Archivio per la categoria 'Pane e Pizza'

23
Nov
09

Panini di San Martino

Questo post avrei dovuto pubblicarlo una decina di giorni fa visto che si tratta di una ricetta tradizionale specifica di un certo periodo (San Martino è stato l’11 Novembre) ma prima ho messo online la ricetta in tributo a Cavoletto e subito dopo ho soddisfatto le pressanti richieste di tutti quelli che erano curiosi di sapere come si cucinava la marmellata di pere e cioccolato dopo aver letto su Facebook che la stavo preparando… Insomma, ormai sono un po’ in ritardo per San Martino però la ricetta la pubblico lo stesso perché comunque la farina di castagne ancora si trova facilmente in commercio e quindi potete sempre provare a replicare la ricetta senza dover aspettare il prossimo anno… :)
Un breve cenno sulla figura di San Martino di Tours… intorno al 350 d.C., mentre l’ungherese Martino presta servizio in Gallia, si verifica l’episodio più noto come “la leggenda del mantello”: mentre si trovava a cavallo sotto ad una pioggia battente ed un vento gelido, Martino incrocia un povero vecchio barcollante coperto soltanto di pochi stracci. Senza pensarci due volte, Martino si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al viandante. Fatti pochi passi, ecco che vento e pioggia si diradano e tornano il sole ed il caldo. Impressionato da questo repentino cambiamento climatico, Martino prenderà i voti divenendo prima esorcista e poi vescovo di Tours. È a seguito di questo evento che il periodo autunnale a cavallo dell’11 novembre, San Martino appunto, è stato chiamato “estate di San Martino”… e se ci fate caso anche quest’anno, dopo un breve periodo di freddo intenso, per alcuni giorni è tornato un clima più mite…
Ma lasciamo da parte le storielle e torniamo a noi. Le dosi che vi indico sono per circa 8 pagnotte oppure per un filoncino di pane da poco più di mezzo chilo:

  • 350gr di farina 0
  • 250gr di farina di castagne
  • 180gr di gherigli di noci
  • 40gr di lievito di birra
  • 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva
  • sale

In una ciotola versate mezzo mestolo di farina 0 e mezzo mestolo di farina di castagne (circa 50gr ciascuna). Sciogliete il lievito in mezzo bicchiere di acqua tiepida ed incorporatelo. Lavorate bene l’impasto per una decina di minuti in modo da fargli prendere aria, poi coprite la ciotola con un canovaccio e lasciate lievitare l’impasto per un paio d’ore (in pratica si tratta di ottenere una specie di pasta madre). Se vi aspettavate un panetto compatto ed invece vedete che è rimasto un po’ liquido, lasciate stare: a questo punto della ricetta va bene così.
Lavorate l’impasto lievitato con le farine rimaste, l’olio, un pizzico di sale e un bicchiere e mezzo di acqua tiepida che verserete poco per volta durante la lavorazione (questo perché potrebbe bastarne anche un po’ meno, dovete avere un po’ d’occhio per capire quando fermarvi… e se per caso invece ve ne servisse di più, aggiungetene sempre poca alla volta). Formate una croce profonda con un coltello sulla superficie dell’impasto e lasciate nuovamente a riposo, coperto, per altre due ore.
Unite ora i gherigli di noce, lavorando ancora un po’ l’impasto per distribuirli bene dappertutto. Dividete ora il tutto in 8 pagnotte (o, se preferite, date all’impasto una forma ovale) e adagiatele su una teglia ricoperta con carta da forno (io in realtà ho usato una teglia da pizze bucherellata, senza mettere la carta). Infornate per circa 40 minuti a 180°C, controllando la cottura con uno stuzzicadenti (infilatelo in una pagnotta: deve uscire pulito) e servitelo.

È un pane che si presta molto bene ad essere accompagnato da ingredienti particolarmente saporiti: formaggi come il gorgonzola, affettati come lo speck, Nutella (slurp!), ecc.

27
Lug
09

Il tesoro nascosto (un pan-ino, anzi due)

I panini mai apparsi su GQ

Anche se con questo caldo non ho troppa voglia di mettermi ai fornelli c’è per fortuna qualcuno che mi fornisce ottimi spunti (e spuntini) per scrivere su queste pagine.
Circa un mesetto fa infatti mi aveva contattato il solito buon Alessandro di ‘ino per chiedermi di fare degli scatti ad un panino che doveva poi essere la traccia su cui scrivere un articolo per il noto mensile GQ. Ovviamente ho accettato di buon grado, per amicizia verso Alessandro e per l’idea che magari sarebbe stato carino vedere il mio nome accanto ad una foto su un mensile così famoso. È nato così lo scatto ad un panino molto Italian-style (per la scelta di ingredienti e colori) a base di mozzarella di bufala, pesto genovese e pomodorini Pachino secchi. Molto buono e molto estivo.
Purtroppo però la redazione di GQ non lo ha ritenuto abbastanza “maschio” e ha chiesto quindi ad Alessandro di idearne un altro. E qui ci siamo andati giù pesantuccio visto che abbiamo abbinato la mitica ‘nduja calabrese con il salame toscano ed un pecorino allo zafferano. Roba che cominci a sudare solo guardandolo, anche se il sapore è eccezionale.
Insomma, alla fine ecco pronte due ricette esclusive per la rivista, accompagnate dai miei soliti scatti, pronte per la pubblicazione.
Esce quindi il numero di agosto, Alessandro scrive un post sul suo blog per annunciare la cosa e io esco a comprare la rivista. La sfoglio fino a pagina 169 e trovo l’articolo, solo che non ci sono le mie foto (ecco spiegato il titolo del mio post)! Al loro posto un’anonima bozza di pane (mentre Ale aveva preparato delle schiacciate) con una breve didascalia sull’aspetto salutistico del panino (probabilmente avevano in mente quello con la ‘nduja e il salame, mah).
È chiaro che GQ fa le sue scelte editoriali ed io non ho nessuna autorità per discuterle, ma al di là delle mie foto, non mi sembra abbiano fatto poi un gran servizio nemmeno a Alessandro dato che nella breve colonna di testo non figurano né una foto sua o del negozio né i suoi panini esclusivi per GQ. Molto ma molto meglio quello che hanno scritto gli amici de La Cucina di Calycanthus.
Per quanto mi riguarda, food-blog bellissimo batte rivista patinata “di tendenza” 1-0. E palla al centro.

Pazienza.

09
Lug
09

Rose di panini allo zafferano (Lussekatter)

Lussekatter

Ho scovato questa ricetta in uno dei tanti libretti allegati alle riviste di cucina che compro ogni tanto (credo fosse Sale&Pepe, quindi segnalo la ricetta anche per il Club Sale&Pepe) ma ho scoperto soltanto dopo che si tratta dello stesso impasto che si usa per preparare le tipiche focaccine svedesi del giorno di Santa Lucia (13 Dicembre), i Lussekatter. Rispetto alla preparazione delle focaccine tradizionali, le uniche differenze qui sono l’assenza dell’uvetta e la forma che avrebbe dovuto assomigliare ad una S… alla fine credo che questo assomigli di più al “Saffron Cake” inglese… Il sapore è molto particolare per la forte presenza dello zafferano ma non è troppo dolce per cui si presta anche a numerosi accostamenti (magari alla fine vediamo qualche idea).
Per informazioni sui tradizionali festeggiamenti per Santa Lucia (che avvengono anche in alcune zone del nord Italia) vi rimando a Google perché non vorrei dilungarmi oltre dato che la ricetta è abbastanza lunga da spiegare, quindi passiamo subito a vedere cosa fare…

  • 500gr di farina per pane
  • 220ml di latte tiepido
  • 100gr di burro fuso, raffreddato
  • 50gr di zucchero
  • 15gr di lievito fresco
  • 2 uova
  • 1 cucchiaino di sale
  • 2gr di zafferano in polvere (oppure 1/2 cucchiaino di pistilli messi in ammollo in 2 cucchiai di acqua bollente per 12 ore e poi filtrati)

In una ciotola capiente, mescolate la farina con il sale, lo zucchero e lo zafferano (se usate i pistilli rinvenuti in acqua aggiungeteli al prossimo passaggio, non adesso) e fate una fontana al centro.
A parte sbriciolate il lievito nel latte, aggiungete un uovo intero e amalgamate bene con una frusta a mano o un cucchiaio di legno. Versate il liquido nella fontana, quindi aggiungete anche il burro fuso e iniziate a mescolare con una spatola lavorando bene l’impasto dall’esterno verso l’interno. Verificate bene se l’impasto risulta appiccicoso o secco mentre lo lavorate: nel primo caso aggiungete farina, un cucchiaio alla volta, nel secondo latte o acqua, sempre un cucchiaio alla volta. Al termine dovreste ottenere un impasto liscio.
Infarinate leggermente il piano di lavoro, trasferite il tutto dalla ciotola al piano ed impastate con le mani per qualche minuto fino a che avrete un panetto compatto e morbido. Rimettetelo nella ciotola, coperto con una pellicola, e lasciatelo lievitare al caldo per un’oretta finché raddoppia di volume.
Trascorso il tempo di lievitazione, tornate a lavorare l’impasto sul piano di lavoro per 5 minuti quindi fatelo riposare di nuovo per altri 20 minuti.
Dividete ora l’impasto in 7 parti uguali e formate delle piccole salsiccette (lunghe una ventina di centimetri o più) che arrotolerete su se stesse tenendo una delle estremità leggermente rialzata per formare delle roselline. Mettetene una al centro di una teglia ricoperta con carta da forno e sistemate le altre intorno alla prima, rivolgendole tutte nella stessa direzione (in pratica appoggiate l’estremità delle roselline esterne su quella interna, il che tra l’altro vi serve anche come trucchetto per evitare che si aprano in cottura).
Coprite la teglia con un panno e lasciate nuovamente il tutto a riposo per circa mezz’ora in ambiente tiepido-caldo. Nel frattempo accendete il forno a 200°C.
Sbattete l’uovo rimasto e usatelo per spennellare la pasta lievitata, quindi infornate e lasciate cuocere per circa 20-25 minuti finché i panini diventano sodi e dorati.
Togliete dal forno e lasciate raffreddare su una griglia.

Questi panini sono buonissimi, hanno una buona durata (2-3 giorni), si possono tostare e anche surgelare (fino a un mese).
Vi dicevo all’inizio che per il fatto di non essere troppo dolci si prestano anche ad essere degustati con diversi abbinamenti… Ho fatto diverse prove ma non vorrei rovinarvi il gusto di sperimentare da voi, quindi vi indico solo le due che mi hanno soddisfatto maggiormente: 1) con il burro salato e 2) tostati fino a renderli croccanti, tagliati a cubetti e mangiati con il gelato alla vaniglia. Golosissimi.

29
Giu
09

Chi fa da sé… Schiacciata all’olio e ricotta

Schiacciata e ricotta

Non lo si può proprio nascondere: sono tempi di crisi per tutti. Ognuno cerca di venirne a capo come può, ma al momento la situazione è senza dubbio critica per molte persone.
Volendo essere ottimisti, la crisi a qualcosa è servita… in ambito enogastronomico infatti si assiste a nuovi interessanti fenomeni di massa tra i quali due sono quelli su cui voglio porre l’attenzione: in primo luogo c’è la tendenza a spendere meglio (a cercare prodotti a km zero, a creare gruppi di acquisto di prodotti biologici, ecc.) perché già che i soldi non sono molti almeno cerchiamo di usarli meglio; ed in secondo luogo, in molti oggi stanno iniziando a scoprire, o a riscoprire, che far da sé conviene e che nel piccolo della nostra casa si può fare davvero molto, tra i fornelli ma anche sul terrazzo (coltivando in vaso i propri ingredienti, dalle erbe alle verdure). Senza contare poi la grande importanza dell’effetto positivo che questa attività può avere sugli animi depressi dalla crisi perché è davvero molto gratificante andare in tavola e gustarsi qualcosa di genuino e poter dire “questo l’ho fatto io”. E spero proprio che alla fine questo blog possa essere anche un aiutino in tal senso.
Una delle cose che ho scoperto essere davvero facili da riprodurre in casa è il formaggio (in verità un latticino simile alla ricotta ma forse più vicino alla “brousse” francese): serve solo avere il tempo di lasciar riposare l’impasto.
La ricetta ideale, semplice ed efficace, per la preparazione di questo formaggio l’ha trovata Erborina (pubblicata anche su GialloZafferano) e devo ammettere che il risultato mi ha davvero stupito, tanto che ormai è diventato uno dei miei punti fermi in cucina: una volta alla settimana mi tocca prepararla! Per farla poi utilizzo solamente latte di altissima qualità e qui si torna al primo punto “anticrisi”, il prodotto a km zero, visto che ormai il latte si trova facilmente (e spendendo pure meno) senza dover per forza andare a frugare tra i tetrapak dei supermercati (in realtà da dove abito io sarebbe più a km zero la Mukki, ma vuoi mettere il latte del Palagiaccio?).
La ricetta per 200gr di “ricotta” ve la riporto anche qui, ma se andate su GZ trovate le fotografie che spiegano passo-passo tutta l’operazione.

  • 1lt di latte intero
  • 100ml di panna da montare
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • 1 pizzico di sale

Mettete in una pentola il latte insieme alla panna e al sale. Fate scaldare il tutto a fiamma media mescolando in continuazione fino a raggiungere 80°C (un termometro da cucina si trova anche da Ikea per pochi euro): non deve bollire. A quel punto abbassate la fiamma, aggiungete l’aceto e continuate a mescolare fino a che si formeranno dei grumi (1-2 minuti). Togliete dal fuoco, coprite la pentola con un canovaccio e lasciate raffreddare a temperatura ambiente.
Foderate un colino con 2-3 garze sterili e sistematelo su una ciotola. Quando il liquido si sarà raffreddato passatelo al colino e fategli spurgare il grosso del liquido (strizzate anche un po’ la garza per aiutarlo ad uscire), quindi ponete ciotola e colino in frigorifero per almeno un paio d’ore. A questo punto la ricotta è pronta.

Avendo a disposizione un prodotto simile sta solo a voi sbizzarrirvi nelle preparazioni. Se avete proprio deciso che l’intera giornata la volete passare in cucina potete anche cimentarvi negli “gnudi” (e io so che prima o poi lo farò davvero), ma potete anche fare qualcosa di più semplice e rapido (per esempio una coppetta dolce con ricotta, cacao, zucchero e rhum).
Per il primo assaggio ho voluto provare a gustare la ricotta così com’era uscita dalla ricetta e quindi ho preparato una semplice schiacciata all’olio, con cui si è sposata davvero alla grande!
Io l’ho fatta tonda, poco più di 30 cm di diametro:

  • 150gr di farina 0
  • 120gr di semola di grano duro
  • 7gr di lievito di birra
  • un cucchiaino di sale fino e uno di sale grosso
  • olio extravergine di oliva

Mescolate in una ciotola capiente la farina e la semola e aggiungete poi un cucchiaino di sale e un cucchiaio d’olio. Sciogliete il lievito in 150ml di acqua tiepida, versate sulle farine e lavorate fino ad ottenere un impasto elastico. Lasciatelo lievitare coperto con un panno pulito per circa un’ora (dovrebbe raddoppiare di volume). A questo punto lavoratelo ancora con le mani per una decina di minuti, poi stendete la sfoglia molto sottile. Bucherellate con le dita la superficie della schiacciata, spennellatela con l’olio (anche aromatizzato al rosmarino se ne avete) e cospargete di sale grosso.
Infornate a 250°C per un quarto d’ora finché la superficie inizia a dorare.

È tutto. Ed è buonissimo. ;)

11
Giu
09

Sandwich di orata (con maionese fatta in casa)

Sandwich di orata

La ricetta di oggi in realtà nasce in un altro blog. Stavo infatti cercando un’idea per una ricetta da abbinare alla maionese alla senape preparata da FrancescaV che mi aveva tanto incuriosito: un po’ per sfida, dato che i miei precedenti con la preparazione della maionese hanno avuto alterne fortune, un po’ per quella puntina di senape di Digione che mi stuzzica molto. Credo che praticamente chiunque conosca questa senape eccezionale ma voglio comunque segnalare un paio di curiosità. Intanto vi svelo il segreto del suo sapore forte: sta tutto nel “verjus” che è un succo d’uva non fermentato che esalta l’essenza di quei tipici semi di senape (che a dire il vero sono già abbastanza piccantini). Inoltre, Digione non è famosa solamente per la senape: vi si svolge una delle più importanti kermesse gastronomiche di Francia ed è anche il territorio di nascita di altre ben note specialità, dalla fondue bourguignonne (e così linko anche GialloZafferano, hehe) al pain d’épices, dalla crema di cassis agli aperitivi Kir e Kir-Royal (inventati in un’abbazia… ma quanto bevono ’sti abati?)… per non parlare poi degli ottimi vini di Borgogna…
E per mantenere il richiamo alla Francia, mi pareva giusto utilizzare una bella baguette per questo sandwich. :)
Andiamo quindi a vedere come si prepara ’sto benedetto sandwich… partiamo dalla maionese:

  • 3 uova (2 tuorli ed un uovo intero, freschissimi)
  • 1 cucchiaino di senape di Dijon
  • succo di 1/2 limone
  • sale e olio extravergine di oliva

La prima cosa da fare è incrociare le dita, perché la maionese le prime volte non mi riusciva proprio. :)
Versate in un recipiente dai bordi alti le uova, la senape ed un pizzico di sale e sbattete il tutto per un paio di minuti. Senza smettere di sbattere, versate l’olio a filo (pianino pianino, se ne versate troppo potete già dire addio alla maionese) per addensare il composto, quindi emulsionate con il succo di limone ed aggiustate di sale. FrancescaV ci ha messo circa 20 minuti, io un po’ meno ma il risultato è stato ottimo.
L’alternativa rapida è mescolate la senape ad una maionese già pronta, ma vuoi mettere la soddisfazione? :)
E vediamo il pesce:

  • filetto di orata
  • sale e zucchero
  • sesamo nero (vabbè anche sesamo normale, io in casa avevo questo)
  • olio extravergine di oliva

Qui la preparazione è decisamente più semplice.
Appoggiate una pellicola trasparente su un vassoio e adagiatevi l’orata. Versateci sopra una miscela di sale fino e zucchero (due parti di sale e una di zucchero) fino a coprirla interamente… se vi piace, a questo punto potete aggiungere anche dell’aneto. Richiudete la pellicola sul pesce e mettete in frigo a riposare per almeno 2 ore.
Trascorso questo tempo, raschiate via la crosta di sale dal pesce con il dorso di un coltello e “impanatelo” con il sesamo da entrambi i lati. Quindi fatelo rosolare in un tegame con un po’ d’olio, un paio di minuti per lato (basta poco perché in realtà si è già cotto nel sale nelle ore precedenti).

A questo punto siete pronti per comporre il sandwich. Spalmate la maionese sul pane, appoggiatevi sopra l’orata e aggiungete gli ingredienti che più vi piacciono: insalata e pomodorini, finocchio e fettine di limone, ecc. ecc.
Lo so che sono tante ore di preparazione per un semplice panino, ma il risultato vale decisamente l’attesa.

27
Mag
09

Focaccia di patate

Focaccia di patate

È decisamente arrivato il caldo! Con queste temperature (anche se pare che da domani scenderanno un po’) l’opzione pic-nic è quanto mai valida e quindi bisogna attrezzarsi con i manicaretti di casa… Il procedimento per preparare la focaccia di patate è davvero molto semplice e la si può farcire in molti gustosissimi modi (qui con zucchine saltate, menta e pecorino allo zafferano).
Al di là del pic-nic, questo tipo di pane si presta anche all’utilizzo quotidiano e può essere un’ottima soluzione per risparmiare in questi tempi di crisi. Farsi il pane in casa, anche senza avere l’elettrodomestico apposito, è facile (vabbè dipende dal pane e dal forno) e gratificante… e poi c’è il gusto di mangiarlo davvero appena sfornato!
Ho scoperto poi su Gustoblog che si tratta anche di una ricetta tipica pugliese quindi per qualcuno potrebbe essere pure un’occasione di preparare un piatto tradizionale, cosa che magari potrebbe essere gradita se invitate amici pugliesi (anzi, se Caparezza mi fa l’onore di venire a cena da noi gliela preparo volentieri… ma figurati se legge il mio blog).

  • 330 gr di farina
  • 80gr di patate (una patata media)
  • 1/2 cubetto di lievito fresco
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Cominciate con il lessare le patate, quindi sbucciatele e passatele allo schiacciapatate. Impastate le patate con la farina ed incorporate il sale ed il lievito sciolto in mezzo bicchiere d’acqua tiepida. Lavorate bene con le mani per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio, aggiungendo eventualmente acqua (pochissima per volta) se vi sembra ancora troppo secco.
Ungete una teglia da forno da 24cm di diametro con 2 cucchiai d’olio e stendetevi la pasta, quindi coprite con un panno e lasciate riposare per almeno un’ora. Appena sarà ben lievitata, aggiungete altri 2-3 cucchiai d’olio e un po’ di sale sulla superficie (sulla focaccia nella foto ho aggiunto sia sale fino che sale nero di Cipro) ed infornate a 180°C per 30-40 minuti.

Se vi va, potete anche lanciarvi in suggerimenti sui più disparati accostamenti per la farcitura…

24
Ott
08

Panini di patate

Ieri sono stato alla prima giornata di DeGustibooks e in particolare al food-show dello chef Filippo La Mantia. Da un certo punto di vista è stata un po’ una folgorazione perché per qualche strana idea preconcetta tendo un po’ a snobbare il mio modo di mangiare di tutti i giorni, almeno pensandolo in termini di pubblicazione sul blog: ho sempre l’idea che certe ricette che prepariamo qui in casa giorno dopo giorno siano troppo semplici, se non addirittura banali, per meritare un posto tra le pubblicazioni online. Scoprire invece che uno chef di cotanta nomea è riuscito a fare della semplicità in cucina uno stile vincente senza sminuire affatto l’alta considerazione dovuta al grande cuoco mi ha fatto riconsiderare molto le mie scelte.
Non sto rinnegando nulla di tutto ciò che ho proposto finora, sia ben chiaro, ma è certo che i miei vari pesti (di rucola, di melanzana, ecc.) e tante altre preparazioni quotidiane potranno avere un po’ di spazio in più su queste pagine.
E quindi ancora grazie mille a Filippo La Mantia (il piatto che ci ha preparato lo riproporrò sul blog nei prossimi giorni, sperando di essere all’altezza), a Leonardo Romanelli (il tuo DeGustibooks meriterebbe davvero più attenzione da parte dei media) e anche a Serena che si è presentata come mia lettrice (grazie grazie grazie).

Non so se il pane fatto in casa si possa annoverare tra le ricette semplici, ma certo una sua idea di semplicità il tozzo di pane la lascia immaginare…
Questa in particolare è una ricetta tratta da uno dei tanti volumi allegati alla rivista Sale&Pepe nel corso degli ultimi mesi e riportata come originaria dell’Australia, anche se devo dire che mentre lo preparavo la mia mente correva al mitico Gözleme alle patate turco (che è diverso, ma tanto buono)…
Per una decina di panini vi occorrono:

  • 500gr di farina bianca per pane, non trattata
  • 35gr di burro, a dadini
  • 1 cucchiaio di sale
  • 125gr di patate bollite, lasciate raffreddare, spellate e schiacciate
  • 230gr di latte tiepido
  • 5gr di lievito fresco

In una grande ciotola mettete la farina e amalgamatela al burro a dadini lavorandola con le dita finché l’impasto si presenta a piccoli grumi, quindi aggiungete il sale e le patate schiacciate.
Fate sciogliere il lievito sbriciolato nel latte tiepido, mescolando bene, versate il tutto sul composto con la farina e mescolate fino ad ottenere un impasto compatto.
Trasferitelo su una superficie infarinata e lavoratelo bene con le mani per una decina di minuti, poi rimettetelo nella ciotola e coprite con una pellicola lasciando il tutto a lievitare in un luogo caldo per circa un’ora e mezza (il volume dovrebbe raddoppiare).
Trascorso il tempo, riportate il tutto sulla superficie lavorata e schiacciatelo con le nocche per sgonfiarlo un po’, quindi dividete la pasta in tante parti quanti sono i panini che volete ottenere (nel mio caso erano 10 poco più piccoli di un pugno) e mettetele su delle teglie da forno, ben distanziati. Chiudete ogni teglia in un sacchetto di plastica e lasciate lievitare per un’altra mezz’ora.
Scaldate il forno a 200°C e infornate i panini per 15-20 minuti. Per verificare la cottura provate a picchiettare la parte inferiore: dovrebbe suonare come vuota.
Lasciateli raffreddare e serviteli.

Prepararsi il pane in casa sembra una cosa difficilissima, laboriosa e faticosa. Ma al di là della necessità di risparmiare che qualche famiglia può avere in questi tempi di crisi economica è anche una grandissima soddisfazione.

02
Gen
08

Bastoncini di patate ai semi

Bastoncini di patate

Ed andiamo ad iniziare il 2008!
La prima ricetta dell’anno è una cosetta semplice semplice, visto che probabilmente di cibi elaborati, pesanti, ecc. ne avete già la pancia piena dopo le ultime festività… Con questa ricettina torno anche a postare qualcosa per il Club Sale&Pepe che da molto tempo ormai non riceveva aggiornamenti da parte mia. Ho visto che già ci sono stati i primi contributi al Club in questo nuovo anno, ecco quindi anche il mio (proviene da Sale&Pepe di novembre, ma credo vada bene lo stesso…).
Con queste proporzioni ho preparato 8 bastoncini…

  • 150gr di patate
  • 150gr di farina 00
  • 80gr di burro
  • un tuorlo
  • 2 cucchiai di panna
  • 2 cucchiai di semi di sesamo nero
  • sale

Lessate le patate (o la patata se ne avete una grossa… 150gr non sono poi tanti) e quindi passatele allo schiacciapatate. Lasciate raffreddare un po’ e poi impastate con la farina, un pizzico di sale ed il burro a tocchetti fino a formare una palla liscia ed omogenea. A questo punto lavoratela per ottenere una forma cilindrica (se non avete 4 mani e un tavolo di due metri mi sa che vi conviene prima dividere l’impasto in due) del diametro di circa 2-3 cm. Suddividete il cilindro in 8 parti uguali e disponetele su una placca imburrata o coperta con carta da forno. Spennellate i bastoncini con il tuorlo mescolato con la panna, salateli leggermente e guarnite con i semi di sesamo nero. Per variare, la rivista suggerisce anche di guarnire con sale grosso, semi di papavero o cumino… Insomma date sfogo alla fantasia. Infornate per 10-12 minuti a 200° e servite.

Per la cena di fine anno ho proposto delle focaccine preparate con lo stesso metodo (con una salsina al gorgonzola)… buonissime! :)

17
Ago
07

A volte ritornano… e si portano dietro i Panigacci!

Panigacci senesi con caprino aromatizzato alla rosa

Due mesi! Sono ormai passati due mesi dall’ultima ricetta che ho pubblicato su questo blog… In molti mi avete nel frattempo scritto chiedendomi che fine avessi fatto e vi ringrazio per l’interessamento, ma non c’è molto da dire. Avevo bisogno di un momento di distacco un po’ perché l’impegno su questo blog stava cominciando a farlo apparire come un lavoro e un po’ perché stavano arrivando un po’ troppe offerte commerciali mentre la mia idea era di mantenere il tutto all’interno di un vero rapporto amichevole con voi che mi leggete senza darvi per forza consigli su cosa acquistare, quali siti andare a vedere, ecc. Certo, vi ho spesso consigliato i prodotti di ‘ino, ma non si tratta di una proposta commerciale come le “marchette” di certe riviste buttate in pasto ai lettori a scatola chiusa… Nel mio caso i consigli venivano dall’esperienza diretta, e c’è la sua bella differenza.
D’altro canto, devo comunque ogni giorno conciliare i miei lavori, le mie passioni, i miei amori e quant’altro all’interno di un numero limitato di ore (che sono sempre 24 per tutti, purtroppo) e a volte una cosa prende il sopravvento sulle altre. È accaduto che il blog l’abbia preso nei mesi precedenti ed è accaduto che altre cose siano diventate prioritarie negli ultimi tempi. C’è sempre stato il desiderio di continuare a proporre le mie ricette in questo spazio e infatti sono di nuovo qui adesso, ma non credo di poter garantire la stessa assiduità di prima (e per qualcuno era poco pure allora, figuriamoci).
Ovviamente non potevo mancare di sottolineare in qualche modo questo rientro e quindi ripartiamo con una veste grafica completamente nuova che dovrebbe migliorare un po’ la visualizzazione delle ricette rispetto a quella precedente: caratteri più grandi, la possibilità di cliccare sui commenti di ogni ricetta e non solo dell’ultima, ecc. Ci vorrà forse un po’ perché tutto funzioni alla perfezione ma spero che la scelta sia di vostro gradimento…
E adesso basta con le chiacchere: passiamo alla ricetta!
C’è un po’ di tutto in quella che vi propongo oggi: c’è un nuovo omaggio al Club Sale & Pepe poiché parte della ricetta è apparsa sul numero del luglio scorso; c’è un ennesimo riferimento a ‘ino perché il caprino alla rosa dell’Azienda Agricola Covo dei Briganti l’ho comprato nel suo negozio; c’è un omaggio alla mia terra (Toscana, ma anche Siena visto che mia nonna è nata da quelle parti) e via così… In più, può rivelarsi un ottimo spuntino per un eventuale pic-nic fuori porta ora che la stagione obbliga tutti quanti a cercare refrigerio altrove…

  • 200gr di farina bianca
  • 3,5dl di acqua
  • 150gr di caprino alla rosa (la ricetta originale vorrebbe il classico pecorino senese fresco)
  • un mazzetto di rucola
  • 2 cucchiaiate di pinoli
  • olio aromatizzato con sale, pepe, peperoncino e menta tritata

Preparate una pastella liscia e omogenea mescolando farina, acqua e un pizzico di sale quindi lasciatela un’ora a riposo.
Trascorso il tempo necessario, scaldate una padella antiaderente di 12cm di diametro e ungetela con olio… Versate un mestolino di pastella su tutto il fondo della padella e cuocetela finché sarà rassodata; giratela con una spatola e cuocete ancora qualche istante. Sistemate i panigacci in un cestino coperti con un canovaccio via via che li preparate in modo da mantenerli ben caldi.
Lavate e tritate la rucola, conditela con un cucchiaio di olio extravergine e un pizzico di sale. Sbriciolate il caprino e usatelo per condire i panigacci insieme alla rucola, ai pinoli spezzettati e all’olio aromatizzato… Ripiegate i panigacci su se stessi e prendeteli a morsi.

E adesso vediamo di non metterci altri due mesi per scrivere la prossima! :)

14
Giu
07

Chapati

Chapati

Panico: avete gente a cena che si è autoinvitata all’ultimo momento, è domenica sera e tutti i negozi sono chiusi, avete in casa solo ingredienti che sarebbe opportuno mangiare con il pane… Niente paura: vi viene in soccorso Fabien con una ricettina facile facile, veloce e (quasi) a prova di dispensa vuota! Certo non si tratta del nostro buon pane casalingo con la crosta croccante e la mollica da “scarpetta” nel piatto, ma siete o no in emergenza? Quindi non lamentatevi e seguite la mia ricetta! :)
I chapati andrebbero consumati immediatamente dopo averli tolti dalla padella, se volete conservarli un po’ mantenendoli caldi avvolgeteli in un canovaccio via via che li preparate. Considerate che le dosi sono per 8 chapati e che ne serviranno circa 2 a persona… Per fare più in fretta ho impastato direttamente con le lame del robot da cucina…

  • 225gr di farina integrale
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 200ml di acqua

Setacciate la farina, unite il sale e mescolate bene. Versate l’acqua a poco a poco mescolando bene con le mani (o versatela lentamente a filo nel mixer mentre le lame stanno girando) in modo da ottenere una pasta liscia. Lavorate l’impasto con le mani per circa 7-8 minuti e se possibile lasciatelo da parte a lievitare per altri 20.
Dividete la pallina di pasta in 8 parti uguali, appiattitele con le mani e stendetele in dischi più o meno regolari su un piano infarinato (io ho comprato un bel rettangolo stendipasta in silicone e funziona benissimo).
Mettete su fuoco vivo una padella antiaderente con il fondo spesso. Quando la padella inizia a fumare riducete la fiamma e cominciate la cottura: mettete un chapati nella padella e quando cominciano a formarsi delle bolle sulla superficie giratelo. Schiacciatelo delicatamente con una spatola di legno, giratelo di nuovo e toglietelo dalla padella. Ripetete l’operazione finché tutti i chapati sono cotti… salvandovi così dall’emergenza-ospiti! :)




Premio BlogCafé 2007


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