Archivio per la categoria 'Vegan'

23
Nov
09

Panini di San Martino

Questo post avrei dovuto pubblicarlo una decina di giorni fa visto che si tratta di una ricetta tradizionale specifica di un certo periodo (San Martino è stato l’11 Novembre) ma prima ho messo online la ricetta in tributo a Cavoletto e subito dopo ho soddisfatto le pressanti richieste di tutti quelli che erano curiosi di sapere come si cucinava la marmellata di pere e cioccolato dopo aver letto su Facebook che la stavo preparando… Insomma, ormai sono un po’ in ritardo per San Martino però la ricetta la pubblico lo stesso perché comunque la farina di castagne ancora si trova facilmente in commercio e quindi potete sempre provare a replicare la ricetta senza dover aspettare il prossimo anno… :)
Un breve cenno sulla figura di San Martino di Tours… intorno al 350 d.C., mentre l’ungherese Martino presta servizio in Gallia, si verifica l’episodio più noto come “la leggenda del mantello”: mentre si trovava a cavallo sotto ad una pioggia battente ed un vento gelido, Martino incrocia un povero vecchio barcollante coperto soltanto di pochi stracci. Senza pensarci due volte, Martino si toglie il mantello, lo taglia in due con la spada e ne dà una metà al viandante. Fatti pochi passi, ecco che vento e pioggia si diradano e tornano il sole ed il caldo. Impressionato da questo repentino cambiamento climatico, Martino prenderà i voti divenendo prima esorcista e poi vescovo di Tours. È a seguito di questo evento che il periodo autunnale a cavallo dell’11 novembre, San Martino appunto, è stato chiamato “estate di San Martino”… e se ci fate caso anche quest’anno, dopo un breve periodo di freddo intenso, per alcuni giorni è tornato un clima più mite…
Ma lasciamo da parte le storielle e torniamo a noi. Le dosi che vi indico sono per circa 8 pagnotte oppure per un filoncino di pane da poco più di mezzo chilo:

  • 350gr di farina 0
  • 250gr di farina di castagne
  • 180gr di gherigli di noci
  • 40gr di lievito di birra
  • 1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva
  • sale

In una ciotola versate mezzo mestolo di farina 0 e mezzo mestolo di farina di castagne (circa 50gr ciascuna). Sciogliete il lievito in mezzo bicchiere di acqua tiepida ed incorporatelo. Lavorate bene l’impasto per una decina di minuti in modo da fargli prendere aria, poi coprite la ciotola con un canovaccio e lasciate lievitare l’impasto per un paio d’ore (in pratica si tratta di ottenere una specie di pasta madre). Se vi aspettavate un panetto compatto ed invece vedete che è rimasto un po’ liquido, lasciate stare: a questo punto della ricetta va bene così.
Lavorate l’impasto lievitato con le farine rimaste, l’olio, un pizzico di sale e un bicchiere e mezzo di acqua tiepida che verserete poco per volta durante la lavorazione (questo perché potrebbe bastarne anche un po’ meno, dovete avere un po’ d’occhio per capire quando fermarvi… e se per caso invece ve ne servisse di più, aggiungetene sempre poca alla volta). Formate una croce profonda con un coltello sulla superficie dell’impasto e lasciate nuovamente a riposo, coperto, per altre due ore.
Unite ora i gherigli di noce, lavorando ancora un po’ l’impasto per distribuirli bene dappertutto. Dividete ora il tutto in 8 pagnotte (o, se preferite, date all’impasto una forma ovale) e adagiatele su una teglia ricoperta con carta da forno (io in realtà ho usato una teglia da pizze bucherellata, senza mettere la carta). Infornate per circa 40 minuti a 180°C, controllando la cottura con uno stuzzicadenti (infilatelo in una pagnotta: deve uscire pulito) e servitelo.

È un pane che si presta molto bene ad essere accompagnato da ingredienti particolarmente saporiti: formaggi come il gorgonzola, affettati come lo speck, Nutella (slurp!), ecc.

19
Nov
09

Marmellata di pere e cioccolato

Quando ho visto questa ricetta sul blog di Leonor la scorsa settimana me ne sono innamorato all’istante! Tempo un giorno ero già andato a comprare tutti gli ingredienti e nel week-end mi sono messo a prepararla. Mentre stavo pastorizzando i vasetti poi sono entrato su Facebook per raccogliere qualche impressione a caldo e qualcun altro si è entusiasmato allo stesso modo, tanto da pensare di prepararla per fare qualche pensierino natalizio… E quindi ecco che questa ricetta passa avanti alle altre due che avevo già in mente di pubblicare, così posso soddisfare tutte le vostre curiosità!
Sempre su Facebook, c’è chi ha suggerito di sostituire le pere con i lamponi (abbinamento testato da Genny) e davvero penso si possa partire da quest’idea per sperimentare tante altre golosissime ricette: con i mirtilli, le arance, i fichi… Anzi, a questo proposito vi invito ancora una volta a registrarvi come fan così da partecipare alle discussioni ed inviare commenti e suggerimenti: è un modo anche più immediato di rimanere in contatto (e oltretutto lì accetto tutti, cosa che invece non accade se mi chiedete l’amicizia e io non ho idea di chi siate) e vedo che molte persone preferiscono quel tipo di partecipazione rispetto al commento alla ricetta direttamente qui sul blog. Oltretutto da lunedì c’è pure la chicca in più: il sommelier informatico Andrea Gori mi ha intervistato durante la presentazione del libro di Cavoletto, per cui avete anche l’opportunità di vedere chi sono realmente (e di sentire quanto non riesco a tenere nascosta la mia fiorentinità) in un breve video che è stato caricato anche su YouTube… vi consiglio però di guardare il filmato lontano dai pasti e di mettere a letto i bambini prima della visione. ;)
Detto questo, passiamo a vedere ’sta ricetta…

  • 1kg di pere Abate
  • 625gr di zucchero
  • il succo di 1/2 limone
  • il succo e la scorza grattugiata di un’arancia
  • 1/2 stecca di cannella
  • 250gr di buon cioccolato fondente, 80-85%

Da fare il giorno precedente:
Tagliate le pere in pezzetti piuttosto piccoli (la grandezza dipende da quanto volete che si senta la sua presenza nella marmellata) e mettetele in un tegame con lo zucchero, il succo dei due agrumi, la scorza d’arancia e la cannella. A fuoco dolce, portate ad ebollizione e cuocete per altri 5 minuti da quando inizia a bollire. Togliete il tegame dal fuoco ed incorporate il cioccolato spezzettato, mescolando bene fino a farlo sciogliere completamente.
Lasciate raffreddare e ponete in frigorifero per tutta la notte coperto con pellicola trasparente per alimenti.
Al mattino:
Togliete il tegame dal frigo e rimettelo sul fuoco, basso, portandolo di nuovo lentamente ad ebollizione e lasciando cuocere per altri 40-45 minuti (se avete un termometro per cibi, dovrebbe raggiungere i 105°C). Se ce n’è bisogno, rimuovete con un mestolo l’eventuale schiumina che potrebbe formarsi sulla superficie durante la cottura.
Trascorso questo tempo la marmellata dovrebbe essere sufficientemente densa (in ogni caso si compatta ancora un po’ stando in frigo nei giorni successivi), quindi versatela immediatamente in vasetti sterilizzati (ma non fino all’orlo) e chiudete con un tappo ermetico.
Per sigillare i vasetti, e quindi conservare la marmellata a lungo, avvolgeteli in un canovaccio e poneteli in un pentolone coprendoli con acqua fino a 5 centimetri sopra al loro tappo. Fate bollire l’acqua per 10 minuti e i vasetti dovrebbero essere pronti.

Il primo vasetto mi è durato solo due giorni! :)

11
Nov
09

Raviolo liquido dolce alla gelatina di ribes e mirtilli

Raviolo liquido dolce al ribes

Ebbene sì, questa settimana ho fatto un po’ il furbetto: con i rimasugli di pasta avanzati dalla ricetta precedente, e con gli stessi ingredienti più uno, ho preparato anche quella di oggi! Le malelingue adesso penseranno “ecco, non ha più nulla da scrivere ma siccome un blogger DEVE essere sempre presente allora ricorre a questi mezzucci per tirare avanti”… Ho letto in questi giorni un commento del genere riguardo a Cavoletto (en passant: complimenti per il libro) all’interno della diatriba enogastronomi Vs. food-blogger che sta nascendo in questi giorni (a dire il vero più tra chi commenta i rispettivi blog che non tra i due contendenti) ma onestamente non sento tutta questa pressione… tant’è che, come avrete notato (purtroppo), ogni tanto questo blog si prende delle pause anche piuttosto lunghe. E mi dispiace perché vorrei davvero stare qui con voi tutti i giorni ma non mi va di arrivare al punto di sentire il peso del blog come fosse un lavoro. Per questo vi dico anche che non è retorica quando ringrazio sempre tutti voi lettori: è che davvero mi riempie di gioia trovarvi ancora a migliaia ogni giorno nonostante la mia presenza così “a balzelli” nel blog-mondo.
Fatta la premessa, passo subito ad illustrare la rapidissima ricetta di oggi… ancor più rapida se avete già preparato l’impasto dei pan co’ mirtilli e ve n’è avanzato un po’ per un paio di ravioli, altrimenti utilizzate le dosi indicate per farne 4-6 (dipende da quanto tirate la sfoglia e da quanto li fate grandi).

  • 100gr di farina 0
  • 1 cucchiaio di zucchero semolato
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
  • 7gr di lievito di birra sciolto in poca acqua tiepida (un dito circa)
  • 1 cucchiaio di gelatina di ribes e qualche mirtillo per ogni singolo raviolo
  • zucchero a velo
  • sale

Come per la precedente ricetta, fate l’impasto mescolando la farina con l’olio, lo zucchero, il lievito ed un pizzico di sale poi lasciatelo riposare per un’ora coperto con un canovaccio.
Stendetelo quindi con il matterello cercando di formare un rettangolo assai più lungo che largo. Disponete lungo il centro della sfoglia, ad intervalli regolari, un cucchiaio di gelatina di ribes e qualche mirtillo poi richiudete la sfoglia su se stessa e tagliate la forma del raviolo intorno al bozzolo formatosi con il ripieno (con un tagliapasta, un bicchiere rovesciato, ecc.). Da ultimo, con i rebbi di una forchetta sigillate i bordi del raviolo. Oppure, se la descrizione vi sembra macchinosa, ricavate prima dei dischi dalla sfoglia, poi farciteli, richiudeteli e sigillate con la forchetta :)
Infornateli, su una teglia rivestita di carta da forno, a 180°C per una decina di minuti o finché cominciano a dorarsi… toglieteli da forno, spolverizzateli di zucchero a velo e fatene un sol boccone.

Come avrete capito, la particolarità del raviolo liquido (una delle interessanti intuizioni della cucina molecolare) sta nel ripieno gelatinoso: con un addensante si può portare allo stato semisolido un liquido e farcire agevolmente  i ravioli. In cottura, grazie al calore generato dall’ebollizione (o dal forno nel nostro caso), la gelatina tornerà al suo stato liquido originario… spargendosi in tutto il piatto appena aprite il raviolo…

09
Nov
09

Pan co’ mirtilli

Pan co' mirtilli

Ma vi pare? E sto a Firenze, e ci s’ha alcune delle migliori uve di’mmondo… oh ‘un potevo fa’ il pan con l’uva? Sieeeeee figurati, bàdamelo codesto: gli è troppo facile. Invece, siccome mi garba fa’ le ‘ose ganze mi son detto “vediamo di ingrullire un po’ a fare qualcosa di diverso”. E icché ho preso? I mirtilli. Bah, preciso!
(Se vi serve un vohabolario per capire il fiorentino, ne è stato appena pubblicato uno a seguito del grande successo riscontrato dal gruppo su Facebook fondato da un caro amico)
Che poi il pan con l’uva è più pratese che fiorentino, ma insomma siamo vicini… Comunque, passato il tempo della vendemmia, questo dolce fa bella mostra di sé in qualunque pasticceria, fornaio, supermercato, ecc. della zona e ci giunge dalla nostra tradizione contadina, quando lo si preparava con le uve non adatte alla vinificazione in modo da non doverle gettare via. Oggi invece il pan con l’uva migliore, secondo me, si fa con l’uva Canaiolo (presente tra gli altri anche nel vino Nobile di Montepulciano DOCG) ma credo che ognuno si arrangi un po’ con l’uva che trova… addirittura a Panzano in Chianti si fa con l’uva Zibibbo, quindi bianca!
La ricetta originale la trovate ovunque sul web, quindi che bisogno c’era che la riproponessi anch’io? E infatti, ecco che sono qui a parlarvi della mia variante con i mirtilli. Ci sarà pure qualcuno che ama i frutti di bosco più dell’uva no? E io sono qui proprio per accontentare quel qualcuno (e anche tutti gli altri: ’sto dolcino è proprio buono!)…
Le dosi che vi indico sono per due persone. Per capirsi ho preso la classica vaschetta di alluminio usa e getta che se usata, per esempio, per le lasagne sarebbe monoporzione… circa 10×13cm.

  • 100gr di mirtilli
  • 100gr di farina 0
  • 3 cucchiai di zucchero
  • 7gr di lievito di birra sciolto in poca acqua tiepida (un dito circa)
  • olio d’oliva extravergine
  • sale

In una ciotola impastate la farina con un cucchiaio d’olio, un cucchiaio di zucchero, il lievito sciolto in acqua tiepida e un pizzico di sale. Amalgamate bene tutti gli ingredienti e lasciate riposare l’impasto, coperto con un canovaccio, per un’ora abbondante.
Prendete 2/3 dell’impasto, stendetelo abbastanza sottile con il matterello e mettetelo nella vaschetta unta d’olio (se usate la carta da forno, ungete anche quella: qui l’olio è importante per la cottura, non serve solo a non far attaccare il dolce) avendo l’accortezza di lasciare i bordi abbastanza alti. Distribuite ora 2/3 dei mirtilli sulla sfoglia, versate a pioggia un cucchiaio di zucchero e aggiungete un filo d’olio.
Tirate a sfoglia l’impasto rimasto e adagiatelo sui mirtilli. Ripiegate all’interno i bordi della sfoglia sottostante (vi avevo detto di lasciarli alti, no?) e chiudete bene gli spazi vuoti. Pressate leggermente la sfoglia in modo che aderisca ai mirtilli e fate 3-4 buchetti con i rebbi di una forchetta. Con i mirtilli e lo zucchero rimasti fate l’ultimo strato e ungete ancora con un filo d’olio, quindi infornate a 180°C per circa 45 minuti.

Il mio consiglio è di lasciarlo raffreddare prima di mangiarlo, ma se proprio non resistete al profumo nessuno ve ne farà una colpa :)

29
Ott
09

Gnocchetti di zucca

Gnocchetti di zucca

Dopo il grosso exploit degli gnudi avevo voglia di cimentarmi di nuovo negli gnocchi… E quale migliore occasione di Halloween (ho cambiato pure la testata del blog per l’occasione) per provare quelli con la zucca?
Non è la prima volta che mi cimento con gli gnocchi di zucca ma ero sempre stato insoddisfatto di qualcosa nelle preparazioni precedenti. Poi mi sono imbattuto nel post sul blog di Cuochetta, tutta contenta per aver trovato le dosi giuste per ottenere un buon risultato: ho provato anch’io con le stesse dosi (e qualche accorgimento) e devo dire che stavolta sono decisamente più soddisfatto.
Il trucco fondamentale, come sempre in questo tipo di preparazione. è riuscire a togliere quanta più umidità possibile dalla verdura cotta (qui è la zucca ma vale lo stesso discorso per gli spinaci negli gnudi, per le patate nelle crocchette, ecc.)… questo vi permetterà di ottenere gnocchetti compatti pur con un minore impiego di farina (che se è troppo presente nell’impasto poi ne risente pure il sapore).
Andiamo quindi a vedere come prepararli… per un paio di porzioni:

  • 600gr di zucca gialla
  • 100gr di farina 00
  • semola di grano duro q.b.
  • un pizzico di sale

Pulite la zucca e tagliatela in pezzetti abbastanza piccoli e uniformi che poi disporrete su una teglia rivestita con carta da forno. Infornate a 180°C per una ventina minuti (ma i tempi possono variare a seconda del forno) fino a che si saranno ammorbiditi. Levate la teglia dal forno e lasciate raffreddare la zucca a temperatura ambiente.
Trasferitela in una ciotola e schiacciatela bene con l’aiuto di una forchetta, quindi unite la farina ed un pizzico di sale amalgamando bene il tutto. A questo punto, come fa notare anche Cuochetta, l’impasto vi sembrerà probabilmente ancora un po’ appiccicoso… non fatevi prendere dal panico e non aggiungete altra farina! Spargete un po’ di semola sul piano di lavoro, prendete un pezzo di impasto e lavoratelo con le mani per renderlo simile ad un salsicciotto, appoggiatelo sulla semola e fatelo rotolare delicatamente avanti e indietro per farlo diventare un serpentello. Decidete voi lo spessore che preferite e quando avete finito tagliate dei piccoli tocchetti e metteteli da parte. Proseguite nello stesso modo con il resto dell’impasto, un pezzo alla volta.
Portate a bollore una pentola d’acqua salata e gettate gli gnocchi. Non appena i primi iniziano a tornare a galla scolateli subito e serviteli con il condimento che preferite… nel mio caso una salsa al gorgonzola, ma per un vegano può andare benissimo anche un pesto di rucola e noci…

01
Set
09

Neromangiare

Neromangiare

Dai e dai eccoci dunque giunti a Settembre e alla fine delle vacanze! Sicuramente c’è qualcuno che avrà ancora il tempo di prendersi qualche altro giorno di ferie (e ha tutta la mia invidia) ma la maggior parte delle persone è già rientrata al lavoro… Personalmente sto facendo davvero una gran fatica a ripartire con la vecchia routine e anche decidermi a riprendere in mano il blog e pubblicare una nuova ricetta ha richiesto un discreto sforzo.
Dovevo anche decidere con quale ricetta ricominciare e la scelta è caduta su un dolce che a mio avviso può davvero rappresentare l’idea del viaggio e quindi riportarci per un attimo alle nostre vacanze. Perché il viaggio? Perché il Biancomangiare (cioè la ricetta originale) è curiosamente tipica delle due regioni ai poli opposti del nostro paese, cioè la Val D’Aosta e la Sicilia, perché proviene originariamente da un’altra nazione, la Francia, e perché infine lo preparò Matilde di Canossa per riappacificare Papa Gregorio VII ed Enrico IV (fonte: Wikipedia)… un viaggio quindi tra storie e culture apparentemente diverse accomunate da un ottimo dolce.
Quella che vi propongo oggi è una variante golosissima a base di cioccolato, tanto ormai non avete più l’assillo della prova-costume e sono finite le diete (vero Romanelli?) per cui potete finalmente lasciarvi andare…

  • 1 litro di latte (latte di soia per i vegani)
  • 180gr di cioccolato fondente
  • 4 cucchiai di zucchero
  • 4 cucchiai di maizena
  • guarnizione a piacere

Prendete una ciotola ed iniziate con lo sciogliere la maizena in 8 cucchiai di latte, mescolando bene, quindi versate il latte rimanente in un pentolino e portatelo lentamente ad ebollizione.
Toglietelo dal fuoco ed unitelo delicatamente al composto di maizena, amalgamando molto bene per evitare grumi sgradevoli.
A questo punto riportate il latte sul fuoco, anche rimettendolo nello stesso pentolino di prima, ed aggiungete il cioccolato fondente fatto a pezzetti. Portate di nuovo ad ebollizione continuando a mescolare ininterrottamente. Dal momento dell’ebollizione calcolate un paio di minuti (in cui continuerete a mescolare) quindi togliete dal fuoco ed unite anche lo zucchero.
Versate il composto nello stampo che preferite, lasciate raffreddare e quindi riponete il dolce in frigorifero per almeno 4 ore.
Al momento di servire guarnite il piatto con ciò che più vi piace: amaretti sbriciolati (come nella foto), frutta secca, arancia candita, ecc.
E se proprio della linea non ve ne importa davvero più nulla: panna montata e gocce di cioccolato!!! Alé!

02
Lug
09

Polpettine di sedano rapa

Polpette di sedano rapa

La ricetta di oggi in realtà è nata qualche tempo fa su Facebook: avevo comprato un bel sedano rapa ma ero parecchio indeciso su come prepararlo, quindi ho chiesto suggerimenti ed un coro quasi unanime ha votato per le polpette. Non è stato nemmeno troppo difficile convincermi perché la polpetta in estate mi da una gran soddisfazione: si gusta benissimo anche quando si raffredda e quindi la si può portare in giro per un pic-nic o in spiaggia…
E poi c’è anche da considerare l’aspetto dell’esperienza sensoriale: siamo abituati a percepire odori e sapori e ad apprezzare colori e composizione, ma non sono poi molti i piatti che possiamo anche “sentire” con le mani (che è una cosa ben diversa da usare pollice e indice per mettersi in bocca il classico finger food) e a me della polpetta piace anche questo aspetto. Certo, magari è un po’ da pseudointellettuali metafilosofi con parecchie rotelle fuori posto ma io la trovo una cosa piacevole… Si potrebbe anche disquisire dell’udito in cucina, ma per quel che riguarda la ricetta di oggi vi sconsiglio decisamente di appoggiare gli ingredienti all’orecchio per provare se si sente il mare…
Passiamo alle cose serie e vediamo come si prepara una dozzina di polpette:

  • 1 sedano rapa medio
  • 80gr di farina di mais
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • foglioline di menta, sminuzzate
  • 1/2 cucchiaino di coriandolo in polvere
  • 1/2 cucchiaino di curcuma
  • 1/2 cucchiaino di zenzero in polvere
  • sale e pepe bianco

Iniziate col pulire e sbucciare il sedano rapa, quindi tagliatelo a tocchetti e cuocetelo al vapore per una mezz’oretta finché non risulterà tenero. Toglietelo dal fuoco, trasferitelo in una ciotola e fate raffreddare a temperatura ambiente. Se, una volta freddo, vi sembra ancora che sia ancora un po’ troppo umido asciugatelo con un po’ di carta da cucina (è importante perché se rimane umido poi vi tocca usare più farina e si mette a rischio il risultato).
A questo punto passatelo allo schiacciapatate, aggiungete gli altri ingredienti e mescolate bene l’impasto regolando di sale e pepe secondo il vostro gusto. Di solito la farina la metto per ultima e a poco a poco, verificando la consistenza… se vi sembra che l’impasto sia rimasto morbido aggiungete un po’ di farina di mais, 1 cucchiaio alla volta.
Con l’aiuto di un cucchiaio prelevate una parte di composto e formate una pallina compatta, appoggiatela su una teglia rivestita di carta forno e schiacciatela delicatamente con il palmo della mano per dargli la forma giusta. Quando le avrete disposte tutte sulla teglia, versatevi sopra un filo d’olio (poco!) e sistematele nel forno già caldo a 180°C per 30-40 minuti fino a che saranno dorate da entrambi i lati.

Per l’accompagnamento, nella foto ho utilizzato una salsina con un battuto di olive verdi e peperoncini freschi e secchi in un po’ d’olio (col piccante ci stavano davvero molto bene), ma potete anche servirle con un’insalata o una crudité di verdure.

In chiusura, vi segnalo l’intervista che il portale SceglierBio.com ha realizzato al sottoscritto. Per me è stato molto divertente. La trovate qui.

04
Giu
09

Torta al cacao con arancia e cannella

Torta cacao, arancia, cannella

Eh già: ancora un dolce! E questa volta la sfida si complica: dopo aver eliminato dalla preparazione i tuorli, in questa ricetta sono sparite del tutto le uova ma anche il burro! E potete preparare questo dessert anche se siete vegani, dato che l’unico ingrediente “cattivo” è il latte ed è possibile sostituirlo agevolmente con il latte di soia… Vedo che sono sempre di più le persone che fanno questa importante scelta di vita e mi fa piacere poter pubblicare qualcosa di vegan anche su questo blog (e già che ci siamo vi informo che il prossimo 14 giugno si terrà la Sagra del Seitan a Pozzolatico, nei dintorni di Firenze). Ho anche aggiunto la voce “vegan” nella colonna qui a destra in modo che possiate ricercare più facilmente le ricette che rientrano in questa categoria o comunque quelle in cui si possono facilmente sostituire gli ingredienti (al momento si trovano solo le ultime, appena ho un po’ più di tempo per farlo vado a “taggare” anche le vecchie ricette).

  • 200gr di farina
  • 250gr di latte
  • 150gr di zucchero
  • 80gr di cacao
  • un cucchiaino di cannella
  • succo e scorza di un’arancia
  • 1 bustina di lievito per dolci

La preparazione si spiega in due righe:
1) mescolate tutti gli ingredienti in polvere, aggiungete arancia e latte. Mescolate bene.
2) ungete leggermente una teglia, versate l’impasto e infornate a 180°C per mezz’ora.
Al momento di servire l’ho spolverizzata di zucchero a velo e devo dire che ci stava proprio bene…
Facilissima, no? E pure molto buona.

Per correttezza vi svelo un piccolo segreto: la ricetta l’ho copiata da gustoblog.it
Ma era così buona… :)

27
Mag
09

Focaccia di patate

Focaccia di patate

È decisamente arrivato il caldo! Con queste temperature (anche se pare che da domani scenderanno un po’) l’opzione pic-nic è quanto mai valida e quindi bisogna attrezzarsi con i manicaretti di casa… Il procedimento per preparare la focaccia di patate è davvero molto semplice e la si può farcire in molti gustosissimi modi (qui con zucchine saltate, menta e pecorino allo zafferano).
Al di là del pic-nic, questo tipo di pane si presta anche all’utilizzo quotidiano e può essere un’ottima soluzione per risparmiare in questi tempi di crisi. Farsi il pane in casa, anche senza avere l’elettrodomestico apposito, è facile (vabbè dipende dal pane e dal forno) e gratificante… e poi c’è il gusto di mangiarlo davvero appena sfornato!
Ho scoperto poi su Gustoblog che si tratta anche di una ricetta tipica pugliese quindi per qualcuno potrebbe essere pure un’occasione di preparare un piatto tradizionale, cosa che magari potrebbe essere gradita se invitate amici pugliesi (anzi, se Caparezza mi fa l’onore di venire a cena da noi gliela preparo volentieri… ma figurati se legge il mio blog).

  • 330 gr di farina
  • 80gr di patate (una patata media)
  • 1/2 cubetto di lievito fresco
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Cominciate con il lessare le patate, quindi sbucciatele e passatele allo schiacciapatate. Impastate le patate con la farina ed incorporate il sale ed il lievito sciolto in mezzo bicchiere d’acqua tiepida. Lavorate bene con le mani per qualche minuto fino ad ottenere un impasto liscio, aggiungendo eventualmente acqua (pochissima per volta) se vi sembra ancora troppo secco.
Ungete una teglia da forno da 24cm di diametro con 2 cucchiai d’olio e stendetevi la pasta, quindi coprite con un panno e lasciate riposare per almeno un’ora. Appena sarà ben lievitata, aggiungete altri 2-3 cucchiai d’olio e un po’ di sale sulla superficie (sulla focaccia nella foto ho aggiunto sia sale fino che sale nero di Cipro) ed infornate a 180°C per 30-40 minuti.

Se vi va, potete anche lanciarvi in suggerimenti sui più disparati accostamenti per la farcitura…

25
Mag
09

Crottini

Crottini

“Crottino” mi pareva proprio il nome simpaticamente più adatto per una pallina marroncina (chi conosce il francese può ben capire il perché). In realtà i “crottin de Chavignol” sono dei piccoli formaggi, buonissimi (e ve lo può testimoniare anche Sigrid), provenienti dalla valle della Loira e si definiscono “crottin” anche altri formaggi caprini che hanno molta somiglianza con l’originale di Chavignol (se cercate bene qualcuno si trova anche in Italia).
In realtà la mia ricetta non ha nulla a che vedere con il formaggio, e men che meno con la cosa a cui ho pensato quando gli ho dato il nome, ma è più un classico salame di cioccolato ridotto ai minimi termini per essere usato come finger food goloso. E goloso lo è davvero molto!
Inoltre, con qualche piccolo accorgimento (panna di soia anziché di latte vaccino, cioccolato e biscotti vegan), potrete deliziare anche i palati dei vostri amici vegani che sono sempre i più difficili da soddisfare per chi non è avvezzo a quel tipo di autoregolamentazione etica ed alimentare. Quindi un dolcetto semplice, goloso e “politically correct”… che vogliamo di più?
Con le dosi che vi indico si possono preparare circa 8-10 “crottini”…

  • 300ml di panna da montare
  • 400gr di biscotti secchi (io ho usato dei biscotti alle fave di cacao, tanto per essere proprio golosissimi)
  • 200gr di cioccolato fondente
  • 50gr di nocciole tritate
  • 3 cucchiai di zucchero di canna

Tritate i biscotti fino ad ottenere una specie di farina, poi incorporatela alle nocciole tritate, allo zucchero di canna e quindi alla panna che avrete montato a parte. Mettete il composto a riposare in frigo per almeno un’ora.
Poco prima di togliere il composto dal frigorifero, spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria con uno o due cucchiai di acqua. Prelevate 4 cucchiai di cioccolato fuso ed amalgamateli al composto tolto dal frigo.
Formate 8-10 palline (sì sì: potete leccarvi le mani alla fine del lavoro!) e adagiatele su un vassoio ricoperto di carta da forno. Utilizzate il cioccolato fuso rimasto per ricoprire le palline. Personalmente non le ho coperte per intero ma ho lasciato che formassero una specie di “cappello dei puffi”, ma nulla vieta che si possano fare delle palline interamente ricoperte.
Lasciate riposare i crottini in frigorifero per altre due ore prima di servirli… vabbè, se volete potete anche assaggiarne uno subito appena pronto: sono irresistibili!!!




Premio BlogCafé 2007


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