna menzione particolare la voglio fare per Daniele di Ursini (nella foto) che non aveva avuto molto spazio qui sul blog perché la sua zucca sott’olio ce l’eravamo mangiata “nature” senza farci ricette ma che invece si merita ben di più perché si è dimostrato una persona carinissima. Abbiamo passato una ventina di minuti in sua compagnia assaggiando tutto quello che gentilmente ci offriva e chiaccherando della sua azienda e dei procedimenti di lavorazione dei suoi prodotti. Siamo rimasti colpiti dal pestato di cipolla rossa e pecorino e dal condimento al limone ma soprattutto siamo rimasti ammaliati dalla passione che traspariva dalle parole di Daniele. Capita a volte che si parli con un imprenditore della propria azienda e che si percepisca un certo distacco tra lui e i suoi prodotti, come se per lui l’importante fosse il successo e non la bontà del prodotto (non pensate che sia così scontato farli andare di pari passo). Daniele invece parlava del suo agrumeto protetto dagli ulivi come se ogni pianta di limone o di arancio fosse un figlio… della sua giardiniera come se sentisse di dover ringraziare tutte quelle verdurine che giocano insieme dentro il vasetto… dei 40 chili di peperoni che cuoce insieme come se ogni volta li accarezzasse amorevolmente uno per uno… Insomma, è stato il momento migliore della giornata ed è valso molto di più di tutti gli assaggi che ci siamo fatti. Grazie.

Dai salati siamo passati ai dolci e qui la faceva da padrona la cioccolata. Certo, c’erano le liquirizie di Amarelli, i profumi di Villoresi (tra cui un’essenza di erba tagliata dagli effetti decisamente proustiani), i krumiri, ecc. ma la regina era la cioccolata. Cioccolata al sale, alla zucca, alla tequila, con le fave, col peperoncino, in barrette, in quadretti, a sigaretta, in dragées, ecc. ecc. Calorie saltatemi addosso!
E non poteva mancare ovviamente, visto che giocava in casa, la torta Pistocchi che non avevo ancora mai assaggiato nonostante abbia il laboratorio a 30 metri da casa…

Dulcis in fundo, al termine del percorso c’era il negozio (v. foto in basso) dove acquistare tutti i prodotti presentati dagli espositori. Quasi tutti a dire la verità perché siamo andati di domenica e ormai era quasi finito tutto… mi aspettavo ci fosse un minimo di rifornimento ma così non era e quindi potete immaginare, all’ultimo giorno di manifestazione, quante delle cose che volevamo comprare erano effettivamente presenti. Alla fine siamo usciti con una bustona piena di liquirizie, marmellata di pesche Agrirape, un tronchetto di caprino affinato sotto la cenere, un salame Strolghino di culatello (oggetto della prossima ricetta) e una barretta di cioccolata alla Tequila: tanta robina buona da degustare nei giorni successivi…
Unica nota negativa, ma forse perché ormai sono diventato molto selettivo, era la zona libreria dove, nonostante la presenza della Happy Books di Modena (che conosco bene per i libri di design), non c’era tutta ‘sta gran scelta… o quanto meno non c’era nulla che non si potesse comprare a sconto durante una qualsiasi Festa de l’Unità… peccato.
il negozio del Taste

20
mar
07

MeatOut Day

La ricetta che doveva essere pubblicata oggi è stata rimandata a domani poiché oggi si celebra il MeatOut Day. Da 22 anni questa giornata si propone di promuovere gli aspetti positivi dell’alimentazione vegetariana e quindi non potevo certo far finta di nulla e pubblicare oggi la mia ricetta di pesce. In onore della giornata senza carne vi invito a consultare tutte le mie ricette vegetariane fin qui pubblicate… sono ben 46 quindi credo proprio che troverete qualcosa con cui sostituire la carne o il pesce, almeno per oggi…
Se poi trovate l’iniziativa particolarmente interessante e volete provare ad alimentarvi in modo diverso e più consapevole, potete sempre partecipare al MeatOut Monday… ogni lunedì rinunciate alla carne, per almeno 6 mesi, poi fatemi sapere com’è andata e come vi sentite…




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