Poche ore fa mi sono finalmente ritagliato una serata tranquilla in cui andare con la mia dolce metà a provare il nuovissimo locale appena aperto di fianco alla celebre via del lusso di Firenze (via Tornabuoni, l’inaugurazione si è tenuta giusto due settimane fa) e per vedere come se la cava il caro Andrea Gori lontano dalle pareti amiche di Burde… Sono rientrato or ora, quindi la recensione risente 1) del clima piacevolissimo della serata e 2) degli effluvi dei vini che ancora annebbiano le mie percezioni (tranquilli sono andato in autobus, e non è del tutto vero che vado giù con così poco ma faceva scena…).
Parto subito dalla nota dolente, almeno ci togliamo il pensiero, ma che vuole essere anche un suggerimento per il prossimo futuro: mi rendo conto che si tratta di un’osteria con specialità toscane, ma a mio avviso è un punto a sfavore, a metà del 2009, non presentare alcuna scelta di secondi vegetariani. Uno sformato, una cecina, a settembre un bel porcino grigliato o qualsiasi altra cosa… ma almeno un piatto secondo me dovrebbe esserci. Tanto più che si presenta una scelta di un plateau di formaggi tra i dolci (nei dessert per via dell’accompagnamento), cosa che potrebbe benissimo andare a tappare la falla di cui sopra. Uno comunque riesce ad arrangiarsi lo stesso senza troppi problemi perché ci sono, è vero, ben 3 antipasti su 7 che non comprendono la carne (e altrettanti primi) quindi si può far servire uno di questi in vece del secondo (è corretto, volevo proprio scrivere in vece) ma insomma…
Via il dente, via il dolore… questa cosa l’ho detta quindi ora posso passare a disquisire della cena.
All’Osteria Tornabuoni si entra da una stradina laterale dietro al Palazzo Tornabuoni-Corsi e si è subito accolti dallo spazio gastronomia dove è possibile venire nel corso di tutta la giornata ad acquistare prodotti regionali di vario genere: birre artigianali, cioccolata, pasta, salse, ecc. che suppongo siano anche parte di ciò che viene servito in sala. Superato l’ingresso, si deve percorrere un corridoio circondati da delle serie di scaffali (sei per parte, mi pare) in cui le bottiglie fanno bella mostra di sé in un effetto molto scenografico e per niente freddo nonostante la consuetudine vorrebbe che ci trovassimo di fronte ad un caldo legno antico e non a delle moderne librerie in nero-wengé (sarà che mi ricordano casa)… E finalmente entriamo nella sala principale. I tavoli sono disposti lungo le pareti (tranne alcuni tavoli tondi più vicini al centro), i colori e le luci sono molto armoniosi (e mi piacerebbe vedere come filtra la luce di giorno dal lucernario) e ci sono alcune soluzioni di arredamento, come le finestre-specchio, che potrebbero sfuggire ad un occhio poco attento ma che contribuiscono a dare quella giusta eleganza che uno si aspetta da un locale in via Tornabuoni senza però cadere nello sfarzo kitsch del posto un po’ “pottino” e modaiolo (se capite cosa intendo).
Sì ok bene tutto, ma come ci si mangia? Come ci si beve?
Bene. Bene. È stato veramente un crescendo di piaceri. Dallo sformatino di asparagi e marzolino fino a concludere con il dolce al cioccolato, ogni piatto era curato nella presentazione (nonostante dicano di non preoccuparsene), ricercato negli accostamenti (non avevo mai provato insieme lardo, fiori di zucchine e menta), perfetto per sapidità e cottura (una leggera nota di sale in più forse nella zuppa ma assolutamente non fastidiosa) e servito nella quantità ideale. Per gli accostamenti con i vini ci siamo lasciati guidare dall’abile “naso” di Andrea Gori (mica è il sommelier vice campione europeo 2008 per caso!) che ha ideato un percorso pressoché perfetto attraverso i piatti che abbiamo ordinato e che vado ad elencarvi. Spero di ricordarmi tutto ma confido che Andrea passerà di qui a commentare e a correggere eventuali errori.
L’attesa dei piatti è stata addolcita da uno spumante brut Montellori (da Fucecchio)…
ANTIPASTO (lo stesso per entrambi)
Sformato di asparagi novelli con salsa di formaggio marzolino
(Vernaccia di San Gimignano di Mattia Barzaghi)
PRIMI
Zuppa di fave e piselli novelli con farro della Garfagnana
(Chardonnay Castello di Monsanto)
Lunghetti saltati al lardo di Colonnata con zucchini in fiore e menta
(Pinot Nero Fortuni del Podere Fortuna del Mugello… il rosso l’ho chiesto io, Andrea avrebbe consigliato un bianco)
SECONDO (solo per me, il solito sfondato)
Cosce di pollo del Valdarno al mattone
(Pietradonice IGT Casanova di Neri 2005… dice che è rarissimo, mi fido)
DOLCI
Pesche ripiene con gelato al Vin Santo (il gelato è del Vivoli)
(Moscadello)
Torta al cioccolato di Giuseppe
(Aleatico… scusate ma ormai ero alticcio e non mi ricordo le etichette)
… e c’è pure la scelta sul caffè (caduta su un 100% arabica, miscela etiope)
Sui vini niente da dire perché erano ottimi dal primo all’ultimo e si abbinavano molto bene alle preparazioni. Sui piatti, se tra antipasti e primi potevo dire che il giudizio era senz’altro buono, è stato con il pollo del Valdarno che la cena ha fatto un grosso balzo in avanti verso l’ottimo per poi finire nell’eccellente con il dolce. Credo che molti storcerebbero il naso se, prima di entrare in un locale di un certo livello, gli venisse prospettato di cenare a pollo e patate eppure io qui vi dico che non potete entrare nell’Osteria Tornabuoni senza provare il pollo del Valdarno cotto al mattone (cioè pressato in cottura). Credo che l’unico paragone che possa fare per darvi l’idea di quello che ho provato sia la Ratatouille dell’omonimo film nel momento in cui il critico mette in bocca il suo primo assaggio. E pare che in effetti anche clienti precedenti abbiano elogiato il piatto allo stesso modo. E non ringrazierò mai abbastanza Giuseppe, che suppongo sia lo chef Giuseppe Ancona, per la sua torta al cioccolato con le nocciole la cui preparazione mi ha lasciato più di un interrogativo (in senso decisamente positivo).
Il critico gastronomico non è il mio mestiere, e sono stato senz’altro influenzato dalla splendida serata passata a dialogare con Andrea, ma mi sento di consigliare caldamente a chiunque di provare questa nuovissima realtà nel panorama della ristorazione fiorentina che spero veda crescere i consensi intorno a sé ogni giorno di più.
Ho tralasciato di parlare del personale perché non ho praticamente avuto altri contatti che non fossero Andrea (che si è sentito in dovere di fare gli onori di casa e ci ha fatto anche fare un giro dell’intera struttura), ma non posso esimermi dal ringraziare il direttore Cristiano Labia perché da tante piccole cose che ho notato durante la cena appare evidente come la sua direzione sia puntuale ed efficace e come sia tenuta in alta considerazione l’attenzione verso il cliente (anche se a me il cioccolatino insieme al caffè non l’ha portato, sigh… e dire che l’ho preso solo per quello, hehe…).
Oh, adesso che vi ho scritto questa popo’ di recensione non fatemi fare brutta figura con chi verrà dopo eh!!!
Osteria Tornabuoni
Via dei Corsi, 5 (laterale di Via Tornabuoni)
50123 Firenze
Tel. 055 2773527
www.osteriatornabuoni.it
Prezzi medi (come riportati sul sito)
Pranzo € 30 vini esclusi
Cena € 50 vini esclusi
Menu del giorno € 25
Orario
Alimentari 9.30 – 22.00 orario continuato
Pranzo 12.00 – 14.30
Cena 18.30 – 22.30
Giorno di chiusura: Domenica

- Antefatto 1: Un mesetto fa ho avuto la fortuna di conoscere lo chef dell’






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