Posts Tagged ‘caffè

27
lug
10

Parfait Choco-Café

Parfait Choco-Café

Siamo in piena estate, tutti ormai hanno in mente soltanto le agognate ferie e anch’io sto avendo i ritmi un po’ più rallentati e non aggiorno così frequentemente il blog. Meno male che siete sempre così gentili e pazienti e continuate a far registrare grandi numeri nelle statistiche di WordPress (come mai però siete sempre così pochi a commentare? Non vi metterò mica in soggezione eh?)… Per ringraziarvi ancora una volta per la vostra fedeltà, oggi vi offro un dolcetto freschissimo adatto anche a chi teme la prova-costume perché non contiene zuccheri aggiunti (vabbè ci sono un po’ di grassi ma suvvìa…): un Parfait cioccolosissimo con una piccola nota di caffé.

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15
ott
09

Due risotti insoliti (birra e caffè)

Due risotti insoliti

Sì sì lo so, sono passati di nuovo un sacco di giorni. Ovviamente non è che nel frattempo io non stia preparando nulla, anche l’altro ieri ci siamo fatti un ottimo cous-cous per proteggerci da questa nuova ondata di freddo, è che non riesco proprio a trovare quelle due ore di tempo che mi servono per lavorare sugli scatti da pubblicare e scrivere poi i testi. E mi dispiace perché siete sempre di più ad accordarmi la vostra fiducia continuando a seguirmi anche su Facebook (altri 80 fan in un mese, grazie mille davvero) e su Twitter, facendomi anche scoprire realtà molto interessanti come Cuoco a Domicilio (hmmmm, potrebbe essere un’idea) e nuove ricette come il Pan Co’Santi senese… e alla fine io vi ripago con settimane di assenza.
Non ho neppure scritto un post sul mitico DeGustibooks, che comincia proprio oggi alla Fortezza Da Basso di Firenze (nell’ambito del Festival della Creatività) e che offre un programma davvero molto ricco, tra food-shows con cuochi famosi (oggi Velia De Angelis e a seguire Sergio Maria Teutonico, Arturo Dori, Filippo La Mantia e Italo Bassi), degustazioni, “duelli” culinari (i panini di Marco Stabile e Marco Bolasco) e dibattiti (Stefano Bonilli e Andrea Gori su tutti). Chissà se il Romanelli riuscirà a perdonarmi… Ah, a proposito: sempre nell’ambito di DeGustibooks, domenica alle 10:30 ci sarà il raduno dei food-blogger (io parteciperò senz’altro ma non so se interverrò visto che in quest’ultimo anno non sono stato poi così attivo in Rete) per cui se avete in mente di passare da Firenze venite a trovarci!
Bando alle ciance, veniamo alle due ricette (devo recuperare!) di oggi…
Il primo risotto “insolito” di oggi è aromatizzato con la birra scura (nel mio caso una birra artigianale prodotta qui vicino, a Vernio, con sentori di marroni e sottobosco):

  • 4 pugni di riso (per due persone)
  • 60cl di birra scura
  • 1/3 di cipolla
  • brodo vegetale
  • olio extravergine di oliva
  • burro
  • zenzero fresco
  • parmigiano grattugiato
  • sale

Tritate finemente la cipolla e fatela appassire lentamente in un tegame con 2 cucchiai di olio d’oliva. Aggiungete il riso e fatelo brillare per un paio di minuti mescolando.
Versate la birra (e un pizzico di sale) e lasciatela sfumare a fuoco vivace, senza però farla evaporare proprio tutta. Continuate la cottura abbassando il fuoco ed aggiungendo poco alla volta il brodo vegetale, in modo da lasciare il riso sempre coperto dal liquido… i tempi qui variano molto quindi mi fido delle vostre capacità, diciamo che in circa un quarto d’ora dovrebbe essere pronto.
Spegnete la fiamma e mantecate con una noce di burro ed un po’ di parmigiano, quindi (se vi piace) grattugiate sul riso un po’ di zenzero fresco.

Il secondo risotto a mio avviso è ancora più “insolito” e va detto che la ricetta non è mia ma mi è stata suggerita dal buon Sabino, uno che la sa molto lunga in ambito food&wine. L’ingrediente principale? Il caffè.

  • 4 pugni di riso (sempre le solite due persone)
  • 2 tazzine di caffè (a vostra scelta)
  • olio extravergine di oliva
  • mezzo scalogno
  • brodo vegetale
  • 100gr di scamorza affumicata
  • sale

La preparazione segue più o meno quanto detto per la ricetta precedente: tritate lo scalogno, fatelo appassire nell’olio, unite il riso e brillatelo. Unite il caffè e fatelo sfumare stando molto attenti a non bruciarlo (qualche secondo dovrebbe bastare), quindi andate avanti aggiungendo, al solito, il brodo vegetale poco per volta e regolando di sale se occorre.
Al termine della cottura, fate mantecare con la scamorza affumicata tagliata a cubetti e servite caldo.
Se non ricordo male, Sabino mi aveva detto di sfumare il riso anche in due dita di vino bianco ma mi pare che il risultato non abbia risentito della sua mancanza. Certo il sapore è particolare, ma spero vi sia venuta abbastanza curiosità da provarlo… potrebbe sorprendervi!

25
giu
09

Panna cotta (molecolare?) al cioccolato bianco e caffè

Panna cotta al caffè

Arrivare “dopo i fochi” è un’espressione che si usa a Firenze per dire che si è in ritardo. Come si intuisce, nasce dal giungere in ritardo a vedere gli spettacoli pirotecnici (i “fochi” appunto) che concludono la festa del patrono. Questo post arriva giusto giusto “dopo i fochi”… in primo luogo perché la festa del patrono di Firenze era proprio ieri ed in secondo luogo perché la “raccolta” del Gatto Goloso dedicata alle preparazioni in bicchiere si è conclusa venerdì scorso e quindi non posso più partecipare con la mia, pazienza.
E, se vogliamo, arrivo “dopo i fochi” anche sulla enorme polemica scatenata da Striscia la Notizia riguardo alla cucina molecolare (almeno, da lì è nata… io non ho ancora capito dove volessero andare a parare visto che hanno buttato nel calderone della polemica qualsiasi cosa gli sia passata per la mente). L’agar-agar infatti è stato il primo dei prodotti Texturas di Adrià inquadrato nei servizi di Striscia e quindi il primo ad essere finito sotto accusa. Non so come Adrià (non devo spiegarvi chi è, vero?) prepari i suoi prodotti destinati alla vendita ma di certo l’agar-agar ha ben poco di sintentico ed è stata la prima dimostrazione di come tutta la polemica fosse nata da una globale ignoranza: l’agar-agar è un prodotto assolutamente naturale (un addensante) ricavato da alghe rosse ed è il sostituto naturale della colla di pesce per i vegetariani. Ci sono procedure industriali per la sua preparazione, come la sbiancatura, che implicano sintesi chimiche e su questo non c’è dubbio ma sono le stesse identiche procedure che sono alla base del trattamento dello zucchero, tanto per citare un esempio, eppure non mi pare che sia mai stata messa in discussione la dolcificazione… Questo però è solo il metodo industriale; il metodo naturale, alla base dell’agar-agar di Terre Exotique che ho comprato io (e vabbè non avrete mica pensato che abbia ordinato solo due fiorellini per la precedente ricetta, hehe), prevede un’essiccazione naturale in spiaggia, una cottura in aceto ed un trattamento di caldo-freddo assolutamente naturale (il caldo del sole ed il freddo della notte… è tutto spiegato su Wikipedia). Vedete anche da voi quindi come basti davvero un minimo di informazione (e di voglia di cercarla) per non lasciarsi infinocchiare da chi parte con la lancia in resta contro i mulini a vento…
Insomma, non volevo entrarci nella discussione e invece alla fine non ho resistito… vabbè, parliamo di ricette che è meglio.
Quella che vedete qui è una semplificazione di una ricetta pubblicata da Mercotte qualche giorno fa in cui utilizzo appunto l’agar-agar al posto della gelatina animale. Il mio primo esperimento con questo addensante non era andato molto bene (una panna cotta al cocco, senza latte) probabilmente perché avevo ecceduto nelle dosi, ma questa volta sono davvero soddisfatto del risultato anche se forse per una gelatina che stia da sola nel piatto e non in un bicchiere ancora non siamo alle proporzioni ideali. In ogni caso, per 3 bicchierini come quello nella foto occorrono:

  • 150ml di panna da montare
  • 80 ml di latte
  • 60gr di cioccolato bianco
  • 2 cucchiaini di caffè solubile
  • 1 tazzina di caffè
  • 2gr di agar-agar in polvere (poco più di mezzo cucchiaino)

Iniziate spezzettando il cioccolato bianco e mettendolo a fondere a bagnomaria.
In un altro pentolino, mettete il latte e fatelo scaldare fino all’inizio della bollitura. Versatevi sopra il caffè solubile e fatelo sciogliere, quindi incorporate l’agar-agar (sempre sul fuoco). Incorporate il cioccolato fuso nel latte mescolando bene, poi togliete dal fuoco e aggiungete la panna da montare fredda. Sbattete rapidamente per qualche secondo con una frusta o con il mixer ad immersione e suddividete il composto nei bicchieri, quindi riponeteli in frigo per almeno 6 ore.
Non preoccupatevi se non vedete la panna cotta addensarsi nel pentolino: è nel passaggio dal caldo al freddo che fa effetto l’agar-agar.
Poco prima di servire, preparate una tazzina di caffè e lasciatelo raffreddare (zuccherate a piacere, se vi piace). Utilizzatelo per coprire la panna cotta di un velo di caffè e servite.

17
giu
09

Macarons cappuccino

Macarons cappuccino

E finalmente ho fatto di nuovo i macarons! È passato più di un anno da quando avevo proposto i classici macarons al cioccolato su questo blog (tra l’altro ho scoperto tramite Google che quella ricetta è citata spesso in altri siti) e da allora non mi ero più cimentato nella loro preparazione. Qualche giorno fa però ho fatto un po’ di shopping online e ho comprato anche il libro di Mercotte (con le splendide foto di Sigrid): non potevo proprio farne a meno vista la mia passione per i macarons e considerando che non avevo ancora nemmeno un libro sul tema. Tra l’altro la prima volta non avevo granché idea di cosa sarebbe venuto fuori e ho tirato fuori dei macarons “oversized” mentre stavolta volevo proprio vedere se mi riusciva realizzare quel bel bocconcino che sono solito mangiare a Parigi… hmmmmm… buonoooooooo!
E insomma, mi sono messo “di buzzo bono” a lavorare: mi sono studiato il libro, ho guardato qualche video su YouTube, ho preparato tutto l’occorrente e via verso i macarons!
Nel libro vengono indicate due preparazioni di base: quella superlativa che utilizza la cosiddetta meringa italiana e quella “soltanto” buonissima che è un po’ più semplice ma efficace. E ovviamente quale avrò scelto io? Quella più diff… no, col cavolo: ho scelto quella facile, hehe!
Due sono le cose fondamentali nella preparazione dei macarons. Per prima cosa, gli albumi devono essere a temperatura ambiente e NON devono essere freschi (preparateli 3 giorni prima e teneteli in frigo, anche in un bicchiere chiuso con la pellicola, poi toglieteli da lì parecchie ore prima di iniziare). È evidente che quando si preparano ricette in cui l’albume deve essere utilizzato crudo questo debba essere freschissimo, ma per la cottura in forno pare (e lo dice Pierre Hermé prima ancora di Mercotte) che siano meglio un po’ invecchiati e conservati al freddo… La seconda cosa riguarda la fase in cui si mescolano gli albumi montati a neve e gli altri ingredienti: dei vari passaggi scriverò tra poco, ma è importantissimo mescolare gli ingredienti con delicatezza e fare moltissima attenzione a non smontare gli albumi perché alla fine l’impasto dovrà fare il cosiddetto “nastro” (che si ha quando il composto cade appunto a nastro piatto dal mestolo). Personalmente mi sono trovato benissimo in questa operazione con una spatola per dolci (quella che i francesi chiamano maryse) piuttosto che con il solito mestolo di legno o altro; l’importante è essere delicati.
Ma vediamo finalmente come si preparano… Ho fatto qualche modifica rispetto alla ricetta con il cioccolato quindi riporto di nuovo tutta la procedura. Le dosi sono le stesse indicate da Cavoletto, del resto lei riesce sempre a trovare la quadratura del cerchio in ogni piatto (anche se poi qualcosina ho cambiato lo stesso)… :)

  • 220gr di zucchero a velo
  • 120gr di farina di mandorle
  • 90gr di albumi (circa 3 uova)
  • 30g di zucchero semolato
  • sale, succo di limone
  • aroma di vaniglia

Mescolate bene lo zucchero a velo con la farina di mandorle, magari passandoli insieme nel mixer per qualche secondo, quindi setacciateli.
A parte montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e un paio di gocce di succo di limone. Abbassate la velocità delle fruste al minimo e aggiungete agli albumi lo zucchero semolato e l’aroma di vaniglia (ed il colorante alimentare in polvere, se li volete colorare).
Incorporate il composto di zucchero e mandorle agli albumi montati in 3 volte, avendo cura di amalgamare bene ogni volta e ricordandovi di mescolare il tutto con estrema delicatezza con l’ausilio di una spatola. Come detto, se l’operazione è andata a buon fine l’impasto dovrebbe adesso fare il nastro. Versate quindi il tutto in un sac à poche e formare dei piccoli dischi su una teglia rivestita di carta da forno, a 3 cm di distanza l’uno dall’altro, e lasciateli riposare un’oretta a temperatura ambiente per far indurire la parte esterna (in realtà se l’impasto è ben riuscito non è necessario, ma io l’ho fatto lo stesso tanto per star tranquillo).
Infornate poi nel forno già caldo a 150°C per 13-14 minuti… anche se qui il forno può fare veramente una grande differenza quindi rimanete in zona a controllare ;)
Togliete la teglia dal forno e spostate subito i macarons, ancora attaccati alla loro carta forno, su una superficie fredda in modo da creare lo choc termico che vi aiuterà a staccarli con più facilità. Lasciateli riposare il tempo necessario (anche un’ora) e poi staccateli con delicatezza dopodiché esercitate con il pollice una leggera pressione sulla parte inferiore di ognuno.
E ora vediamo come farcirli…

  • 350ml latte
  • 150gr burro
  • 75gr di zucchero semolato
  • 30gr di farina setacciata
  • 1 uovo
  • 4 cucchiaini di caffè solubile
  • 1 pizzico di sale

Fate scaldare leggermente il latte in un pentolino, quindi unite la farina setacciata, lo zucchero e un pizzico di sale ed eliminate eventuali grumi. Sempre mescolando sulla fiamma, aggiungete l’uovo e fate addensare la crema. Incorporate metà burro, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare completamente.
Unite il restante burro ammorbidito e montate leggermente il composto con la frusta elettrica.
Sciogliete il caffè solubile in 6 cucchiaini di acqua bollente ed incorporate anche questo alla crema. Conservate in frigorifero un’oretta prima di farcire i macarons.

E adesso il tocco finale: prendete un dischetto di macarons appena preparato e farcitelo con la crema, quindi chiudete con un altro dischetto. Ed è pronto!
Se riuscite a resistere, teneteli una notte in fresco prima di mangiarli… io non ci sono riuscito! :)

18
mag
09

Un tiramisù idILLYaco

Tiramisu

Con tutto il tempo che ho passato lontano dal blog mi sono anche dimenticato di festeggiarne il compleanno… sono già 3 anni!!! Sembra ieri che ho pubblicato la mia prima ricetta qui sul blog e invece era il 2006. È vero che ci sono stati dei momenti in cui mi sono preso delle lunghe pause però sono proprio contento di essere arrivato a questo traguardo.
Per festeggiare, ecco un grande classico! Credo che tutti prima o poi si siano cimentati nella preparazione del tiramisù (anche con varianti per me inconcepibili, tipo con le fragole) perché è un dolce buonissimo molto semplice da preparare e non richiede cottura.
L’occasione, oltre che per il compleanno del blog, mi è data dallo splendido regalo che mi è arrivato dalla Illy Caffè qualche tempo fa. Sapete bene, se leggete il blog da un po’, che non mi presto ad operazioni commerciali e che non faccio pubblicità sul blog (qui da me non trovate banner pubblicitari o annunci di AdSense per una mia precisa scelta) e infatti avevo messo subito bene in chiaro con l’azienda che questo post non sarebbe mai stato pubblicato se non mi fossi ritenuto soddisfatto del prodotto perché non è mia intenzione bruciarmi la reputazione con una “marchetta”. La Illy ha accettato e mi ha quindi spedito la macchina da caffè X7 (la vedete nella foto), 4 confezioni di capsule di due aromi diversi ed un set di 6 tazzine (che, grazie alla delicatezza dello spedizioniere Bartolini, sono arrivate tutte in frantumi tranne una). Tutto questo popo’ di roba per lanciare il caffè Idillyum ed il “metodo Iperespresso“.
Non starò a tediarvi con le informazioni tecniche sul prodotto, di cui ho fornito tutti i link man mano che scrivevo, ma vi dico solamente che sono stato estremamente soddisfatto. Un grande pregio di questa macchina da caffè è la pulizia: con il sistema di capsule si evita qualsiasi sgocciolìo, anche nel pomello, ed è un sistema davvero pratico da usare. Il design è ben curato (anche se la versione laccata rossa mi pare un po’ impegnativa) e fin da subito si ha l’impressione di una grande solidità. Il caffè Illy è quello che trovate in moltissimi bar, quindi di qualità, ma in particolare questo Idillyum mi è piaciuto tantissimo perché “l’aroma cioccolatoso” che viene descritto nella presentazione in effetti si sente tutto ed è davvero buono buono. E proprio per questo aroma ho pensato che il modo migliore di parlarvi di tutto ciò era preparare un bel tiramisù!
:)
La ricetta che vi presento è quella base di un tiramisù classico, ma ci sono anche scuole di pensiero che vogliono una crema di mascarpone senza aggiunta di albume… Personalmente la ritengo un’idea validissima quando si vogliono preparare delle coppette monoporzione come l’ottimo Tiramisù scomposto di Alessandro Borghese (che saluto, anche se immagino che non si ricorderà di me) ma continuo a preferire la versione con l’albume montato per soddisfare la mia esigenza di tuffarmi in un mare di crema dolcissima…

  • 500gr di mascarpone
  • circa 20-30 savoiardi
  • 4 uova freschissime (separate tuorli e albumi) e a temperatura ambiente
  • 150gr di zucchero
  • 1/2 bicchiere di Marsala (o anche rhum)
  • caffè (in questo caso Idillyum) q.b.
  • cacao in polvere q.b.

Sbattete energicamente i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa. Lavorate un po’ il mascarpone con una forchetta per ammorbidirlo ulteriormente ed incorporatelo al composto. Montate a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale ed unite anche questi al composto, delicatamente e con un mestolo di legno mescolando dal basso verso l’alto.
Prendete il vostro recipiente ed iniziate a comporre il dolce: dapprima uno strato leggero (ma proprio un velo) di crema di mascarpone, poi uno strato di savoiardi bagnati nella miscela di caffè e Marsala (io poi li strizzo leggermente), quindi uno strato di crema, un altro di savoiardi e così via fino a terminare con l’ultimo strato di crema.
Conservate il tiramisù in frigo per almeno 3 ore prima di servire. Personalmente preferisco spolverizzarlo di cacao solo all’ultimo momento per evitare che il cacao stesso prenda l’umido della crema rimanendo troppo a lungo a contatto nel frigo (vedete nella foto che già nel tempo che ho impiegato per fotografare parte del cacao si è già bagnata).
So che talvolta vengono aggiunti riccioli (o gocce) di cioccolato al dolce… fate un po’ come vi pare ma io lo preferisco così.

E grazie ancora Illy! :)

21
feb
08

I biscotti della Martina

Pavesini al cocco

A quanto pare questo blog ha preso decisamente la via del dolce… Dalle torte ai pasticcini, sembra che ormai non faccia altro. D’altra parte devo sempre trovare il modo di mantenermi in linea (tonda) e queste ricettine fanno proprio al caso mio. E poi è tornato il freddo e, come accennavo nel post precedente, è sempre piacevole prendersi il tè delle cinque al calduccio del proprio salottino accompagnadolo con qualche dolcetto…
La ricetta di oggi prende il nome dalla ex vicina di casa della mia ragazza che ce l’ha proposta qualche anno fa e prevede l’uso di prodotti facilmente reperibili in qualsiasi supermercato… Faccio spesso il “sofisticato” in questo blog ma alla fine anch’io ho le mie debolezze e compro certi prodotti. È anche possibile che possa ricreare la ricetta con i prodotti slow-food, con quel certo biscotto o quella tal crema spalmabile di quella particolare provincia, ma non vorrei esagerare e quindi ben vengano anche proposte di questo tipo.
Gli ingredienti ve li indico in maniera generica, decidete voi quanto usare di ciascuno (soprattutto in base alla vostra gola, nel senso del peccato):

  • Pavesini
  • Nutella
  • cocco grattugiato
  • caffè ristretto

E ora vediamo come descrivere la preparazione in modo professionale…
Prendete due Pavesini e “incollateli” tra loro con una bella spalmatura di Nutella. Passate il biscotto farcito così ottenuto prima nel caffè e poi nel cocco grattugiato. Disponete via via i biscotti su un vassoio e lasciateli riposare (in frigo o anche no, come vi pare).
Basta poco, che ce vuo’? :)

11
giu
07

…e 100! L’Opéra, o quasi.

Opera

L’avevo promessa per la settimana scorsa, poi mi sono sciaguratamente dimenticato che il 2 giugno chiudevano anche i supermercati e non ho potuto fare la spesa… Bravo, eh? Alla fine il tempo per preparare la ricetta n.100 l’ho trovato solo ieri!
Mi sono voluto cimentare in uno dei capolavori della pasticceria francese, l’Opéra, che è un dolce importante e assai difficile da realizzare. Quello qui presente è una versione semplificata (?!) adatto per fare una gran bella figura al termine di una cena ma un po’ distante dalla versione originale che si prepara così o così (entrambe le ricette sono ovviamente in francese) e che non dovrebbe superare i 3-4 cm di spessore. Insieme ai Macarons, è una delle cose che non mi faccio mai mancare appena ho l’occasione di tornare a Parigi…
Non mi dilungherò oltre perché la ricetta è assai lunga e complessa quindi partiamo con gli ingredienti:

Pan di Spagna alle mandorle

  • 75gr di zucchero a velo
  • 2 1/2 cucchiai di farina
  • 75gr di mandorle tritate
  • 3 uova intere
  • 3 chiare d’uovo
  • 15gr di burro fuso a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaio di zucchero

Copertura al cioccolato

  • 200gr di cioccolato fondente di ottima qualità spezzettato
  • 120ml di latte
  • 110ml di panna
  • 50gr di burro ammorbidito

Sciroppo al caffé

  • 1 1/2 cucchiaio di zucchero
  • 1 1/2 cucchiaio di caffé istantaneo

Crema di burro

  • 70gr di zucchero
  • 1 chiara d’uovo
  • 1 cucchiaio di caffé istantaneo
  • 100gr di burro ammorbidito

Iniziamo con il Pan di Spagna. In una ciotola unite la farina e lo zucchero a velo setacciati con le mandorle e le uova lavorando bene il composto finché assumerà un colore chiaro quindi incorporate il burro. Montate le chiare, aggiungete lo zucchero e quindi montatele a neve. Unite le chiare montate (un terzo per volta) al composto alle mandorle e amalgamate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola di legno. Ricoprite una teglia 30×20 con carta da forno e versatevi l’impasto, infornate una decina di minuti a 220°C finché risulterà soffice e dorato.
Per la copertura, mettete il cioccolato in una ciotola. Fate bollire il latte con 30ml di panna, quindi versateli sul cioccolato e aggiungete il burro mescolando fino a ottenere un composto liscio che lascerete riposare fino alla consistenza giusta perché possa essere spalmato.
Per lo sciroppo al caffé, fate sciogliere lo zucchero in 90ml di acqua mescolando continuamente. Portate a ebollizione e aggiungete il caffé istantaneo.
Per la crema di burro, fate sciogliere lo zucchero in 3 cucchiai di acqua. Montate la chiara fino a ottenere una crema compatta e, continuando a sbattere, incorporate lo sciroppo appena ottenuto versandolo lentamente tra la frusta e il bordo della ciotola lavorando fino a che la crema risulterà fredda. Sciogliete il caffé in 1 cucchiaino di acqua bollente, lasciatelo raffreddare a temperatura ambiente e unitelo al burro. Aiutandovi con la frusta incorporate il burro al caffé alla glassa appena ottenuta e amalgamate bene.

E siamo alla composizione… Stanchi? Dai che siamo alla fine!
Tagliate il pan di Spagna in 3 fette da 10×20 cm e imbevete ogni fetta nello sciroppo al caffé. Posate la prima nel vassoio e spalmatela con metà della crema di burro. Coprite con un’altra fetta cosparsa con metà della copertura al cioccolato e quindi posate sopra anche la terza fetta coprendola con l’altra metà di crema di burro. Livellate la superficie e ponete il dolce in frigo fino a che sarà ben compatto.
Fate sciogliere la rimanente crema di cioccolato sopra a una pentola d’acqua bollente. Fate bollire la panna che vi è rimasta e incorporatela al cioccolato, quindi fate raffreddare fino a che sarà possibile spalmare il composto sulla superficie del dolce compattato in frigo. Livellatelo con una spatola e ponete di nuovo in frigo per un’ora.

È tutto! Si fa per dire. Ora poi arriva la parte migliore: la degustazione! :)

Vi svelo anche un piccolo segreto della mia realizzazione: siccome avevo paura che mi si sarebbe afflosciato il dolce durante la composizione, con la crema che rischiava di fuoriuscire da ogni lato, mi sono preparato una piccola “gabbia” rettangolare con del semplice cartone rigido foderato di carta stagnola. Al termine della preparazione ho tolto la gabbia e il dolce era perfettamente regolare con tutte le creme al suo posto! :))

Gnam!




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