Posts Tagged ‘peperoncino



30
apr
07

Polpo alla Luciana

Polpo alla Luciana

Chissà cosa vi state immaginando… No, Luciana non è un qualche parente più o meno lontano che mi ha tramandato le sue ricette: i Luciani sono gli abitanti di Santa Lucia, un borgo di pescatori nel napoletano specializzato nella pesca dei polpi e nella preparazione del piatto che vi presento oggi (che quindi non è del tutto farina del mio sacco ma fa parte delle ottime tradizioni culinarie del nostro paese). Una cosa che ho imparato sui polipi cercando in giro la ricetta per cucinarli è che ne esistono di due varietà: il “Verace” vive sugli scogli ed è il più pregiato, con due file di ventose sui tentacoli, il colore marrone con sfumature rosa, un ottimo profumo; il “Sinisco” invece abita i fondali, ha un colore pallido e meno profumo. Casualmente avevo tra le mani un polpo Verace, meno male…
Altra cosa interessante che ho scovato cercando il polpo in rete è il detto napoletano per cui “o purpo se coce dint’alla’acqua soja”: quando il polpo cuoce, rilascia moltissima acqua e per di più salata… Per questo conviene procedere scottando preliminarmente il polpo in un tegame senza condimento per 7-8 minuti (ottenendo in più l’effetto di arricciare i tentacoli, molto più carini per la presentazione) e poi gettare via tutta l’acqua rilasciata…

  • un polpo Verace,
  • pomodori pelati (3/4 del peso del polpo)
  • prezzemolo
  • olio extravergine di oliva
  • pepe nero e peperoncino macinati

Mettere in un tegame i polipi (che avrete già scottato come vi ho spiegato sopra) e appena incominciano a cuocere aggiungere i pomodori pelati, l’olio, il pepe e il peperoncino. Coprire il tegame e cuocere a fuoco lento. Il metodo tradizionale napoletano prevede che il coperchio venga sigillato con carta oleata legata ben stretta con lo spago attorno al bordo della pentola. Al momento di preparare la ricetta non avevo però i mezzi per seguire questo procedimento…
Una volta cotto (il tempo di cottura varia in base alla grandezza: per un polpo di un chilo saranno necessari circa 30-40 minuti) scoperchiare e far asciugare la salsa fino a che non diventa densa e scura.
A parte cuocere le linguine (o gli spaghetti) in acqua bollente salata. Togliete il polpo dal suo sugo, tagliatelo a tocchetti e tenetelo al caldo quindi saltate la pasta nel pomodoro a fuoco vivo per un minuto. Aggiungere finalmente il polpo, mescolare e unire il prezzemolo prima di servire.
E meno male che mi è venuto buono perché avendo la ragazza vegetariana me n’è toccata doppia porzione… :)

10
apr
07

Guotie al Seitan e funghi

Guotie al Seitan e funghi

Mentre cercavo un modo per cucinare i ravioli cinesi (visto che mi è avanzata un po’ di sfoglia per wanton dall’ultima volta) ho scoperto che esistono diversi nomi per indicare le diverse cotture dei ravioli stessi: Wikipedia riporta infatti che i Jiaozi cinesi (ravioli al vapore) si chiamano in realtà Shuijiao (se bolliti), Zhengjiao (al vapore), Guotie (brasati) o Danjiao (avvolti con l’uovo). Vi rimando comunque alla pagina di Wikipedia per maggiori approfindimenti… I Guotie della ricetta di oggi quindi sono ravioli brasati, simili ai Gyoza giapponesi e chiamati anche Potstickers nel Nord America.
Per il ripieno, ecco a grande richiesta (?) il ritorno in auge del Seitan preparato dalle sapienti manine della mia dolce metà! Immagino che Petula stesse pensando di essere rimasta ormai la sola a portare alta la bandiera del Seitan visto da quanto questo mancava nelle mie ricette, ma oggi sono di nuovo a proporvi questa delizia vegetariana (la preparazione in casa del Seitan la trovate in questa ricetta). Ovviamente carnivori e/o celiaci possono sostituire il Seitan con l’ingrediente che preferiscono…

  • 250gr di sfoglia per wanton (per 4 persone)
  • 300gr di seitan
  • una decina di funghi champignon
  • 2 cucchiaini di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di timo tritato
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • 1 cucchiaino di peperoncino in polvere
  • brodo vegetale (1 bicchiere dovrebbe bastare)
  • olio e sale

Tritate finemente il seitan e i funghi champignon (lavateli bene mi raccomando) con il mixer. In una padella scaldate due cucchiai di olio e rosolateci bene il seitan e i funghi con il sale e le spezie per 4-5 minuti a fuoco vivace, quindi aggiungete le erbe e concludete la cottura dopo un altro minuto.
Preparate i ravioli mettendo un cucchiaio di ripieno al centro di ogni quadrato di pasta e richiudendo bene su se stessi i bordi con le dita (inumidite i bordi della pasta con dell’acqua per essere più sicuri del risultato). Prendete un tegame piuttosto grande (i ravioli dovranno rimanere separati tra loro, eventualmente cuoceteli in due riprese) e scaldate di nuovo un po’ d’olio, quindi disponete i ravioli ad uno ad uno nell’olio e lasciateli friggere da un solo lato per 3-4 minuti. Al termine aggiungete il brodo vegetale (non dovrà coprire interamente i ravioli ma rimanere più o meno a un terzo della loro altezza) e coprite il tegame. Lasciate cuocere per 5 minuti senza sollevare il coperchio (vi concedo di sollevarlo una volta sola per verificare che non stia bruciando tutto), poi spegnete e servite.

Secondo la mia splendida signora è la cosa migliore che le ho cucinato negli ultimi 10 giorni… spero faccia fare un figurone anche a voi… :)

14
mar
07

Mezze penne con patate, taccole e crostini

Pasta con taccole e patate

Tanto per tornare a quello che doveva essere uno dei buoni propositi per il 2007, “(ri)scoprire sapori poco usati nella nostra cucina”, oggi ci siamo messi a preparare un semplice primo a base di taccole (che già avevamo cucinato con il Seitan qualche tempo fa, ma che non usiamo così spesso)… Per chi non lo sapesse, le taccole sono una varietà di piselli di cui si mangia anche il baccello (tant’è che si chiamano anche piselli mangiatutto).
Con il fatto che le temperature cominciano ad alzarsi (non che sia stato un inverno così rigido) mi è venuta voglia di questa insalata calda di pasta, resa un po’ più particolare per la presenza dei crostini di pane. Anche in questo caso, una ricetta facile e veloce… tanto per vedere se riesco a “disintossicarmi” dai prodotti slow-food usati in gran quantità da un mese a questa parte. Ma tanto so già che sarà una disintossicazione vana dato che già domenica sarò al Taste a degustare chissà quali prelibatezze…
Le dosi sono per un piatto abbondante per due persone, quasi un piatto unico:

  • 160gr di pasta
  • 120gr di patate
  • 80gr di taccole
  • 2 fette di pane da toast
  • 1 rametto di rosmarino
  • 3 peperoncini rossi essiccati
  • 2 cucchiai di grana grattugiato
  • sale e olio

Sbucciate le patate e tagliatele a dadini; togliete punte e filo alle taccole e dividetele in piccoli rombi. Lavate entrambe le verdure e mettetele in una pentola d’acqua salata (la stessa in cui cuocerete la pasta). Portate a bollore e unite la pasta.
Tagliate le fette di pane da toast a cubetti, scaldate mezzo bicchiere d’olio in una padella e friggetevi i cubetti un minuto circa. Scolateli con un mestolo e asciugateli su carta assorbente. Nello stesso olio in cui avete fritto il pane rosolate il rametto di rosmarino insieme ai peperoncini (aggiungete un paio di cucchiai d’olio se il pane ve ne ha assorbito troppo). Una volta insaporito togliete il rosmarino, scolate la pasta e le verdure e saltatele nella padella avendo cura di non disfare le patate usando troppa foga nel mescolare.
Trasferite la pasta nel piatto e servite subito guarnendo con il grana e i crostini di pane.

P.S. Non sono quasi mai soddisfatto delle mie fotografie ai piatti di pasta… eppure ci sarà un modo per renderle più carine pur non facendole sembrare tutte uguali… uffa.

23
feb
07

Rösti di Noodles con funghi Shitake

Noodles e Shitake

E dopo la parentesi slow-food siamo ora alla svolta etnica!
Non durerà a lungo perché già con la prossima ricetta ho in mente di pubblicare un bel dolce casereccio di quelli con cui fare un’abbondante merenda alla domenica… Per adesso però godiamoci i frutti di una nuova incursione al Vivi Market di Firenze (a due passi dalla stazione), il negozietto che mi ha fatto scoprire la mia collega Giulia dato che ero ancora colpevolmente all’oscuro della sua esistenza (quando ero giovane andavo lì vicino a comprare il Seitan, poi per fortuna ho trovato chi me lo sa preparare così bene…). Vi si trovano ingredienti da diverse parti del mondo ed è un po’ il punto di riferimento per tutti quelli che desiderano acquistare prodotti dal Centro e Sud America, dall’Asia e dal Medio Oriente. Certo se preferite mangiare Kosher c’è sempre la zona intorno alla Sinagoga o se preferite una macelleria dell’Europa dell’Est dovete per forza andare verso Rifredi ma il vero supermercato multietnico è qui (almeno finché non ne trovo un altro… hehe).
E quindi oggi Noodles e Shitake, un po’ diversi dalla solita zuppa cinese ma non per questo meno apprezzabili. A proposito, ne approfitto per salutare anche il mio caro amico David col quale ho avuto una breve chiacchierata assai illuminante sul cibo cinese giusto ieri sera… con l’occasione poi vi segnalo il suo sito, visto che è pure un bravo fotografo! C’era anche Stefano ma lui siti non ne ha, uffi.
Bando alle ciance, andiamo con la ricettina (da 3-4 tortini)…

  • 125gr di Noodles a cottura istantanea
  • 1 uovo
  • 80gr di funghi Shitake
  • 60gr di funghi champignon
  • 1 cucchiaio di curry (di Madras, meglio)
  • 1 cucchiaino di curcuma
  • 1 cucchiaio di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaino di zucchero e 1 di sale
  • mezzo cucchiaino di coriandolo
  • 3 peperoncini secchi sminuzzati

Prologo: Mettete a mollo gli Shitake circa un’ora prima di iniziare, quindi tagliateli in pezzi più o meno delle stesse dimensioni…

Partiamo dai noodles anche se probabilmente sarà la cosa che vorrete fare da ultimo… Semplicemente spezzateli in pezzi corti e immergeteli in acqua bollente con poco sale per circa 4 minuti. Scolateli bene e lasciateli asciugare. A parte sbattete un uovo con un pizzico di sale e uno di zenzero quindi unitelo ai noodles e amalgamate bene.
Scaldate una piccola quantità di olio in una padellina; spennellate con un altro po’ d’olio uno stampino tondo per biscotti da 10cm di diametro e posatelo nella padella. Con un cucchiaio versate un po’ del composto di noodles nello stampino e appiattitelo col dorso dello stesso cucchiaio. Friggete per 30 secondi, poi togliete lo stampino e giratelo un paio di volte in modo da friggere il rösti in modo uniforme da ambo le parti. Toglietelo e fatelo asciugare su uno scottex quindi ripetete l’operazione fino al termine dell’impasto…
Per i funghi invece cominciate col mettere sul fuoco un tegame con un fondo d’olio, la curcuma e il curry e lasciatelo stare così per circa 30 secondi quindi aggiungete i funghi Shitake tagliati a cubetti e gli champignon affettati insieme con lo zenzero. Rosolate i funghi per circa 5 minuti, poi aggiungete la salsa di soia, lo zucchero e il sale. Fate sfumare la salsa di soia e continuate la cottura per altri 10 minuti o fino a che giudicherete i funghi abbastanza teneri (tenete comunque presente che gli Shitake hanno di per sé una consistenza maggiore dei nostri soliti funghi)… A questo punto aggiungete il coriandolo e i peperoncini, mescolate e togliete dal fuoco.

Per la composizione credo che la foto spieghi bene il procedimento… comunque, posate sul piatto un primo rösti e adagiatevi sopra un cucchiaio abbondante di funghi quindi un altro rösti e altri funghi e ancora un altro rösti (questa frase mi ricorda una poesia di Catullo… mah?!?!?). E il gioco è fatto.
Se non siete vegetariani e volete avvicinare un po’ il piatto ai sapori delle nostre terre, potete cuocere una salsiccia a parte su una griglia spessa appena unta e poi mescolarla ai funghi al termine della cottura. Un po’ meno etnico ma assai saporito… :)

21
feb
07

Filetto di salmone speziato alla thailandese

Filetto di salmone speziato

Sarò onesto: non ho la più pallida idea se questo piatto abbia o meno un riferimento reale alla Thailandia, certo è che lo spunto l’ho preso da un libretto in edizione economica sulla cucina Thai ma poi l’ho rielaborato con quanto avevo in casa. Diciamo che ho fatto quello che potevo. L’importante ovviamente è il risultato e quello è stato centrato in pieno, nonostante non ci fossero in ballo gli ingredienti “super” della mia deriva slow-food delle ultime ricette. Questa volta quindi potete tranquillamente andare al supermercato sotto casa e comprarvi tutti gli ingredienti per creare questo piatto che sicuramente farà felici voi e tutti i vostri invitati…
Le mie proporzioni si riferiscono a un filetto di salmone da 300gr in una sola fetta, giudicate da voi come adattarle alle vostre esigenze.

  • 300gr di filetto di salmone con la pelle (all’incirca dovrebbero andare bene 150gr a persona)
  • 1 cucchiaio di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di coriandolo in polvere
  • 1 cucchiaino di peperoncino in polvere, piccante o affumicato
  • 1 cucchiaio di succo di lime
  • 1 cucchiaio di olio
  • 1 cucchiaino di pepe rosa in grani
  • 1 cucchiaino di pangrattato (fine)
  • 2 cucchiai di olio extravergine per la cottura

La preparazione è breve e semplice. Amalgamante tutti gli ingredienti, escluso il pesce, e mescolate bene. Adagiate il salmone su un piatto ampio, non metallico, e versate il composto sulla polpa dei filetti coprendoli bene quindi coprite il piatto con la pellicola e lasciate marinare in frigorifero per almeno mezz’ora.
Scaldate a fiamma alta un tegame dal fondo spesso (è fondamentale il fondo spesso per evitare che il pesce si appiccichi al fondo del tegame, in alternativa si può preparare questo piatto anche su una griglia ben solida) poi appoggiate il filetto sul tegame con la pelle rivolta verso il basso e lasciatelo cuocere così per 5-6 minuti senza rigirarlo. Se le fette sono troppo alte, dopo i primi due minuti coprite il tegame giusto un paio di minuti e terminate poi la cottura senza coperchio. Al termine si dovrà essere formata una crosticina sotto al salmone che vi permetterà di degustare facilmente la polpa che si staccherà al solo contatto delle vostre forchette!

Nella mia presentazione sono presenti dei filetti di peperone rosso (piccanti) che si sono sposati benissimo al pesce, ma potete accompagnarlo con riso bollito e verdure saltate se volete dargli un aspetto ancor più Thai…

12
feb
07

Petti di pollo ripieni al miele e aceto balsamico

Petti di pollo al miele

Ve l’avevo scritto poche ore fa che mi sarei dedicato al pollo ripieno. Magari qualcuno di voi si sarà aspettato di vedere qui un bel pollo ruspante con tanto di alette e zampette ma se devo essere sincero mi fa un po’ senso l’animale intero… sarà perché 12 anni in compagnia di un’animalista vegetariana qualcosa ti lasciano dentro, ma a parte qualche raro caso ho difficoltà a pensare di cucinare qualcosa che non sia stato privato della sua forma originaria (e infatti non riesco a mangiare il coniglio perché ogni volta che vado dal macellaio me lo vedo lì rannicchiato in un angolo in posizione fetale, non ce la faccio proprio… eppure mi piace anche molto…).
Insomma si tratta quindi di un semplice petto di pollo e non di un pollo intero. Riempito con l’ottimo speck affumicato stagionato sei mesi (della Macelleria Metzgerei Pichler di Muhlbach) che ho comprato da ‘ino qualche giorno fa, funghi e insalata Tatsoi (giusto per mantenere anche all’interno quel gusto orientaleggiante della laccatura esterna). Anche la scelta di cucinare un piatto con l’aceto balsamico è nato grazie a ‘ino: proprio l’ultima volta mi ha presentato una serie di prodotti de Il Borgo del Balsamico da utilizzare in gocce all’interno di ricette raffinate; poi non li ho comprati ma intanto ho trovato la giusta ispirazione per arrivare a quanto vi presento oggi…

  • 3 petti di pollo a fette
  • 60gr di speck affumicato
  • 4-5 funghi champignon
  • insalata Tatsoi q.b.
  • 2 cucchiai di miele (meglio se d’Acacia)
  • 2 cucchiai di aceto balsamico
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cipollotto
  • 2 peperoncini secchi
  • olio, sale, pepe nero

Battete leggermente i petti di pollo. Adagiatevi sopra, nell’ordine, lo speck affettato finemente, i funghi champignon a lamelle e l’insalata (strappata con le mani se vi pare troppo grossa, non usate il coltello d’acciaio perché ossida la parte dell’insalata su cui si è passata la lama). Arrotolate bene i petti di pollo su se stessi e chiudete con dello spago da cucina in modo da avere un involtino ben stretto che non perda il proprio ripieno durante la cottura.
Preparate quindi la marinatura mescolando in una terrina il miele, l’aceto balsamico, la salsa di soia, il cipollotto sbucciato e tritato fine, 2 cucchiai di olio, sale, pepe e i peperoncini sminuzzati con le dita. Mettete a marinare il pollo per una buona mezz’ora.
Trascorso il tempo necessario ad insaporire e colorare la carne, scaldate 3 cucchiai di olio in un tegame e rosolatevi il pollo (3-4 minuti per lato, a fuoco medio). Spegnete il fuoco, asportate delicatamente lo spago da cucina (ma anche no, basta che avvertiate i vostri commensali) e servite tagliato a metà e condito con olio e pinoli.

P.S. Appena visibile sullo sfondo, la confezione di zucca sott’olio (con cannella, zucchero di canna ed erbette) prodotto da Ursini. Indovinate dove l’ho comprata…

02
feb
07

Fusilli piccanti con broccolo romano e marzolino

Fusilli piccanti con broccolo romano

E vai, ci ho proprio preso gusto con questa storia degli ingredienti da (ri)scoprire! In un mese siamo già al terzo: il broccolo romano… Mi aveva sempre attratto, con le sue forme così graziose e il bel colorito verde, ma non avevo mai avuto occasione di prepararlo né di mangiarlo su altre tavole.
In molte ricette che ho trovato online l’accostamento più frequente è quello con le acciughe (che non posso usare perché la mia ragazza è vegetariana) oppure saltato con l’aglio (ma oltre a essere vegetariana è pure vampira); in un caso, un nutrizionista ne consigliava l’accostamento ai ceci. Insomma, dai picchia e mena mi sono dovuto arrangiare e ho ripiegato sui fusilli utilizzando poi gli ingredienti che già sapevo adatti all’accostamento con il broccolo classico e cioè peperoncino e formaggio tipo caciotta-pecorino… E sapete una cosa? Ho fatto proprio bene! :)
E un sentito grazie alla mia ragazza che si è presa la briga di darmi una mano e che ha cotto il broccolo con le sue sapienti manine…

  • un broccolo romano medio-piccolo
  • 3 cucchiai d’olio
  • 80gr di formaggio marzolino (oppure una caciotta morbida) a dadini
  • un pizzico di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaio di peperoncino macinato (abbondate, abbondate)
  • una manciata di prezzemolo tritato
  • sale e pepe bianco

Pulite il broccolo togliendo i gambi e le foglie e dividete le cimette in parti grandi più o meno quanto una noce (tenete da parte un paio se volete decorare il piatto). Scaldate l’olio in un tegame (rosolatevi pure uno spicchio d’aglio se vi piace, magari solo un po’ schiacciato così poi potete toglierlo facilmente a fine cottura) e rosolate il broccolo con il peperoncino per qualche minuto. Aggiungete un bicchiere di acqua calda e coprite con un coperchio per una ventina di minuti o comunque finché il broccolo si sarà ammorbidito (eventualmente aggiungete ancora un po’ d’acqua perché al momento di buttarvi la pasta non dovrà essere del tutto asciutto…), quindi aggiungete sale, pepe bianco e zenzero.
Scolate la pasta molto al dente (un paio di minuti prima del termine “ufficiale”) e terminate la cottura nel broccolo che, amalgamandosi con la pasta, formerà una gustosissima crema. Ovviamente non dimenticatevi a questo punto di unire anche la dadolata di formaggio a mantecare il tutto.
Aggiungete una spolverata di prezzemolo e servite in tavola ben caldo…

E così, ecco un’altra ricettina tendente al giallo… ma vedo che sta diventando una moda un po’ ovunque

12
gen
07

Mezze penne alle melanzane

Mezze penne alle melanzane

Contrariamente ai porri della ricetta precedente, nella nostra cucina un ingrediente che non manca davvero mai è sicuramente la melanzana (e infatti è spesso presente nel blog)! Non so perché ma è un ortaggio che mi ispira creatività, nonostante non sia poi un grandissimo fan (preferisco assai di più peperoni, zucchine e patate) e anche in piatti semplici come quello di oggi riesco a tirare fuori quell’ideuzza in più che stuzzica la voglia di mangiarla.
È vero però che spesso le mie ricette con le melanzane non sono riproducibili esattamente così come le propongo perché, non sentendo l’amaro al palato o comunque non disprezzandolo, tendo a saltare a pie’ pari la procedura di salarle prima di utilizzarle… In questo caso poi questo sarebbe comunque difficoltoso perché la melanzana è stata prima spolpata e poi ne è stato ricavato un cilindro che mettere sotto sale era davvero complicato… Quindi, se vi piace la melanzana così com’è allora ok, se no mi sa che potete passare oltre e aspettare la prossima ricetta.

  • 1 melanzana globosa (per le solite due persone)
  • 1 carota
  • 1/2 cipolla (non mi chiedete di metterci l’aglio perché non lo uso)
  • passata rustica di pomodoro
  • olio, sale, peperoncino e pangrattato

Prendete la melanzana, rimuovete le estremità e tagliatela in due. Incidete la polpa lungo la buccia con un coltello affilato e scavatela con l’aiuto di un cucchiaio facendo molta attenzione a non rompere i bordi perché il cilindretto vi servirà da contenitore per la pasta.
Spennellate di olio l’interno dei due cilindri e cospargete di pangrattato, quindi infornateli a 150°C nel mentre che portate a termine le altre operazioni. Tagliuzzate a cubetti la polpa, grattugiate la carota e affettate la cipolla quindi mettete il tutto in un tegame con poco olio (se preferite fate pure soffriggere la cipolla, ma poi non venite a dirmi che il sugo è troppo pesante). Salate e lasciate cuocere per una decina di minuti quindi aggiungete due peperoncini secchi sminuzzati e la passata di pomodoro. Mantenete sul fuoco per far asciugare il sugo quindi saltateci la pasta (che nel frattempo avete bollito, giusto?) e servitela nei cilindretti sfornati.

Se vi dovesse avanzare un po’ di polpa potete preparare una salsina per crostini (quella gialla che vedete in primo piano insieme al pomodoro) frullando la polpa (cotta al cartoccio in forno per 15 minuti) con poco olio, curcuma, coriandolo, cumino, sale e paprika dolce… al limite anche un ciuffino di prezzemolo e una grattata di grana… Non si butta via nulla!
:)

08
nov
06

KKVKVK#14: Ravioli “dipinti” di patate e caciocavallo con salsa al peperone rosso

Ravioli KKVKVK14

(pour traduire la page en français servez-vous de ce lien… c’est une traduction automatique donc pardonnez-moi les fautes…)

Per la foto numero 50 di questo blog ho deciso di dedicarmi ad un evento particolare: il KiKiVeuKiVienKuisiner. In pratica si tratta di un concorso (senza premi) molto in voga tra i food-bloggers francesi: periodicamente, il vincitore della precedente edizione stabilisce un “tema” sul quale si cimentano tutti i blogger (stavolta appunto il raviolo) entro un dato lasso di tempo trascorso il quale vengono votate le tre migliori ricette pubblicate. Queste ottengono una grande visibilità online e in più la vincente ottiene l’onore di decidere il tema del concorso successivo…
Era da un po’ che non mi mettevo a preparare la pasta fatta in casa e con questo ho trovato la scusa per rendere felice la mia dolce metà che invece me la richiede abbastanza spesso… E io mi sento pure in dovere di farla visto il Seitan così buono che prepara lei con le sue manine! Tra l’altro mi è avanzata un bel po’ di pasta quindi è probabile che a breve vi presenti un’altra ricettina del genere…
Le proporzioni sono per una dozzina di ravioli…
per la pasta:

  • 70% semola e 30% farina tipo 00 (120g per 12 ravioli)
  • 1 uovo ogni 100g di farine
  • acqua tiepida solo se serve
  • sale
  • prezzemolo in foglie

per il ripieno:

  • 2 o 3 grosse patate a pasta gialla
  • 80g di caciocavallo
  • sale
  • pepe
  • rosmarino
  • curcuma
  • pangrattato
  • 1 tuorlo

per la salsa:

  • 1 peperone rosso grande
  • sale
  • peperoncino
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro

Mescolate le farine in una ciotola capiente (se volete sistematele a fontana) e aggiungete un pizzico di sale, poi amalgamate le uova sbattute e impastate a lungo con le mani fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica (cioè se la allargate vedete che tende a restringersi un pochino da sé). Io di solito nell’impasto ci metto anche un pizzico di curcuma, tanto per dare un po’ di colore in più visto che quando si cuoce tende a sbiancare…
Avvolgetela nella pellicola e tenetela in frigo per 30 minuti. Nel frattempo sbucciate le patate e tagliatele a tocchetti che farete bollire in acqua salata per lo stesso tempo. Toglietele dal fuoco, passatele allo schiacciapatate raccogliendo la purea in un ciotola. Unite il tuorlo, il pepe, il caciocavallo sminuzzato e il rosmarino. Utilizzate il pangrattato, poco, solamente se vi sembra che l’impasto sia troppo molle.
Lasciate freddare il ripieno e preparate i ravioli. Tirate la pasta con l’apposita macchinetta (potete sempre farlo con il mattarello, ma volete mettere la comodità?) fino ad uno spessore medio. Distribuite sulla pasta le foglie di prezzemolo e ripiegate la pasta a metà. Passatela di nuovo nell’attrezzo e ripetete la stessa operazione altre due o tre volte fino a che non avrete un impasto “maculato” (da qui il titolo della ricetta). Potete anche fare l’operazione una volta sola: dovrete però essere bravi a tagliare precisi i ravioli se vorrete ottenere un disegno perfetto di una foglia su ogni singolo raviolo.
Adagiate l’impasto sul piano infarinato e distribuite il ripieno a intervalli regolari al centro della striscia di pasta. Ripiegatela su se stessa per il lungo ed eliminate le bolle d’aria aiutandovi con il dorso della mano. Con un tagliapasta, un bicchiere o un coltello, tagliate i ravioli nella forma desiderata e disponeteli in un vassoio infarinato mentre mettete a bollire l’acqua e preparate il sughino.
Qui sta al vostro gusto decidere se eliminare prima la buccia del peperone arrostendolo una decina di minuti oppure no. Personalmente tendo a non farlo perché entrambi in casa lo digeriamo molto bene, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Tagliate a julienne il peperone rosso e saltatelo in padella con poco olio e una manciata di sale (metterlo subito servirà a far fuoriuscire l’acqua dal peperone). Dopo una decina di minuti aggiungere il concentrato di pomodoro e il peperoncino macinato e lasciare sul fuoco basso per altri 5 minuti.
Cuocere i ravioli per 4-5 minuti e servire con la salsa al peperone e una gratattatina di parmigiano.

Et voilà! Mon Kiki est tout prêt! :)

———————————————–

aggiornamento:
Onore al vincitore!
Doriann e i suoi ravioli dolci con le mandorle e il cioccolato… Congratulazioni!

03
nov
06

Cozze tandoori

Cozze tandoori

E oggi coniughiamo le cozze con l’India! L’India non è tradizionalmente un paese di grandi consumatori di pesce ma c’è una zona in particolare della nazione, il Bengala, in cui pesce e riso costituiscono la dieta principale (e non la carne di tigre come potreste pensare…). In particolare, i crostacei e molluschi fanno bella mostra di sé in piatti profumatissimi e coloratissimi. Purtroppo però non sono stato in grado di replicare esattamente la ricetta originale del tandoori poiché questa prende il suo nome dal forno cilindrico di argilla dove si cuociono queste pietanze (il Tandoor per l’appunto) e io in casa non ce l’avevo proprio… In sostituzione mi è corso in aiuto il buon vecchio grill del forno (a una cozza non è piaciuto e mi è esplosa dentro al forno con una bella fiammata!). E ora diamo il via alla preparazione…

  • 250g di cozze sgusciate
  • 100g di burro (è inutile che vi dica che sarebbe opportuno usare il ghee)
  • 1 cucchiaino di zenzero
  • 1 cucchiaino di peperoncino
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di coriandolo
  • 1 cucchiaino di cumino
  • poche gocce di colorante alimentare rosso

Sbollentate 5 minuti le cozze poi scolatele. Fate sciogliere il burro in un tegamino quindi aggiungete lo zenzero, il peperoncino, il cumino, il sale e il coriandolo; poi poche gocce di colorante rosso. Mescolate bene per amalgamare il tutto e togliete dal fuoco. Spennellate le cozze con il composto di burro e spezie e grigliate nel forno già caldo le cozze per 10-12 minuti (giratele una volta sola a metà cottura). Servite con lattuga oppure rucola, peperoncini verdi tritati finemente e spicchi di limone… oppure con un bel curry di patate…




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