Posts Tagged ‘mandorla

04
Gen
10

Cake Marocain

Cake Marocain

Anno nuovo, vita nuova. Così si dice e visto l’anno appena trascorso direi che oggi per molti, me compreso, ‘sta cosa è diventata un vero e proprio augurio. E siccome siamo a tagliare i ponti con il passato, ecco che arrivo io con una ricetta nuova nuova di un tipo che da tantissimo tempo mancava nel blog: un dolce con l’arancia!
Vabbè, in realtà per me la novità c’è davvero perché un dolce a base di pangrattato non l’avevo mai né provato né assaggiato e infatti ne sono rimasto stupito perché anche la consistenza è qualcosa di molto particolare. La cottura è stata un po’ un calvario perché la superficie ha cominciato a sbruciacchiare molto presto e quindi ero corso a coprirla con un foglio di alluminio, solo che siccome era ancora morbida questo si è incollato e quindi un po’ di crosticina poi è venuta via quando ho sformato il dolce… Le fette di arancia infatti in questo caso non sono solo decorative ma mi sono servite anche a tappare il buco (ok, la voragine)! Però non potevo non dirvelo, per onestà mia (perché sono ben lungi dall’essere perfetto come gli altri blogger) ma anche come avvertimento nel caso vi venisse in mente di provare la ricetta.
Quello che vedete è risultato di una prova fatta con metà delle dosi che vi indico qui sotto, ideali per uno stampo da plum-cake standard:

  • 100gr di mandorle in polvere (tritate nel mixer)
  • 180gr di zucchero per il dolce + 50gr per lo sciroppo
  • 50gr di pangrattato
  • 4 uova
  • 20cl di olio di semi di girasole (per il sapore più neutro dell’olio d’oliva)
  • 1 limone (succo e scorza)
  • 1 arancia (succo e scorza)
  • un cucchiaino e mezzo di lievito per dolci in polvere
  • un pizzico di cannella

In una ciotola mescolate il pangrattato con 180gr di zucchero, il lievito, le mandorle in polvere, la cannella e le scorze degli agrumi. A parte sbattete le uova con l’olio ed incorporatele poco per volta agli altri ingredienti, mescolando bene il tutto.
Imburrate ed infarinate lo stampo da plum-cake, quindi versateci dentro l’impasto e infornate a 180°C per 40-45 minuti.
Mentre il dolce sta cuocendo nel forno, preparate lo sciroppo di agrumi versando il succo di limone e di arancia in un pentolino, aggiungendo 50gr di zucchero e portando il tutto ad ebollizione. Dal momento in cui il liquido inizia a bollire calcolate altri 3 minuti di cottura (in cui mescolerete quasi incessantemente con un mestolo di legno) e poi spegnete la fiamma.
Non appena la torta sarà pronta, toglietela dal forno e lasciatela raffreddare a temperatura ambiente. Una volta tiepida, sformatela e versateci sopra lo sciroppo di agrumi.
Da servire preferibilmente freddo.

Buon anno! 😉

09
Dic
09

Mousse di cachi e cioccolato bianco con amaretto

La ricetta di oggi è stata un po’ una sfida.
Ho assaggiato questo dolce durante una cena a cui ero stato invitato da Filippo, lo chef del ristorante Angels a Firenze (cena ottima, per le recensioni mia e di Nelli leggete qui e qui) e tra le tante cose che abbiamo mangiato questa è stata la portata che ha colpito un po’ tutti perché nessuno dei presenti pare fosse un grande amante dei cachi (o diosperi o pomi se la vogliamo dire alla fiorentina) e invece alla fine eravamo tutti quanti lì a leccarci i baffi! Insomma, era talmente buona che una volta a casa mi sono messo in testa che dovevo in tutti i modi provare a replicare la ricetta!
Sembra facile mettersi lì e rifare le ricette degli chef dopo che le hai mangiate, ma già per me era complicato fare una mousse di cachi (e io non volevo una mousse qualunque, volevo proprio quella lì) e in più le cose non sono poi realmente così facili: se uno è chef e io invece no un motivo ci sarà (vabbè oltre al fatto che io faccio un altro lavoro, hehe).
Un po’ ci ho pensato su, ho comprato gli ingredienti, ho cambiato idea almeno 3 o 4 volte sui passaggi da effettuare e alla fine ci ho provato. E ce l’ho fatta! È venuta fuori una mousse eccellente! Ci sono probabilmente un paio di differenze nella preparazione e soprattutto manca l’ingrediente segreto (così mi ha detto lo chef Filippo quando l’ho interpellato su Facebook per dirgli com’era andata) e ovviamente al ristorante era presentata in modo molto più accattivante (c’erano anche due foglioline di menta che io non avevo a disposizione), però per essere una ricetta quasi del tutto casuale sono proprio contento del risultato.
Questo è ciò che ho usato per 3 coppette come quella in foto:

  • 1 caco mela (è più compatto di quello normale)
  • 80ml di panna da montare
  • 50gr di cioccolato bianco
  • 1 albume
  • 2 gocce di limone
  • 15gr di zucchero a velo
  • 3 amaretti
  • 1 cucchiaio di liquore all’amaretto (+ 1 cucchiaio per bagnare i biscotti)
  • mandorle a scaglie

Dividete in piccoli pezzi il cioccolato bianco e fatelo fondere a bagnomaria. Nel frattempo pulite il frutto, sbucciatelo, frullatelo per qualche secondo e raccoglietelo in una ciotola.
Montate leggermente la panna. Montate anche l’albume (separatamente, non insieme alla panna) insieme a due gocce di limone e lo zucchero a velo. Bagnate leggermente gli amaretti nel liquore.
Nella ciotola dove avete messo il frutto aggiungete ora il cioccolato fuso e la panna montata, amalgamando bene il tutto. Incorporate il liquore all’amaretto (senza gli amaretti) e infine anche l’albume montato, mescolandolo delicatamente al resto dell’impasto fino ad ottere una crema liscia ed omogenea.
Mettete un amaretto in ogni coppetta, versateci sopra la mousse e riponete in frigorifero per 2 o 3 ore. Al momento di servire, spolverizzate con le mandorle a scaglie (e decorate con due foglie di menta, se le avete) e gustatevi questa bontà!

19
Ott
09

Pesto-post

Pesti

“5 minuti, solo 5 vedrai…”
Se ne parlava in questi giorni al DeGustibooks con alcuni amici… quante volte ancora oggi ci sentiamo dire “eh ma io non ho mai tempo per cucinare”, “sono sempre di corsa”, ecc. ecc. e poi magari con questa scusa vediamo le persone ricorrere alle buste di piatti pronti surgelati (qualcuno ha detto “kung-fungo”?), sughi in vasetto o altro. Alla luce dei fatti però, e so di cosa parlo visto che cucino ogni giorno, non solo andate ad intaccare pesantemente il portafogli con certe scelte, ma il risparmio in termini di tempo è infimo (se non addirittura inesistente).
Posso capire quelli che, dovendo magari fare una pausa pranzo veloce, ricorrono al panino… Peraltro esistono n esempi in Italia di panini fatti a regola d’arte, sani e gustosi ad un prezzo onesto, che possono essere anche un occasione per riscoprire i sapori della tradizione e del territorio (penso alle botteghe come ‘ino o ai lampredottari qui a Firenze). Ma il surgelato-style quello proprio mi rimane sullo stomaco ed ogni volta che pubblico una ricetta auspico che il mio blog possa far ricredere molte persone convertendole al piacere della cucina.
Un esempio pratico di quanto sia semplice e veloce creare un piatto bello e buono che soddisfi se stessi e gli amici che abbiamo invitato a cena, è la preparazione dei pesti (o pestati come dice qualcuno per differenziare la preparazione dal vero e proprio pesto alla genovese, che tra l’altro trovate anche su questo blog). Se ne possono creare infinite varianti con numerosi ingredienti… qualcuna, come il pesto di melanzane, richiede forse un po’ di più perché la verdura deve essere  cotta (niente di trascendentale: la chiudete nell’alluminio e la lasciate in forno 15 minuti, stop) ma se pensate che un sugo pronto richiede comunque che aspettiate il tempo che l’acqua della pasta raggiunga l’ebollizione e che la pasta stessa cuocia, capite bene quanto non vi sia alcun risparmio effettivo nell’affidarsi ai vasetti.
E se credete che questo tipo di preparazione sia troppo povero per stupire in cucina, sappiate che i pestati han fatto la fortuna di uno chef di alto livello come Filippo La Mantia (vabbè non solo questi ovviamente, Filippo ha moltissimi altri meriti). E per l’appunto La Mantia era ospite di DeGustibooks proprio ieri pomeriggio, quindi il post casca a fagiuolo… 🙂
La sola cosa di cui avete bisogno è un minipimer (un frullatore a immersione, un robot da cucina… insomma qualcosa che triti), poi prendete quello che avete in casa e via con i piatti!
Qui vi presento 4 possibilità, ma non c’è davvero limite alle varianti… le dosi indicate sono per due persone.

PESTO DI ZUCCHINI

  • 2 zucchini di media grandezza tagliati a tocchetti
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • qualche foglia di valeriana (direi 2 generose manciate)
  • 10-12 nocciole
  • 20gr di grana grattugiato
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di pepe bianco

Frullate tutto quanto a crudo e condite la pasta. Se qualcuno non amasse lo zucchino crudo (si può mangiare ve lo assicuro, l’ho usato anche per un’altra ricetta) lo si può sempre lessare prima e poi lasciarlo freddare, ma si perderebbe tempo e io qui sto presentando i pesti come ricette rapidissime.

PESTO ROSSO

  • 4 pomodorini di Pachino (o ciliegini)
  • 30g di pomodori secchi sott’olio
  • 20gr di pinoli
  • 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 30gr di grana grattugiato
  • sale e pepe

Sgocciolate i pomodori secchi, tagliate a metà i pomodorini di Pachino, versate tutti gli ingredienti nel mixer e frullate. A piacere si può aggiungere anche uno spicchio d’aglio (io personalmente non lo uso).

PESTO DI AGRUMI (per 4 persone)

  • 1 arancia
  • 1 limone
  • un mazzetto di basilico
  • 50gr di capperi (di Pantelleria)
  • 80gr di mandorle pelate
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

E qui entra in gioco il già citato Filippo La Mantia visto che il pesto di agrumi è una sua personale ricetta utilizzabile sia per la pasta che per il cous-cous e anche per il pesce! Nella ricetta completa presentata da Filippo nel suo ristorante il pesto di agrumi serve soprattutto come base per condimenti più ricchi (per esempio aggiungendo tonno fresco, pomodoro di Pachino e melanzana fritta) ma si presta benissimo ad essere consumato anche così.
Tagliate gli agrumi eliminando la buccia e metteteli nel mixer con gli altri ingredienti. Frullate e condite la pasta.

PESTO DI MELANZANE

  • 1 melanzana globosa di media grandezza
  • un mazzetto di basilico
  • 40gr di grana grattugiato
  • 20gr di pinoli
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Questo è il pesto un po’ più elaborato tra quelli presentati ma è talmente buono che non potevo non includerlo nel post.
La prima operazione da fare sarebbe incidere la melanzana per lungo in 4-5 punti e inserire nelle incisioni un po’ di sale grosso, quindi lasciar sgrondare l’acqua per 10-15 minuti e poi sciacquarle… È un’operazione che però io salto sempre perché l’amaro delle melanzane non mi da affatto fastidio e anche perché le melanzane di oggi contengono molta meno acqua che nel passato.
Avvolgete la melanzana in un cartoccio di alluminio con un cucchiaio d’olio e mettetela in forno a 200°C per 15 minuti. Toglietela dal forno ed eliminate la parte esterna, quindi mettete la polpa nel mixer con gli altri ingredienti e frullate.
Nella versione più lenta e scenografica che ogni tanto mi capita di preparare, divido la melanzana in due metà per il lungo e scavo la polpa che poi metto nel cartoccio e quindi nel mixer. Le due metà scavate rimaste le ungo con un po’ d’olio e le cospargo di pangrattato, poi le passo al grill del forno e le metto nel piatto. Al momento di servire a tavola, metto la pasta dentro la mezza melanzana e presento il piatto in questo modo.

E questo è quanto.
Mi auguro di avervi dato il giusto spunto per abbandonare definitivamente le bustone surgelate. Anche stasera, quando rientrate troppo stanchi dal lavoro: una frullata e via!

17
Giu
09

Macarons cappuccino

Macarons cappuccino

E finalmente ho fatto di nuovo i macarons! È passato più di un anno da quando avevo proposto i classici macarons al cioccolato su questo blog (tra l’altro ho scoperto tramite Google che quella ricetta è citata spesso in altri siti) e da allora non mi ero più cimentato nella loro preparazione. Qualche giorno fa però ho fatto un po’ di shopping online e ho comprato anche il libro di Mercotte (con le splendide foto di Sigrid): non potevo proprio farne a meno vista la mia passione per i macarons e considerando che non avevo ancora nemmeno un libro sul tema. Tra l’altro la prima volta non avevo granché idea di cosa sarebbe venuto fuori e ho tirato fuori dei macarons “oversized” mentre stavolta volevo proprio vedere se mi riusciva realizzare quel bel bocconcino che sono solito mangiare a Parigi… hmmmmm… buonoooooooo!
E insomma, mi sono messo “di buzzo bono” a lavorare: mi sono studiato il libro, ho guardato qualche video su YouTube, ho preparato tutto l’occorrente e via verso i macarons!
Nel libro vengono indicate due preparazioni di base: quella superlativa che utilizza la cosiddetta meringa italiana e quella “soltanto” buonissima che è un po’ più semplice ma efficace. E ovviamente quale avrò scelto io? Quella più diff… no, col cavolo: ho scelto quella facile, hehe!
Due sono le cose fondamentali nella preparazione dei macarons. Per prima cosa, gli albumi devono essere a temperatura ambiente e NON devono essere freschi (preparateli 3 giorni prima e teneteli in frigo, anche in un bicchiere chiuso con la pellicola, poi toglieteli da lì parecchie ore prima di iniziare). È evidente che quando si preparano ricette in cui l’albume deve essere utilizzato crudo questo debba essere freschissimo, ma per la cottura in forno pare (e lo dice Pierre Hermé prima ancora di Mercotte) che siano meglio un po’ invecchiati e conservati al freddo… La seconda cosa riguarda la fase in cui si mescolano gli albumi montati a neve e gli altri ingredienti: dei vari passaggi scriverò tra poco, ma è importantissimo mescolare gli ingredienti con delicatezza e fare moltissima attenzione a non smontare gli albumi perché alla fine l’impasto dovrà fare il cosiddetto “nastro” (che si ha quando il composto cade appunto a nastro piatto dal mestolo). Personalmente mi sono trovato benissimo in questa operazione con una spatola per dolci (quella che i francesi chiamano maryse) piuttosto che con il solito mestolo di legno o altro; l’importante è essere delicati.
Ma vediamo finalmente come si preparano… Ho fatto qualche modifica rispetto alla ricetta con il cioccolato quindi riporto di nuovo tutta la procedura. Le dosi sono le stesse indicate da Cavoletto, del resto lei riesce sempre a trovare la quadratura del cerchio in ogni piatto (anche se poi qualcosina ho cambiato lo stesso)… 🙂

  • 220gr di zucchero a velo
  • 120gr di farina di mandorle
  • 90gr di albumi (circa 3 uova)
  • 30g di zucchero semolato
  • sale, succo di limone
  • aroma di vaniglia

Mescolate bene lo zucchero a velo con la farina di mandorle, magari passandoli insieme nel mixer per qualche secondo, quindi setacciateli.
A parte montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale e un paio di gocce di succo di limone. Abbassate la velocità delle fruste al minimo e aggiungete agli albumi lo zucchero semolato e l’aroma di vaniglia (ed il colorante alimentare in polvere, se li volete colorare).
Incorporate il composto di zucchero e mandorle agli albumi montati in 3 volte, avendo cura di amalgamare bene ogni volta e ricordandovi di mescolare il tutto con estrema delicatezza con l’ausilio di una spatola. Come detto, se l’operazione è andata a buon fine l’impasto dovrebbe adesso fare il nastro. Versate quindi il tutto in un sac à poche e formare dei piccoli dischi su una teglia rivestita di carta da forno, a 3 cm di distanza l’uno dall’altro, e lasciateli riposare un’oretta a temperatura ambiente per far indurire la parte esterna (in realtà se l’impasto è ben riuscito non è necessario, ma io l’ho fatto lo stesso tanto per star tranquillo).
Infornate poi nel forno già caldo a 150°C per 13-14 minuti… anche se qui il forno può fare veramente una grande differenza quindi rimanete in zona a controllare 😉
Togliete la teglia dal forno e spostate subito i macarons, ancora attaccati alla loro carta forno, su una superficie fredda in modo da creare lo choc termico che vi aiuterà a staccarli con più facilità. Lasciateli riposare il tempo necessario (anche un’ora) e poi staccateli con delicatezza dopodiché esercitate con il pollice una leggera pressione sulla parte inferiore di ognuno.
E ora vediamo come farcirli…

  • 350ml latte
  • 150gr burro
  • 75gr di zucchero semolato
  • 30gr di farina setacciata
  • 1 uovo
  • 4 cucchiaini di caffè solubile
  • 1 pizzico di sale

Fate scaldare leggermente il latte in un pentolino, quindi unite la farina setacciata, lo zucchero e un pizzico di sale ed eliminate eventuali grumi. Sempre mescolando sulla fiamma, aggiungete l’uovo e fate addensare la crema. Incorporate metà burro, togliete dal fuoco e lasciate raffreddare completamente.
Unite il restante burro ammorbidito e montate leggermente il composto con la frusta elettrica.
Sciogliete il caffè solubile in 6 cucchiaini di acqua bollente ed incorporate anche questo alla crema. Conservate in frigorifero un’oretta prima di farcire i macarons.

E adesso il tocco finale: prendete un dischetto di macarons appena preparato e farcitelo con la crema, quindi chiudete con un altro dischetto. Ed è pronto!
Se riuscite a resistere, teneteli una notte in fresco prima di mangiarli… io non ci sono riuscito! 🙂

09
Nov
08

Pesto La Mantia (con Garofalo DOC)

Pesto La Mantia

Come alcuni di voi già sanno, qualche tempo fa sono stato contattato, insieme ad altri, da Pasta Garofalo per dare un mio contributo ed un’opinione sul nuovo prodotto Garofalo DOC (l’acronimo in questo caso sta per “Delizie di Onesta Cucina”). Non voglio ora che si pensi che ne parlo per una qualche convenienza perché da parte dell’azienda non mi è stato mai richiesto un feedback pubblico né mi è arrivato alcun tipo di pressione… Ne parlo perché ci ho tirato fuori una gran ricetta e perché a me il prodotto ha convinto moltissimo. La confezione è un insieme di delizie tipiche della zona di Gragnano dove la Garofalo produce la propria pasta e comprende, oltre a ben 7 pacchi di pasta in diversi formati, 3 bottiglie d’olio di diverse intensità, una bottiglietta di colatura di alici (da usare al posto del sale), un vasetto di pomodorini gialli, uno di Torzella riccia e uno di fagioli a formella. Nella confezione è presente anche un bellissimo giacchetto da chef nero, tanto per enfatizzare il proprio ego culinario…
Ci sarebbe da scrivere molto su ogni singolo prodotto, dalla torzella (di aspetto simile alle rape ma in realtà è un tipo di broccolo) al pomodorino giallo vesuviano, ai fagioli che si esaltano su una bruschetta calda all’olio, ecc. ma credo di poter dare il mio contributo migliore con una ricetta che utilizzi buona parte dei prodotti e che cerchi di esaltarne i sapori.
Il caso ha voluto che proprio il pesto a freddo di Filippo La Mantia di cui avevo già parlato dopo il DeGustibooks si prestasse benissimo, con alcune piccole modifiche, e quindi ecco a voi la ricetta che tanto mi aveva esaltato dopo aver seguito la sua lezione di cucina. Le proporzioni dei singoli ingredienti possono variare in base al vostro gusto personale quindi vi lascio solo le indicazioni senza specificare il peso…

  • Fettucce di Pasta Garofalo
  • Pomodori gialli del Piennolo (Garofalo DOC)
  • capperi di Pantelleria
  • mandorle di Avola
  • basilico fresco
  • olio monocoltura Ortice (delicato, Garofalo DOC)
  • una melanzana
  • formaggio di grotta stagionato

La prima cosa da fare è affettare sottilmente le melanzane, friggerle in olio bollente e quindi farle asciugare bene per eliminare l’olio in eccesso. Contemporaneamente mettete a bollire l’acqua per la pasta…
Il resto della preparazione avviene interamente a freddo e con l’ausilio del mixer, ed è la cosa che tanto mi ha esaltato: nel recipiente del mixer mettete i pomodori, i capperi, le mandorle, il basilico e l’olio (poco sale e solo se non usate capperi sotto sale, anche se risciacquati) e accendete le lame del robot per un minutino. Versate il pesto in una ciotola e aggiungete la melanzana.
Appena la pasta è pronta servitela con il pesto e spolverizzate con scaglie di formaggio stagionato.

La ricetta originale prevedeva il pomodorino Piccadilly, che comunque è un vesuviano come quello giallo del Piennolo quindi siamo rimasti nello stesso territorio, e la ricotta salata al posto del formaggio di grotta, ma incredibilmente quando sono andato a comprarla non c’era e ho ripiegato su un altro dal sapore deciso (alla faccia del ripiego: è buonissimo!).
Mi dispiace non aver fatto in tempo a partecipare alla gara di pesti di Fior di Sale, ma alla fine non è che sia una mia ricetta 100% originale e quindi avrei un po’ barato…

Grazie quindi a Pasta Garofalo per la grande opportunità che mi ha dato con il suo eccellente prodotto e a Filippo La Mantia per avermi così illuminato… 🙂

11
Giu
07

…e 100! L’Opéra, o quasi.

Opera

L’avevo promessa per la settimana scorsa, poi mi sono sciaguratamente dimenticato che il 2 giugno chiudevano anche i supermercati e non ho potuto fare la spesa… Bravo, eh? Alla fine il tempo per preparare la ricetta n.100 l’ho trovato solo ieri!
Mi sono voluto cimentare in uno dei capolavori della pasticceria francese, l’Opéra, che è un dolce importante e assai difficile da realizzare. Quello qui presente è una versione semplificata (?!) adatto per fare una gran bella figura al termine di una cena ma un po’ distante dalla versione originale che si prepara così o così (entrambe le ricette sono ovviamente in francese) e che non dovrebbe superare i 3-4 cm di spessore. Insieme ai Macarons, è una delle cose che non mi faccio mai mancare appena ho l’occasione di tornare a Parigi…
Non mi dilungherò oltre perché la ricetta è assai lunga e complessa quindi partiamo con gli ingredienti:

Pan di Spagna alle mandorle

  • 75gr di zucchero a velo
  • 2 1/2 cucchiai di farina
  • 75gr di mandorle tritate
  • 3 uova intere
  • 3 chiare d’uovo
  • 15gr di burro fuso a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaio di zucchero

Copertura al cioccolato

  • 200gr di cioccolato fondente di ottima qualità spezzettato
  • 120ml di latte
  • 110ml di panna
  • 50gr di burro ammorbidito

Sciroppo al caffé

  • 1 1/2 cucchiaio di zucchero
  • 1 1/2 cucchiaio di caffé istantaneo

Crema di burro

  • 70gr di zucchero
  • 1 chiara d’uovo
  • 1 cucchiaio di caffé istantaneo
  • 100gr di burro ammorbidito

Iniziamo con il Pan di Spagna. In una ciotola unite la farina e lo zucchero a velo setacciati con le mandorle e le uova lavorando bene il composto finché assumerà un colore chiaro quindi incorporate il burro. Montate le chiare, aggiungete lo zucchero e quindi montatele a neve. Unite le chiare montate (un terzo per volta) al composto alle mandorle e amalgamate delicatamente dal basso verso l’alto con una spatola di legno. Ricoprite una teglia 30×20 con carta da forno e versatevi l’impasto, infornate una decina di minuti a 220°C finché risulterà soffice e dorato.
Per la copertura, mettete il cioccolato in una ciotola. Fate bollire il latte con 30ml di panna, quindi versateli sul cioccolato e aggiungete il burro mescolando fino a ottenere un composto liscio che lascerete riposare fino alla consistenza giusta perché possa essere spalmato.
Per lo sciroppo al caffé, fate sciogliere lo zucchero in 90ml di acqua mescolando continuamente. Portate a ebollizione e aggiungete il caffé istantaneo.
Per la crema di burro, fate sciogliere lo zucchero in 3 cucchiai di acqua. Montate la chiara fino a ottenere una crema compatta e, continuando a sbattere, incorporate lo sciroppo appena ottenuto versandolo lentamente tra la frusta e il bordo della ciotola lavorando fino a che la crema risulterà fredda. Sciogliete il caffé in 1 cucchiaino di acqua bollente, lasciatelo raffreddare a temperatura ambiente e unitelo al burro. Aiutandovi con la frusta incorporate il burro al caffé alla glassa appena ottenuta e amalgamate bene.

E siamo alla composizione… Stanchi? Dai che siamo alla fine!
Tagliate il pan di Spagna in 3 fette da 10×20 cm e imbevete ogni fetta nello sciroppo al caffé. Posate la prima nel vassoio e spalmatela con metà della crema di burro. Coprite con un’altra fetta cosparsa con metà della copertura al cioccolato e quindi posate sopra anche la terza fetta coprendola con l’altra metà di crema di burro. Livellate la superficie e ponete il dolce in frigo fino a che sarà ben compatto.
Fate sciogliere la rimanente crema di cioccolato sopra a una pentola d’acqua bollente. Fate bollire la panna che vi è rimasta e incorporatela al cioccolato, quindi fate raffreddare fino a che sarà possibile spalmare il composto sulla superficie del dolce compattato in frigo. Livellatelo con una spatola e ponete di nuovo in frigo per un’ora.

È tutto! Si fa per dire. Ora poi arriva la parte migliore: la degustazione! 🙂

Vi svelo anche un piccolo segreto della mia realizzazione: siccome avevo paura che mi si sarebbe afflosciato il dolce durante la composizione, con la crema che rischiava di fuoriuscire da ogni lato, mi sono preparato una piccola “gabbia” rettangolare con del semplice cartone rigido foderato di carta stagnola. Al termine della preparazione ho tolto la gabbia e il dolce era perfettamente regolare con tutte le creme al suo posto! :))

Gnam!

09
Mag
07

Cookies alla mandorla con gocce di cioccolato

Cookies alla mandorla

Pochissime volte mi sono cimentato nella preparazione dei biscotti: solo rare volte ho preparato delle semplici lingue di gatto, magari per accompagnare una mousse, e poi nient’altro. Avendo a disposizione gli ingredienti per rifare i macarons ma mancandomi poi la voglia di star lì ad aspettare quelle 4-5 ore che si formi la crosticina prima di infornarli (andate pure a rivedervi la ricetta di qualche tempo fa) mi sono messo a preparare qualcosa per la colazione, pasto che di solito salto a piè pari fino al caffé delle 10:00 ma che invece andrebbe tenuto in maggior considerazione. Certo, ora che ho preparato questi deliziosi biscottini credo proprio che mi prenderò quei 5 minuti in più la mattina per mettermi a tavola…

  • 250gr di farina 00
  • 100gr di mandorle tritate
  • 90gr di gocce di cioccolato fondente
  • 125gr di zucchero a velo
  • 250gr di burro
  • 1 tuorlo
  • 1 cucchiaino di essenza di mandorla

Con queste dosi dovreste ottenere una trentina di biscotti e anche qualcuno in più… circa una settimana di buone e sane colazioni!
Setacciate farina e zucchero a velo in una capiente terrina. Mettete il tutto nel robot elettrico e con l’aiuto della lama, ad alta velocità, incorporate poi il burro ammorbidito a temperatura ambiente e il tuorlo leggermente sbattuto. Lasciando ancora azionato il robot, unite quindi l’essenza di mandorla, le mandorle tritate ed infine le gocce di cioccolato. Dovreste aver così ottenuto un impasto abbastanza compatto dal quale potrete poi ricavare i biscotti.
Con le mani o con l’aiuto di due cucchiai, ricavate dall’impasto delle palline grandi come una noce e distribuitele sulle piastre da forno (imburrate o coperte con la carta da forno… vi consiglio la seconda perché comunque i biscotti sono già pieni di burro) mantenendo 2-3 centimetri di distanza tra di loro. Infornate i biscotti a 170°C per 20-25 minuti o comunque finché saranno leggermente dorati (controllate spesso perché basta un attimo per bruciare tutto!).
Lasciateli poi intiepidire sulla piastra finché saranno induriti e lasciateli raffreddare del tutto prima di riporli nella dispensa.




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