Posts Tagged ‘pangrattato

25
giu
10

Qualcosa di rosso (Gnudi di barbabietola)

Gnudi di barbabietola

Il titolo del post è chiaramente un omaggio ad uno dei migliori food-blog attualmente in circolazione (tra l’altro uno dei pochi su sfondo scuro come e più del mio) e ad una delle tante colleghe blogger (più uno, il Caf) con cui sto condividendo un progetto per il pastificio Felicetti (anzi segnatevi fin da ora la data del 7 luglio per tornare a scoprire quale sarà il mio contributo) nonché co-collaboratrice su Spigoloso (“sì ma quando torni a scriverci?” boh vediamo un po’): “qualcosa di rosso” è infatti il nome del blog di Sara B, una lettura che vi consiglio caldamente per le ricette e le foto ma anche con particolare attenzione al suo calendario della stagionalità nella colonna centrale.
Mi sembrava anche il titolo ideale per presentare il mio ennesimo “gnudo”, dopo il classico pubblicato qui e quello di cavolo nero su Spigoloso, con un ingrediente particolare e forse anche inusuale come la barbabietola.

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04
gen
10

Cake Marocain

Cake Marocain

Anno nuovo, vita nuova. Così si dice e visto l’anno appena trascorso direi che oggi per molti, me compreso, ‘sta cosa è diventata un vero e proprio augurio. E siccome siamo a tagliare i ponti con il passato, ecco che arrivo io con una ricetta nuova nuova di un tipo che da tantissimo tempo mancava nel blog: un dolce con l’arancia!
Vabbè, in realtà per me la novità c’è davvero perché un dolce a base di pangrattato non l’avevo mai né provato né assaggiato e infatti ne sono rimasto stupito perché anche la consistenza è qualcosa di molto particolare. La cottura è stata un po’ un calvario perché la superficie ha cominciato a sbruciacchiare molto presto e quindi ero corso a coprirla con un foglio di alluminio, solo che siccome era ancora morbida questo si è incollato e quindi un po’ di crosticina poi è venuta via quando ho sformato il dolce… Le fette di arancia infatti in questo caso non sono solo decorative ma mi sono servite anche a tappare il buco (ok, la voragine)! Però non potevo non dirvelo, per onestà mia (perché sono ben lungi dall’essere perfetto come gli altri blogger) ma anche come avvertimento nel caso vi venisse in mente di provare la ricetta.
Quello che vedete è risultato di una prova fatta con metà delle dosi che vi indico qui sotto, ideali per uno stampo da plum-cake standard:

  • 100gr di mandorle in polvere (tritate nel mixer)
  • 180gr di zucchero per il dolce + 50gr per lo sciroppo
  • 50gr di pangrattato
  • 4 uova
  • 20cl di olio di semi di girasole (per il sapore più neutro dell’olio d’oliva)
  • 1 limone (succo e scorza)
  • 1 arancia (succo e scorza)
  • un cucchiaino e mezzo di lievito per dolci in polvere
  • un pizzico di cannella

In una ciotola mescolate il pangrattato con 180gr di zucchero, il lievito, le mandorle in polvere, la cannella e le scorze degli agrumi. A parte sbattete le uova con l’olio ed incorporatele poco per volta agli altri ingredienti, mescolando bene il tutto.
Imburrate ed infarinate lo stampo da plum-cake, quindi versateci dentro l’impasto e infornate a 180°C per 40-45 minuti.
Mentre il dolce sta cuocendo nel forno, preparate lo sciroppo di agrumi versando il succo di limone e di arancia in un pentolino, aggiungendo 50gr di zucchero e portando il tutto ad ebollizione. Dal momento in cui il liquido inizia a bollire calcolate altri 3 minuti di cottura (in cui mescolerete quasi incessantemente con un mestolo di legno) e poi spegnete la fiamma.
Non appena la torta sarà pronta, toglietela dal forno e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente. Una volta tiepida, sformatela e versateci sopra lo sciroppo di agrumi.
Da servire preferibilmente freddo.

Buon anno! ;)

03
dic
09

Tortino di verza e patate al forno

Sto diventando un po’ monotematico: prima la vellutata di broccoli e patate, poi lo sformato di carciofi… ora mettiamo più o meno insieme le due cose ed ecco un altro sformato e un altra ricetta con patate e cavolo. Se non altro almeno ho cambiato tipo di cavolo!
:)
È che con il freddo che è arrivato adesso, queste sono proprio le ricette ideali per riscaldarsi un po’: zuppe, vellutate, sformati, pasta al forno, cous-cous, … E poi sono pure molto buone!
Anzi qui fa talmente freddo che io passerei subito a scrivervi della ricetta, se no mi si intorpidiscono le dita a tenerle fuori dalle tasche per scrivere sulla tastiera… brrrrrrrrrr (ma solo qui a Firenze è così freddo?).
La preparazione è davvero molto semplice e a prova di errore. A seconda della quantità di portate che compone il vostro pasto, potete considerare le dosi che vi indico come adatte a 2, 3 o anche 4 persone (e pure se siete in 2 e ve ne avanza un po’… è ottimo anche il giorno dopo):

  • 1 verza piccola
  • 4 patate medie
  • 1 mozzarella
  • 30gr di emmenthal (oppure provolone, scamorza, …)
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
  • olio extravergine di oliva
  • sale (qui ho usato un sale di Guérande alle alghe)
  • pepe bianco

Pulite la verza, sbucciate le patate e riducete tutto in piccoli pezzi che metterete a lessare in acqua salata per 25-30 minuti (questa è la versione più pratica ma se lo preferite potete sempre decidere di cuocere le due verdure in pentole diverse mantenendo la buccia alle patate per toglierla dopo la cottura).
Scolate le verdure e lasciatele asciugare nello scolapasta per una ventina di minuti, poi trasferitele in una ciotola capiente e lavoratele con una forchetta fino a ridurre il tutto ad una purea grossolana (anche qui, se preferite, potete anche usare uno schiacciapatate ma non è poi così indispensabile). Incorporate il formaggio tagliato a cubetti piccoli, o meglio ancora grattugiato, 2-3 cucchiai di pangrattato, l’uovo sbattuto, il pepe bianco e, se serve, un pizzico di sale.
Ungete leggermente una teglia con l’olio extravergine (mi pare la mia teglia fosse 15×20) e distribuite uniformemente sul fondo metà dell’impasto. Tagliate a fettine la mozzarella e adagiatela sulla teglia, quindi coprite il tutto con l’impasto rimasto.
Mescolate poi 2 cucchiai di pangrattato con uno di parmigiano grattugiato e cospargete il tortino con questo miscuglio. Infornate a 180°C per 15 minuti e servite ben caldo.

20
apr
07

Patate Hasselback

Patate Hasselback

Visto che è già da un po’ che non trovo il tempo di andare da ‘ino, sono tornate a fare la loro bella figura su questo blog ricette un pochino più semplici ma soprattutto con ingredienti (più o meno) alla portata di tutti. E credo che più reperibile delle patate sia davvero una cosa difficile. Il piatto di oggi non è del tutto inedito tra i food-bloggers: per esempio l’aveva già preparato con successo la cara fiordizucca un anno e mezzo fa la quale tra l’altro spiega che il nome deriva da un ristorante svedese (Hasselbacken) dove questo piatto fu presentato per la prima volta.
A me però piace riportare la descrizione di un libro edito da Könemann sul quale si trova anche questa ricetta: “questo è un modo appetitoso e decorativo di servire le patate. I tagli profondi si trasformeranno in strati croccanti, tra i quali si scioglierà un delizioso formaggio ricoperto di pangrattato”… Non avrei davvero saputo dirlo meglio! :D

  • 4 patate medie (della stessa grandezza)
  • 30gr di burro
  • 1 cucchiaio di pangrattato
  • 2 cucchiai abbondanti di provolone piccante grattugiato (qui ognuno ci mette del suo, a me andava il provolone)
  • sale e pepe

Preriscaldate il forno a 220°C e ungete con dell’olio una pirofila.
Sbucciate le patate e tagliatele a libro (incidetele in profondità a intervalli di 3-4 millimetri, credo che guardando la foto si capisca bene), quindi adagiatele nella pirofila con il lato intagliato verso l’alto. Per farle stare ben ferme può tornare utile tagliare via un pezzo della base in modo da pareggiarla. Salatele, pepatele e imburratele leggermente e fatele arrostire per una trentina di minuti.
Togliete le patate dal forno e copritele con il burro fuso (no che l’avete lasciato a temperatura ambiente per la mezz’ora di cottura delle patate: proprio fuso in un pentolino). Spolverizzate di provolone e di pangrattato e rimettete il tutto in forno per altri 15 minuti. Le patate dovranno risultare croccanti fuori e morbide dentro.
Se vi va di rendere il piatto ancora più piccante, una macinata di peperoncini secchi ci sta più che bene.

21
feb
07

Filetto di salmone speziato alla thailandese

Filetto di salmone speziato

Sarò onesto: non ho la più pallida idea se questo piatto abbia o meno un riferimento reale alla Thailandia, certo è che lo spunto l’ho preso da un libretto in edizione economica sulla cucina Thai ma poi l’ho rielaborato con quanto avevo in casa. Diciamo che ho fatto quello che potevo. L’importante ovviamente è il risultato e quello è stato centrato in pieno, nonostante non ci fossero in ballo gli ingredienti “super” della mia deriva slow-food delle ultime ricette. Questa volta quindi potete tranquillamente andare al supermercato sotto casa e comprarvi tutti gli ingredienti per creare questo piatto che sicuramente farà felici voi e tutti i vostri invitati…
Le mie proporzioni si riferiscono a un filetto di salmone da 300gr in una sola fetta, giudicate da voi come adattarle alle vostre esigenze.

  • 300gr di filetto di salmone con la pelle (all’incirca dovrebbero andare bene 150gr a persona)
  • 1 cucchiaio di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di coriandolo in polvere
  • 1 cucchiaino di peperoncino in polvere, piccante o affumicato
  • 1 cucchiaio di succo di lime
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 cucchiaino di pepe rosa in grani
  • 1 cucchiaino di pangrattato (fine)
  • 2 cucchiai di olio extravergine per la cottura

La preparazione è breve e semplice. Amalgamante tutti gli ingredienti, escluso il pesce, e mescolate bene. Adagiate il salmone su un piatto ampio, non metallico, e versate il composto sulla polpa dei filetti coprendoli bene quindi coprite il piatto con la pellicola e lasciate marinare in frigorifero per almeno mezz’ora.
Scaldate a fiamma alta un tegame dal fondo spesso (è fondamentale il fondo spesso per evitare che il pesce si appiccichi al fondo del tegame, in alternativa si può preparare questo piatto anche su una griglia ben solida) poi appoggiate il filetto sul tegame con la pelle rivolta verso il basso e lasciatelo cuocere così per 5-6 minuti senza rigirarlo. Se le fette sono troppo alte, dopo i primi due minuti coprite il tegame giusto un paio di minuti e terminate poi la cottura senza coperchio. Al termine si dovrà essere formata una crosticina sotto al salmone che vi permetterà di degustare facilmente la polpa che si staccherà al solo contatto delle vostre forchette!

Nella mia presentazione sono presenti dei filetti di peperone rosso (piccanti) che si sono sposati benissimo al pesce, ma potete accompagnarlo con riso bollito e verdure saltate se volete dargli un aspetto ancor più Thai…

19
gen
07

Tortini di patate e porri al forno

Tortini di patate e porri al forno

Visto che l’ultima volta i porri avevano avuto un discreto successo, ho deciso di tentare di riproporli, questa volta sotto forma di tortino. Con l’inverno tendo ad usare un po’ di più il forno perché mi serve anche per riscaldare l’ambiente visto che è dalla porta di cucina che passa la gatta per andare a fare i suoi bisognini all’esterno e che quindi è la stanza più fredda della casa… I classici due piccioni con una fava: buone ricette e temperatura gradevole! Ma guarda cosa deve inventarsi uno per scrivere due bischerate in più sul blog!
La ricetta l’ho presa in qualche rivista quando cercavo qualche idea per i porri ma non ricordo più quale perché per essere sicuro di non perdere la ricetta me l’ero appuntata e poi calamitata sul frigo… :D
In linea di massima il procedimento è lo stesso, ho modificato un po’ le proporzioni e la preparazione ma è più o meno simile all’originale… Per ogni singolo tortino vi servono (oltre agli stampini da panna cotta):

  • 70gr di porri
  • 80gr di patate bianche
  • due noci di burro
  • olio, sale e pepe bianco
  • un cucchiaino di pangrattato

(proporzioni per ogni tortino, poi non venitemi a dire che avete provato a fare la ricetta per 6 persone con queste dosi e non vi sono bastate…)

Affettate i porri a rondelle sottili e metteteli a stufare in un tegame con acqua (che ne siano appena coperti), una noce di burro, sale e il pepe bianco fino all’assorbimento del liquido.
Affettate sottilmente anche le patate, sciaquatele sotto l’acqua fredda corrente per far perdere un po’ del loro amido, asciugatele e saltatele in padella una decina di minuti con olio e sale.
Imburrate gli stampini (tanto per andare sul sicuro quando li capovolgete, aggiungete sul fondo un disco di carta da forno… questo perché pressando gli ingredienti rischiate che il primo strato vi si attacchi allo stampino), quindi componete il tortino partendo dai dischi di patate alternandoli ai porri e create 3-4 strati. Completate spolverizzando con il pangrattato e infornate a 180°C per 15 minuti.
Sformate nel piatto e accompagnate con formaggio tipo Brie (vabbè, non fa parte della ricetta ma l’ho provato e ci sta proprio bene)…

Rispetto al risotto, il porro qui rimane leggermente più pesante perché proposto più “puro” mentre nell’altro caso il gorgonzola e lo zafferano aiutavano ad assimilarlo. Per chi lo apprezza (e il lo apprezzo) rimane comunque un ottimo modo di cucinarlo…

12
gen
07

Mezze penne alle melanzane

Mezze penne alle melanzane

Contrariamente ai porri della ricetta precedente, nella nostra cucina un ingrediente che non manca davvero mai è sicuramente la melanzana (e infatti è spesso presente nel blog)! Non so perché ma è un ortaggio che mi ispira creatività, nonostante non sia poi un grandissimo fan (preferisco assai di più peperoni, zucchine e patate) e anche in piatti semplici come quello di oggi riesco a tirare fuori quell’ideuzza in più che stuzzica la voglia di mangiarla.
È vero però che spesso le mie ricette con le melanzane non sono riproducibili esattamente così come le propongo perché, non sentendo l’amaro al palato o comunque non disprezzandolo, tendo a saltare a pie’ pari la procedura di salarle prima di utilizzarle… In questo caso poi questo sarebbe comunque difficoltoso perché la melanzana è stata prima spolpata e poi ne è stato ricavato un cilindro che mettere sotto sale era davvero complicato… Quindi, se vi piace la melanzana così com’è allora ok, se no mi sa che potete passare oltre e aspettare la prossima ricetta.

  • 1 melanzana globosa (per le solite due persone)
  • 1 carota
  • 1/2 cipolla (non mi chiedete di metterci l’aglio perché non lo uso)
  • passata rustica di pomodoro
  • olio, sale, peperoncino e pangrattato

Prendete la melanzana, rimuovete le estremità e tagliatela in due. Incidete la polpa lungo la buccia con un coltello affilato e scavatela con l’aiuto di un cucchiaio facendo molta attenzione a non rompere i bordi perché il cilindretto vi servirà da contenitore per la pasta.
Spennellate di olio l’interno dei due cilindri e cospargete di pangrattato, quindi infornateli a 150°C nel mentre che portate a termine le altre operazioni. Tagliuzzate a cubetti la polpa, grattugiate la carota e affettate la cipolla quindi mettete il tutto in un tegame con poco olio (se preferite fate pure soffriggere la cipolla, ma poi non venite a dirmi che il sugo è troppo pesante). Salate e lasciate cuocere per una decina di minuti quindi aggiungete due peperoncini secchi sminuzzati e la passata di pomodoro. Mantenete sul fuoco per far asciugare il sugo quindi saltateci la pasta (che nel frattempo avete bollito, giusto?) e servitela nei cilindretti sfornati.

Se vi dovesse avanzare un po’ di polpa potete preparare una salsina per crostini (quella gialla che vedete in primo piano insieme al pomodoro) frullando la polpa (cotta al cartoccio in forno per 15 minuti) con poco olio, curcuma, coriandolo, cumino, sale e paprika dolce… al limite anche un ciuffino di prezzemolo e una grattata di grana… Non si butta via nulla!
:)

08
nov
06

KKVKVK#14: Ravioli “dipinti” di patate e caciocavallo con salsa al peperone rosso

Ravioli KKVKVK14

(pour traduire la page en français servez-vous de ce lien… c’est une traduction automatique donc pardonnez-moi les fautes…)

Per la foto numero 50 di questo blog ho deciso di dedicarmi ad un evento particolare: il KiKiVeuKiVienKuisiner. In pratica si tratta di un concorso (senza premi) molto in voga tra i food-bloggers francesi: periodicamente, il vincitore della precedente edizione stabilisce un “tema” sul quale si cimentano tutti i blogger (stavolta appunto il raviolo) entro un dato lasso di tempo trascorso il quale vengono votate le tre migliori ricette pubblicate. Queste ottengono una grande visibilità online e in più la vincente ottiene l’onore di decidere il tema del concorso successivo…
Era da un po’ che non mi mettevo a preparare la pasta fatta in casa e con questo ho trovato la scusa per rendere felice la mia dolce metà che invece me la richiede abbastanza spesso… E io mi sento pure in dovere di farla visto il Seitan così buono che prepara lei con le sue manine! Tra l’altro mi è avanzata un bel po’ di pasta quindi è probabile che a breve vi presenti un’altra ricettina del genere…
Le proporzioni sono per una dozzina di ravioli…
per la pasta:

  • 70% semola e 30% farina tipo 00 (120g per 12 ravioli)
  • 1 uovo ogni 100g di farine
  • acqua tiepida solo se serve
  • sale
  • prezzemolo in foglie

per il ripieno:

  • 2 o 3 grosse patate a pasta gialla
  • 80g di caciocavallo
  • sale
  • pepe
  • rosmarino
  • curcuma
  • pangrattato
  • 1 tuorlo

per la salsa:

  • 1 peperone rosso grande
  • sale
  • peperoncino
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

Mescolate le farine in una ciotola capiente (se volete sistematele a fontana) e aggiungete un pizzico di sale, poi amalgamate le uova sbattute e impastate a lungo con le mani fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica (cioè se la allargate vedete che tende a restringersi un pochino da sé). Io di solito nell’impasto ci metto anche un pizzico di curcuma, tanto per dare un po’ di colore in più visto che quando si cuoce tende a sbiancare…
Avvolgetela nella pellicola e tenetela in frigo per 30 minuti. Nel frattempo sbucciate le patate e tagliatele a tocchetti che farete bollire in acqua salata per lo stesso tempo. Toglietele dal fuoco, passatele allo schiacciapatate raccogliendo la purea in un ciotola. Unite il tuorlo, il pepe, il caciocavallo sminuzzato e il rosmarino. Utilizzate il pangrattato, poco, solamente se vi sembra che l’impasto sia troppo molle.
Lasciate freddare il ripieno e preparate i ravioli. Tirate la pasta con l’apposita macchinetta (potete sempre farlo con il mattarello, ma volete mettere la comodità?) fino ad uno spessore medio. Distribuite sulla pasta le foglie di prezzemolo e ripiegate la pasta a metà. Passatela di nuovo nell’attrezzo e ripetete la stessa operazione altre due o tre volte fino a che non avrete un impasto “maculato” (da qui il titolo della ricetta). Potete anche fare l’operazione una volta sola: dovrete però essere bravi a tagliare precisi i ravioli se vorrete ottenere un disegno perfetto di una foglia su ogni singolo raviolo.
Adagiate l’impasto sul piano infarinato e distribuite il ripieno a intervalli regolari al centro della striscia di pasta. Ripiegatela su se stessa per il lungo ed eliminate le bolle d’aria aiutandovi con il dorso della mano. Con un tagliapasta, un bicchiere o un coltello, tagliate i ravioli nella forma desiderata e disponeteli in un vassoio infarinato mentre mettete a bollire l’acqua e preparate il sughino.
Qui sta al vostro gusto decidere se eliminare prima la buccia del peperone arrostendolo una decina di minuti oppure no. Personalmente tendo a non farlo perché entrambi in casa lo digeriamo molto bene, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Tagliate a julienne il peperone rosso e saltatelo in padella con poco olio e una manciata di sale (metterlo subito servirà a far fuoriuscire l’acqua dal peperone). Dopo una decina di minuti aggiungere il concentrato di pomodoro e il peperoncino macinato e lasciare sul fuoco basso per altri 5 minuti.
Cuocere i ravioli per 4-5 minuti e servire con la salsa al peperone e una gratattatina di parmigiano.

Et voilà! Mon Kiki est tout prêt! :)

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aggiornamento:
Onore al vincitore!
Doriann e i suoi ravioli dolci con le mandorle e il cioccolato… Congratulazioni!




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