06
Lug
09

Gnudi

Gnudi

L’avevo preannunciato e alla fine mi ci sono cimentato sul serio! Dopo aver imparato come preparare in casa la ricotta (o quantomeno un latticino molto ma molto simile) non potevo proprio evitare di lanciarmi nella preparazione degli “gnudi” (conosciuti anche come strozzapreti). Si tratta di un piatto tipicamente toscano, nato in Casentino e molto diffuso nelle zone da Firenze in giù (verso Siena e Grosseto), che prende il nome dal fatto che si tratta sostanzialmente di ravioli a cui manca la pasta intorno e che quindi sono “nudi”. Splendida è la descrizione che ne ha fatto Leonardo Romanelli in un articolo: “si ha quasi paura a toccarli, al primo sguardo, da come appaiono fragili e indifesi, salvo poi mostrarsi sicuri e convincenti dopo il primo assaggio”.
In giro, anche nei ristoranti, è facile imbattersi in varianti più o meno efficaci dello “gnudo” tradizionale: con aggiunta di patate, sostituendo il cavolo nero agli spinaci, con sughi diversi dal classico burro e salvia, ecc. ma il vero “gnudo” fatto in casa è quello con i soli spinaci e ricotta, legati con l’uovo, insaporiti con il parmigiano e profumati con la noce moscata. E solo ingredienti freschissimi. Punto. Partendo da questa base poi uno può variare le proporzioni a seconda che li preferisca più verdi o più formaggiosi e io non pretendo certo di dirvi che i miei sono migliori di altri, ma vi posso dire con certezza che il loro primo contatto con il mio palato mi ha riportato subito alla mente i sapori della vecchia cucina della nonna (in pratica la scena è stata: ho socchiuso gli occhi, ho sorriso gongolante ed ho prodotto un sonoro ” hmmmmmmmm”) per cui per me sono perfetti così🙂

  • 220gr di ricotta fresca
  • 430gr di spinaci
  • 30gr di parmigiano grattugiato
  • 2 tuorli d’uovo
  • farina
  • noce moscata
  • sale

Per prima cosa lessate gli spinaci in poca acqua bollente salata. Appena pronti toglieteli dal fuoco, sgocciolateli e lasciateli raffreddare a temperatura ambiente. Strizzateli bene con le mani per eliminare il liquido rimasto e trasferiteli su un tagliere (eventualmente usate anche un po’ di carta da cucina per asciugarli ulteriormente) quindi tritateli con un coltello o con la mezzaluna.
Infarinate il piano di lavoro, appoggiatevi gli spinaci e cominciate ad incorporare gli altri ingredienti: per prima la ricotta, poi il parmigiano, la noce moscata ed infine i tuorli (uno per volta e mescolando bene ogni volta). Lavorate bene l’impasto con le mani e lasciatelo riposare un paio di minuti sul piano infarinato.
A questo punto mettete a bollire l’acqua per la cottura (con il sale, ovviamente) e iniziate a comporre gli “gnudi”: staccate un pezzetto di impasto con le dita e lavoratelo tra le mani e sul piano infarinato fino a dargli la forma di una pallina, delle dimensioni di una noce o anche un po’ più grossa, e appoggiatela su un vassoio anch’esso infarinato. Proseguite fino al termine dell’impasto (circa una quindicina di “gnudi” con le dosi indicate).
Tuffateli nell’acqua bollente e toglieteli dal fuoco uno per uno con la schiumarola non appena salgono a galla.
Il condimento classico, e secondo me il migliore per assaporarli al meglio, è quello a base di burro fuso con la salvia e abbondante parmigiano, ma potete senz’altro provare altri condimenti anche se il mio consiglio è di evitare sapori troppo forti che soffocherebbero la delicatezza degli “gnudi”.

Una piccola nota se vi capita di venire a mangiare dalle mie parti: potreste trovarli indicati come “gnocchi di magro”… il fatto è che tradizionalmente con il termine “di magro” non si intende, come si ritiene comunemente oggi, una preparazione a base di carne non grassa ma una preparazione che proprio la carne non la prevede.

Si ha quasi paura a toccarli, al primo sguardo, da come appaiono fragili e indifesi, salvo poi mostrarsi sicuri e convincenti dopo il primo assaggio

14 Responses to “Gnudi”


  1. 1 Mery
    06/07/2009 alle 11:54 am

    Complimenti davvero si vede ke hai 1 passione sfrenata per il cibo…e lo sai cucinare divinamente…complimenti di nuovo..continua cosi…

  2. 06/07/2009 alle 12:48 pm

    Ciao! Molto belli questi gnocchi!!Complimenti!Dalle mie parti li strozzapreti però sono un’altra cosa: ci chiamano la pasta fatta solo con farina ed acqua e quindi che strozza in preti per la sua consistenza più dura! :-D!

  3. 06/07/2009 alle 12:56 pm

    ma che meraviglia!!! li devo assolutamente provare🙂

  4. 06/07/2009 alle 2:47 pm

    ehi fabien, ma che belli! così perfettini non li avevo mai visti!

  5. 06/07/2009 alle 3:11 pm

    @Mery… Grazie mille. La passione c’è e parecchia.

    @Sofy… grazie per la precisazione.🙂

    @Erborina… provali provali, ovviamente con la tua ricottina😉

    @babs… è da quando li ho fatti che gongolo per come mi sono riusciti: effettivamente ho avuto parecchia fortuna ed ho azzeccato le dosi giuste per avere un impasto che si modellasse così e che resistesse ben compatto in cottura, hehe. A volte ci vuole pure la fortuna no?😀

  6. 6 bassottina
    06/07/2009 alle 4:59 pm

    come ti invidio sei sempre pronto a provare qualcosa di diverso…con questo caldo mi manca la voglia…mi piace la foto li hai fatti tutti perfettamente uguali…sei veramente unico è un piacere seguire il tuo blog…

  7. 06/07/2009 alle 5:22 pm

    @bassottina… non invidiarmi così tanto: ho più tempo per cucinare perché ho meno lavoro😦

  8. 06/07/2009 alle 10:13 pm

    adoro questi gnocchi! li ho sempre chiamati strozzapreti e la ricetta che seguo è molto simile alla tua!buonissimi!

  9. 07/07/2009 alle 9:08 am

    Perfetti e setosi (oltre che buonissimi)…non dico altro🙂 Buona giornata!

  10. 10 magda
    07/01/2010 alle 2:49 pm

    Fatti ieri sera: meravigliosi!!! Non erano belli come i tuoi, ma decisamente ottimi. La prossima volta però uso gli spinaci surgelati.

  11. 07/01/2010 alle 2:58 pm

    Bravissima Magda!
    L’importante è che ti ricordi sempre di asciugarli bene, poi anche surgelati vanno benissimo🙂


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