Posts Tagged ‘peperoncino

07
set
11

Furikake finger food

Furikake

E son finite pure le ferie! Magari qualcuno che parte a settembre invece c’è (buon per lui/lei), però la maggior parte degli italiani ormai è già tornata alla solita routine o quasi visto che ancora manca qualche giorno alla ripresa dell’anno scolastico… E questi ultimi due mesi sono stati parecchio divertenti e ricchi di novità, tra vacanze all’estero e nuovi progetti, ma anche di stimoli a riprendere bene o male le attività su questo blog. Certo il meccanismo adesso è molto arrugginito e farraginoso e necessita di una bella oliata per tornare a lavorare a pieni giri ma la speranza, mia e suppongo anche vostra se siete ancora qui a leggermi, è che piano piano tutto possa tornare a quella che era la normalità fino ad esattamente un anno fa. Sì lo so che l’ho già detto altre volte… speriamo.

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25
ott
10

Kebab di Seitan

Kebab di Seitan

È un periodo in cui il Seitan è sulla bocca di tutti: di chi si avvicina oggi per vari motivi ad una cucina senza carni, di chi pensa che una sagra del seitan sia qualcosa che non sta né in cielo né in terra, sulle riviste di cucina, perfino sulle pagine degli antivegetariani di Dissapore… A volte clamorosamente a sproposito, come quando lo si intende paragonare al tofu: un po’ come se ad un marziano spiegassimo che il pollo è come la feta. Il più delle volte però, cercando di fare apparire invitantissima anche per un carnivoro convinto questa pietanza spongiforme accompagnata da una banale insalatina (suvvia, siamo seri). Ora, io mi rivolgo qui agli amici vegetariani, vegani e anche animalisti: ma non vi siete onestamente un po’ scocciati che vi facciano sempre apparire come quelli integralmente salutisti, indisponibili allo sgarro alimentare sia pure per un cucchiaino d’olio extravergine in più? Che il vegetarianismo sia banalmente una questione dietetica e non un forte convincimento etico? Ma chi l’ha detto che un vegetariano debba patire orribilmente la fame e nutrirsi esclusivamente di una dieta che farebbe tristezza anche al coniglietto Bunny?

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18
mag
10

Riso thai saltato con ananas e piselli

Riso saltato all'ananas

La ricetta di oggi l’avevo già pronta la settimana scorsa poi purtroppo fino ad oggi non sono riuscito a trovare due orette per sistemare la foto e scrivere il post (non si campa di solo blog, sigh)… Per fortuna molti di voi hanno approfittato dell’attesa per sperimentare con entusiasmo la sfoglia di ricotta dei post precedenti e quindi sono riuscito comunque a stare insieme a voi commentando qui, su Facebook e via email.
Inoltre, nel frattempo ho partecipato al concorso NeroNero di Lavazza per la realizzazione di una ricetta con il caffè nella speranza di poter essere selezionato per figurare nel libro di ricette il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza a Chefs Sans Frontières. Dei premi prestigiosi onestamente non mi importa molto (anche perché la macchina da caffè già ce l’ho), ma poter dare il mio contributo ad una simile iniziativa quello sì che mi farebbe piacere… Quindi se volete contribuire e votare il mio risotto al caffè (ricordate? L’avevo pubblicato qui), avete tempo fino al 30 giugno e potete anche rivotarmi ogni giorno! Grazie.

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20
apr
10

Baigan Masala

Baigan Masala

Vi ricordate che qualche giorno fa vi ho detto che non avevo pubblicato una ricetta perché la foto era venuta orribile? Ecco, la ricetta è questa (e stavolta la foto mi piace).
Si tratta di un piatto che ordino molto spesso alla rosticceria indiana e che non si trova molto facilmente in rete (il curry di melanzane sì, ma è ben diverso). Oltretutto, le già poche ricette che ho trovato sono anche molto diverse tra loro per cui ho dovuto improvvisare. Sarebbe stato senz’altro più scenografico trovare le melanzane mignon, quelle più piccole di un pugno, e riempirle con l’impasto prima di cuocerle, ma anche con le melanzane tagliate a dadini il risultato ha superato abbondantemente le aspettative ed è pure migliore di quello della rosticceria (che già era ottimo).

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17
mar
10

Paratha

Prosegue, e si avvicina alla conclusione, la mia piccola digressione “turistica” attraverso le erbe aromatiche di GliAromi… Siamo partiti dal Libano con i Manakish Zaatar, poi siamo tornati alla nostra cucina europea  e quest’oggi invece ci spingiamo fino in India.
I Paratha (Hindi: पराँठा, Urdu: پراٹھا ) sono solo una delle tante varietà di pane non lievitato presenti nella cucina indiana (vi ho mai detto quanto io adori questa cucina?) e il nome letteralmente significa “sfoglie di farina cotta”. Come vedrete infatti, e nella foto si intuisce, la particolare preparazione di questo pane fa sì che l’impasto risulti davvero simile ad una sfoglia con tanti saporitissimi strati. Dalla ricetta originale, nata nel Punjab, sono scaturite poi moltissime varianti un po’ in tutta l’India (addirittura Wikipedia ne riporta più di 40) ed in Pakistan, ma si possono trovare ricette simili anche in Malesia, Singapore e perfino a Trinidad e Tobago. Secondo qualcuno si possono anche mangiare arrotolati ed inzuppati nel tè… Sui gusti non si discute, ma a me sembra una cosa un po’ estrema.

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08
mar
10

Due primi rapidissimi con le erbette

Premessa: Per la giornata di oggi avevo pensato di offrire un dolce a tutte le lettrici di questo blog… poi dopo aver visto alcuni servizi sui TG relativi all’8 Marzo ho pensato che sarebbero stati un simbolo più forte questi due piatti molto semplici ma anche molto rapidi: un modo un po’ velato di “liberare” tutte le donne dalla schiavitù della cucina. Questo perché ho sentito donne intervistate dai giornalisti dichiararsi felicissime di poter andare ad assistere agli spogliarelli maschili con le amiche, uomini rispondere con machismo che non avevano bisogno di regalare la mimosa oggi perché idealmente la regalano 365 giorni all’anno (e chissà se per ‘sta gente esistono ancora le mezze stagioni), donne che al pensiero della mimosa preferivano un bel regalo prezioso o altre simili oscenità…
L’8 Marzo, e mi dispiace dover essere io -un uomo- a ricordarlo ad alcune donne, rappresenta una conquista sociale e politica importantissima e simboleggia la vittoria, neppure definitiva, contro discriminazioni e violenze. C’è voluta una risoluzione dell’ONU nel 1977 perché si riconoscesse a livello internazionale l’importanza di questa giornata e dopo solo 30 anni vi siete ridotte ad esaltarvi urlanti davanti ad uno sconosciuto in tanga su un palco? Confesso che lo ritengo un po’ avvilente (e non perché mi ritenga in qualche modo migliore di quello lì col tanga).
Per questo ho scelto di non cadere nell’ovvietà del dolce e per questo vi chiedo, prima di proseguire con la ricetta, di soffermarvi un attimo a leggere la pagina di Wikipedia dedicata alla Giornata Internazionale della Donna. Fatelo per voi stesse, non per me. Con i miei più sinceri auguri.

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14
set
09

Paccheri alla Sorrentina (destrutturati)

Paccheri alla Sorrentina

Avevo deciso di aspettare il 200esimo fan su Facebook per inserire una nuova ricetta come ringraziamento speciale, anche perché ormai erano oltre 180, ma non credevo che ci sarebbero volute altre due settimane… Vabbè, alla fine il traguardo è stato raggiunto (e anche già superato)!
Per prima cosa quindi devo ringraziare tutti quelli che si sono registrati come fan del mio blog: quando ho creato la pagina su Facebook credevo che si sarebbero iscritti solo parenti e amici, invece sono molte di più le persone che non conosco e questo mi fa davvero molto piacere. Ora mi raccomando: spargete sempre più la voce perché voglio arrivare a superare anche quota 300!
Uno dei fan è il mio ex compagno di banco del liceo Luca, che ogni anno organizza una grigliata sul suo terreno in campagna per fare una rimpatriata tra ex compagni. L’ultima volta che ci siamo ritrovati aveva un orto così ricco di prelibatezze che mi sono sentito obbligato a depredarlo, hehe.  Ovviamente sto scherzando: è stato Luca stesso che ha elargito di buon cuore le deliziose creaturine del suo orticello…
Lì nel campo facevano bella mostra di sé dei pomodori incredibili, gonfi e coloratissimi, il cui sapore non aveva nulla di nemmeno lontanamente paragonabile a quelle cose insipide che si trovano al supermercato. E con quei pomodori ci ho preparato di tutto: dalla classica pomarola, ai pomodori ripieni e alle insalate… e anche questa rivisitazione della pasta alla Sorrentina.
Rispetto alla ricetta originale che vorrebbe il pomodoro ridotto a sugo, ho preferito questa versione più fresca a strati che esaltasse i sapori di ogni singolo ingrediente (tra cui il mio basilico ed il peperoncino di Simone, grazie anche a lui… mi mancava solo l’olio di Federico e poi ero a posto) ed il risultato è stato senz’altro ottimo. Una ricetta semplicissima ma anche molto scenografica che fa la sua bella figura in qualunque menu.
Per 2 persone:

  • 160gr di Paccheri
  • 2-3 pomodori maturi piuttosto grandi
  • 2 mozzarelle freschissime (ca. 250gr)
  • qualche foglia di basilico
  • olio extravergine di oliva
  • 2 peperoncini secchi
  • 1 cucchiaino di origano
  • sale, pepe

Fate bollire l’acqua e mettete a lessare i paccheri (ricordatevi il sale!). Nel frattempo tagliate a fettine le mozzarelle, lavate il basilico e preparate i pomodori: tagliateli prima a metà e privateli dei semi, poi divideteli in piccoli cubetti.
Al momento di scolare la pasta, cercate di comporre il piatto abbastanza rapidamente: cominciate con un primo strato di mozzarella, quindi sovrapponete due cucchiai di pomodori ed i paccheri; ancora uno strato di mozzarella e pomodori, poi guarnite con il basilico, spoverate con peperoncino e origano ed irrorate con olio extravergine.
Tutto qui, non resta che mangiare!

Grazie di nuovo a tutti quanti: ai fan di Facebook, agli amici che mi hanno riempito la casa dei loro prodotti e a voi che mi leggete.

18
nov
07

La vera Amatriciana

Amatriciana

Ho aspettato un po’ a pubblicare la ricetta perché si tratta di un piatto che ho cucinato e fotografato per il caro Alessandro di ‘ino e quindi dovevo aspettare quantomeno che la pubblicasse prima lui sul suo sito…
Ci sono senz’altro varie interpretazioni sul nome (con o senza la A iniziale) e sulla preparazione di questo piatto ma grazie ad Alessandro, al lavoro di alcuni produttori e ad alcune ricerche posso riassumervi in sostanza che il piatto originale è quello con la A (l’origine del piatto è Amatrice, in provincia di Rieti), iniziale che si è persa quando la ricetta è stata importata nella tradizione culinaria romana dove sono stati poi aggiunti altri ingredienti, tra cui la cipolla soffritta. In origine infatti il sugo veniva preparato dai pastori con i soli ingredienti che avevano a disposizione durante i pascoli sulle montagne e successivamente si sono aggiunti il pomodoro e l’olio di oliva per ingentilire il piatto.
Curiosando tra i prodotti di ‘ino, mi sono imbattuto nel “kit” per l’amatriciana di Eudoro (una piccola azienda il cui laboratorio si trova in un’oasi protetta del WWF e che riproduce tutte quelle lavorazioni del maiale che venivano fatte nell’antica Osteria dei Cacciatori sulla via Salaria, per l’appunto nelle vicinanze di Amatrice). Di Eudoro conoscevo già la qualità per aver provato la meravigliosa porchetta, la cui cottura avviene con la stessa “resa in peso” di 100 anni fa (cioè da un maiale di 80kg si ricavano 40-45kg di porchetta) e con un speziatura di 10 ore con sale, pepe e finocchio selvatico fresco… insomma, una goduria ed un ottimo biglietto da visita per questo “kit” che non potevo lasciarmi sfuggire!
E già che c’ero mi sono concesso pure il lusso di preparare la ricetta con un altro ingrediente “doc”, ovvero il Pomodorino di Gragnano “Miracolo di San Gennaro“: si tratta in buona sostanza di un presidio Slow Food volto al recupero del vero San Marzano. Purtroppo le rese ottenute con la varietà storica sono molto basse e rendono pressoché impossibile coltivarlo in modo redditizio su grandi estensioni, anche la semina in campo aperto è molto rischiosa (è molto delicato e troppo soggetto a malattie) e quindi si tratta di un prodotto difficile da reperire (e un po’ costoso). Magari conoscete la celebre pasta di Gragnano, ma vi assicuro che il pomodoro non è da meno!
E quindi, via con l’Amatriciana!

  • 400gr di pasta tipo bucatini o spaghettoni
  • 1 vaschetta di kit per Amatriciana “La Marietta” di Eudoro (200gr di battuto di guanciale stagionato a cubetti, sale, spezie e miscela di piante aromatiche)
  • 5-6 pomodorini di Gragnano (che potete sostituire con 2 pomodori pelati più grandi)
  • 100gr di Pecorino non troppo saporito
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 peperoncino
  • poco olio extravergine di oliva e sale (in realtà io il sale non l’ho proprio usato perché era già salato il guanciale ed era molto saporito il pomodoro)

Porre una pentola d’acqua sul fuoco per la pasta… Rosolare in una padella il guanciale a cubetti con poco olio extravergine di oliva. Appena ben rosolato, far sfumare con un bicchiere di vino bianco e, dopo l’evaporazione del vino, aggiungere il pomodoro e il peperoncino. Lasciar andare sul fuoco per circa 15-20 minuti, quindi scolare la pasta (non è che la pentola d’acqua doveva rimanere lì solo per fare il vapore e scaldarvi in queste giornate di freddo…) e saltarla nella stessa padella con il sugo. Spegnete il fuoco, aggiungete metà del pecorino e mescolate a fuoco spento. Al momento di servire, spolverate il piatto col restante pecorino.

Se passate da Firenze nei prossimi giorni, vi consiglio di fermarvi da ‘ino e comprare il “kit” di Eudoro e spero proprio di aver reso la bontà del piatto con le mie parole (e magari pure con la foto)… Io sono ancora qui a leccarmi i baffi al solo pensiero di questo piatto…

09
nov
07

Patate stufate all’indiana

Patate stufate all’indiana

Ogni tanto ritorna su queste pagine qualche ricetta di ispirazione asiatica, di solito indiana. Stavolta però la ricetta l’ho presa da un libretto che non aveva nulla a che fare con la cucina etnica e che ho trovato a pochi euro su una bancarella alla Festa de L’Unità… “Oggi cucino io: vegetariano” della Mondadori.
Siccome in casa amiamo entrambi mangiare speziato è normale che poi questo si traduca anche in numerose ricette nel blog. Stavolta è toccato alle patate subire il trattamento “indianizzante” (o indianifico, indianevole, indianatico… come vi pare). E poi ho visto che anche a voi le patate piacciono molto (l’ho capito dal numero di persone che visitano ogni giorno la pagina delle patate Hasselback) spero di farvi cosa gradita anche con questa nuova ricetta…

  • 500gr di patate novelle
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 2 peperoncini secchi
  • 1 cipolla tagliata a fettine sottili
  • 2 cucchiai di ghee (il burro chiarificato alla base delle ricette indiane, se non l’avete usate il burro normale)
  • 2 cucchiaini di curry
  • 1 cucchiaino di semi di senape
  • 1/2 cucchiaino di curcuma
  • 15gr di farina di cocco
  • sale

Lavate le patate e tagliatele a pezzettoni. Tostate il cumino e i peperoncini in una padella, quindi unite la cipolla e mezzo cucchiaio di ghee e fate insaporire per un minuto scarso a fuoco vivace.
Trasferite il tutto in un mixer con 2 cucchiai scarsi di acqua e tritate fino ad ottenere una pasta. Fate fondere il ghee rimasto in una padella e tostate il curry con i semi di senape per pochi secondi prima di aggiungere la pasta di spezie, le patate, la curcuma, il cocco e altri 3 cucchiai di acqua.
Salate, coprite la padella e fate cuocere a fuoco basso per una quindicina di minuti o fino a quando le patate saranno tenere (se è il  caso riaggiungete un po’ d’acqua). Servite caldissimo.

01
giu
07

Trota alla bengalese

Trota alla Bengalese

E siamo ormai arrivati alla soglia della centesima ricetta! Ancora una e poi…
Spero di riuscire ad avere il tempo questo fine settimana per preparare qualcosa di sfizioso e goloso per festeggiare, se no mi sa che vi toccherà aspettare un po’ prima del prossimo post: non posso mica metterci una pasta al pomodoro come centesima ricetta! :)
La ricetta di oggi arriva dritta dritta (vabbè, con qualche modifica) da un libriccino sulla cucina indiana da 3,99 euro che spesso e volentieri mi fornisce ottime ispirazioni. Come vi dicevo nel post sulle cozze Tandoori, il pesce non è esattamente una specialità in India, ma vi sono regioni, come appunto il Bengala, dove si può trovare abbastanza spesso. Ho voluto provare questa ricetta con una trota salmonata e devo dire che mi ha dato una gran soddisfazione! Da ripetere senz’altro!

  • 2 filetti piuttosto grandi di trota salmonata
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di senape in polvere
  • 1/2 cucchiaino di coriandolo
  • 2 peperoncini
  • 3 cucchiai di olio
  • 1 cipolla media tritata
  • 6 cucchiai di passato di pomodoro

Mescolate sale e curcuma in una ciotolina e distribuite il composto sulla trota tagliata a rettangoli piuttosto larghi: deve risultare ben coperta da uno strato giallo profumato. Scaldate l’olio in una padella e soffriggetevi il pesce poi toglietelo delicatamente dalla padella con un mestolo forato e tenetelo da parte.
Pestate in un mortaio i peperoncini, lo zenzero, le cipolle e la senape e trasferite la pasta ottenuta nella padella in cui avete soffritto la trota. Lasciate dorare a fuoco basso.
Lontano dal fuoco rigirate i filetti di pesce nel mix così ottenuto stando bene attenti a non romperli, quindi appoggiateli nella padella dal lato della pelle e rimettete tutto sul fuoco aggiungendo il passato di pomodoro, mezzo bicchiere d’acqua e il coriandolo. Fate cuocere a fuoco scoperto fino a che giudicherete ritirato il sugo di cottura e servite il pesce in tavola ben caldo.




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