
Sì sì lo so, sono passati di nuovo un sacco di giorni. Ovviamente non è che nel frattempo io non stia preparando nulla, anche l’altro ieri ci siamo fatti un ottimo cous-cous per proteggerci da questa nuova ondata di freddo, è che non riesco proprio a trovare quelle due ore di tempo che mi servono per lavorare sugli scatti da pubblicare e scrivere poi i testi. E mi dispiace perché siete sempre di più ad accordarmi la vostra fiducia continuando a seguirmi anche su Facebook (altri 80 fan in un mese, grazie mille davvero) e su Twitter, facendomi anche scoprire realtà molto interessanti come Cuoco a Domicilio (hmmmm, potrebbe essere un’idea) e nuove ricette come il Pan Co’Santi senese… e alla fine io vi ripago con settimane di assenza.
Non ho neppure scritto un post sul mitico DeGustibooks, che comincia proprio oggi alla Fortezza Da Basso di Firenze (nell’ambito del Festival della Creatività) e che offre un programma davvero molto ricco, tra food-shows con cuochi famosi (oggi Velia De Angelis e a seguire Sergio Maria Teutonico, Arturo Dori, Filippo La Mantia e Italo Bassi), degustazioni, “duelli” culinari (i panini di Marco Stabile e Marco Bolasco) e dibattiti (Stefano Bonilli e Andrea Gori su tutti). Chissà se il Romanelli riuscirà a perdonarmi… Ah, a proposito: sempre nell’ambito di DeGustibooks, domenica alle 10:30 ci sarà il raduno dei food-blogger (io parteciperò senz’altro ma non so se interverrò visto che in quest’ultimo anno non sono stato poi così attivo in Rete) per cui se avete in mente di passare da Firenze venite a trovarci!
Bando alle ciance, veniamo alle due ricette (devo recuperare!) di oggi…
Il primo risotto “insolito” di oggi è aromatizzato con la birra scura (nel mio caso una birra artigianale prodotta qui vicino, a Vernio, con sentori di marroni e sottobosco):
- 4 pugni di riso (per due persone)
- 60cl di birra scura
- 1/3 di cipolla
- brodo vegetale
- olio extravergine di oliva
- burro
- zenzero fresco
- parmigiano grattugiato
- sale
Tritate finemente la cipolla e fatela appassire lentamente in un tegame con 2 cucchiai di olio d’oliva. Aggiungete il riso e fatelo brillare per un paio di minuti mescolando.
Versate la birra (e un pizzico di sale) e lasciatela sfumare a fuoco vivace, senza però farla evaporare proprio tutta. Continuate la cottura abbassando il fuoco ed aggiungendo poco alla volta il brodo vegetale, in modo da lasciare il riso sempre coperto dal liquido… i tempi qui variano molto quindi mi fido delle vostre capacità, diciamo che in circa un quarto d’ora dovrebbe essere pronto.
Spegnete la fiamma e mantecate con una noce di burro ed un po’ di parmigiano, quindi (se vi piace) grattugiate sul riso un po’ di zenzero fresco.
Il secondo risotto a mio avviso è ancora più “insolito” e va detto che la ricetta non è mia ma mi è stata suggerita dal buon Sabino, uno che la sa molto lunga in ambito food&wine. L’ingrediente principale? Il caffè.
- 4 pugni di riso (sempre le solite due persone)
- 2 tazzine di caffè (a vostra scelta)
- olio extravergine di oliva
- mezzo scalogno
- brodo vegetale
- 100gr di scamorza affumicata
- sale
La preparazione segue più o meno quanto detto per la ricetta precedente: tritate lo scalogno, fatelo appassire nell’olio, unite il riso e brillatelo. Unite il caffè e fatelo sfumare stando molto attenti a non bruciarlo (qualche secondo dovrebbe bastare), quindi andate avanti aggiungendo, al solito, il brodo vegetale poco per volta e regolando di sale se occorre.
Al termine della cottura, fate mantecare con la scamorza affumicata tagliata a cubetti e servite caldo.
Se non ricordo male, Sabino mi aveva detto di sfumare il riso anche in due dita di vino bianco ma mi pare che il risultato non abbia risentito della sua mancanza. Certo il sapore è particolare, ma spero vi sia venuta abbastanza curiosità da provarlo… potrebbe sorprendervi!