Posts Tagged ‘nocciola

06
Set
10

Pasta da leccare

Caramelle di pasta al farro

Come promesso, nonostante lo stop sono ancora qui a mantenere l’impegno preso con il gruppo di studio per la pasta Monograno Felicetti… tra l’altro ci siamo incontrati tutti quanti proprio venerdì scorso (alla cucina del mio amico Marco Stabile) per fare quattro chiacchiere sul progetto e per farci illustrare dalla viva voce di Riccardo Felicetti le attività del pastificio. Un incontro davvero molto piacevole che spero si possa ripetere a breve, magari proprio nella sede del pastificio. Ovviamente ognuno di noi continua ad avere le proprie preferenze sulla pasta, e non le abbiamo nascoste neppure a Felicetti (a dimostrazione, ancora una volta, che proprio non siamo i soliti blogger “marchettari”), per cui c’è chi preferisce gli spaghetti di Tizio o le penne di Caio… ma ciò che tutti abbiamo molto gradito, è fuor di dubbio, è che dalle parole di Riccardo si palesasse quell’emozione e quel fervore che solo il vero artigiano riesce a mostrare quando descrive il modo in cui porta avanti il proprio lavoro con inesauribile passione. A me basta anche solo questo per apprezzare tantissimo questo prodotto… e poi per fortuna c’è anche l’ottima qualità, hehe.

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15
Lug
10

Streusel

Streusel

Più correttamente, il nome dovrebbe essere Pflaumen-Streuselkuchen visto che si tratta di una versione con le susine… La Streuselkuchen è una classica torta tedesca, Sassone per la precisione, a base di frutta di stagione e di uno strato di “streusel” (letteralmente, “spolverizzare”), ovvero di un composto di briciole in tutto e per tutto simile a quello dei crumble che tanto vanno di moda in questo periodo su riviste e blog. In pratica un crumble-cake!
Il fatto è che dall’ultima spesa al GAS mi sono ritrovato in casa una quantità enorme di susine e siccome qualcuna era già piuttosto matura ho cercato un modo per utilizzarne un bel po’ in un dolce. E che dolce!

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07
Giu
10

Muffins di carote con crema al mascarpone

Muffins di carote con crema al mascarpone

Il carrot-cake è uno dei dolci classici della cucina britannica. La sua origine sarebbe risalente addirittura all’età medievale quando, avendo gli altri prodotti dolcificanti dei costi molto alti, si scoprì che si poteva sfruttare l’alta percentuale di zucchero contenuta nella carota per ottenere prodotti dolci di pregevole fattura. La sua popolarità crebbe tantissimo in tempi recenti, in seguito alla Seconda Guerra Mondiale, quando nel Regno Unito fu deciso il razionamento del cibo a seguito dei gravi danni che la guerra, i sottomarini tedeschi in particolare, aveva causato alle importazioni (che avevano raggiunto anche il 90% nel caso dei cereali). Una volta ristabilite le rotte commerciali, il carrot-cake arrivò anche negli USA e fu proprio lì, nei primi anni ’60, che conobbe la sua definitiva consacrazione diventando il popolare dolce che conosciamo oggi.

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19
Ott
09

Pesto-post

Pesti

“5 minuti, solo 5 vedrai…”
Se ne parlava in questi giorni al DeGustibooks con alcuni amici… quante volte ancora oggi ci sentiamo dire “eh ma io non ho mai tempo per cucinare”, “sono sempre di corsa”, ecc. ecc. e poi magari con questa scusa vediamo le persone ricorrere alle buste di piatti pronti surgelati (qualcuno ha detto “kung-fungo”?), sughi in vasetto o altro. Alla luce dei fatti però, e so di cosa parlo visto che cucino ogni giorno, non solo andate ad intaccare pesantemente il portafogli con certe scelte, ma il risparmio in termini di tempo è infimo (se non addirittura inesistente).
Posso capire quelli che, dovendo magari fare una pausa pranzo veloce, ricorrono al panino… Peraltro esistono n esempi in Italia di panini fatti a regola d’arte, sani e gustosi ad un prezzo onesto, che possono essere anche un occasione per riscoprire i sapori della tradizione e del territorio (penso alle botteghe come ‘ino o ai lampredottari qui a Firenze). Ma il surgelato-style quello proprio mi rimane sullo stomaco ed ogni volta che pubblico una ricetta auspico che il mio blog possa far ricredere molte persone convertendole al piacere della cucina.
Un esempio pratico di quanto sia semplice e veloce creare un piatto bello e buono che soddisfi se stessi e gli amici che abbiamo invitato a cena, è la preparazione dei pesti (o pestati come dice qualcuno per differenziare la preparazione dal vero e proprio pesto alla genovese, che tra l’altro trovate anche su questo blog). Se ne possono creare infinite varianti con numerosi ingredienti… qualcuna, come il pesto di melanzane, richiede forse un po’ di più perché la verdura deve essere  cotta (niente di trascendentale: la chiudete nell’alluminio e la lasciate in forno 15 minuti, stop) ma se pensate che un sugo pronto richiede comunque che aspettiate il tempo che l’acqua della pasta raggiunga l’ebollizione e che la pasta stessa cuocia, capite bene quanto non vi sia alcun risparmio effettivo nell’affidarsi ai vasetti.
E se credete che questo tipo di preparazione sia troppo povero per stupire in cucina, sappiate che i pestati han fatto la fortuna di uno chef di alto livello come Filippo La Mantia (vabbè non solo questi ovviamente, Filippo ha moltissimi altri meriti). E per l’appunto La Mantia era ospite di DeGustibooks proprio ieri pomeriggio, quindi il post casca a fagiuolo… 🙂
La sola cosa di cui avete bisogno è un minipimer (un frullatore a immersione, un robot da cucina… insomma qualcosa che triti), poi prendete quello che avete in casa e via con i piatti!
Qui vi presento 4 possibilità, ma non c’è davvero limite alle varianti… le dosi indicate sono per due persone.

PESTO DI ZUCCHINI

  • 2 zucchini di media grandezza tagliati a tocchetti
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • qualche foglia di valeriana (direi 2 generose manciate)
  • 10-12 nocciole
  • 20gr di grana grattugiato
  • un pizzico di sale
  • un pizzico di pepe bianco

Frullate tutto quanto a crudo e condite la pasta. Se qualcuno non amasse lo zucchino crudo (si può mangiare ve lo assicuro, l’ho usato anche per un’altra ricetta) lo si può sempre lessare prima e poi lasciarlo freddare, ma si perderebbe tempo e io qui sto presentando i pesti come ricette rapidissime.

PESTO ROSSO

  • 4 pomodorini di Pachino (o ciliegini)
  • 30g di pomodori secchi sott’olio
  • 20gr di pinoli
  • 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 30gr di grana grattugiato
  • sale e pepe

Sgocciolate i pomodori secchi, tagliate a metà i pomodorini di Pachino, versate tutti gli ingredienti nel mixer e frullate. A piacere si può aggiungere anche uno spicchio d’aglio (io personalmente non lo uso).

PESTO DI AGRUMI (per 4 persone)

  • 1 arancia
  • 1 limone
  • un mazzetto di basilico
  • 50gr di capperi (di Pantelleria)
  • 80gr di mandorle pelate
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva

E qui entra in gioco il già citato Filippo La Mantia visto che il pesto di agrumi è una sua personale ricetta utilizzabile sia per la pasta che per il cous-cous e anche per il pesce! Nella ricetta completa presentata da Filippo nel suo ristorante il pesto di agrumi serve soprattutto come base per condimenti più ricchi (per esempio aggiungendo tonno fresco, pomodoro di Pachino e melanzana fritta) ma si presta benissimo ad essere consumato anche così.
Tagliate gli agrumi eliminando la buccia e metteteli nel mixer con gli altri ingredienti. Frullate e condite la pasta.

PESTO DI MELANZANE

  • 1 melanzana globosa di media grandezza
  • un mazzetto di basilico
  • 40gr di grana grattugiato
  • 20gr di pinoli
  • 5 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Questo è il pesto un po’ più elaborato tra quelli presentati ma è talmente buono che non potevo non includerlo nel post.
La prima operazione da fare sarebbe incidere la melanzana per lungo in 4-5 punti e inserire nelle incisioni un po’ di sale grosso, quindi lasciar sgrondare l’acqua per 10-15 minuti e poi sciacquarle… È un’operazione che però io salto sempre perché l’amaro delle melanzane non mi da affatto fastidio e anche perché le melanzane di oggi contengono molta meno acqua che nel passato.
Avvolgete la melanzana in un cartoccio di alluminio con un cucchiaio d’olio e mettetela in forno a 200°C per 15 minuti. Toglietela dal forno ed eliminate la parte esterna, quindi mettete la polpa nel mixer con gli altri ingredienti e frullate.
Nella versione più lenta e scenografica che ogni tanto mi capita di preparare, divido la melanzana in due metà per il lungo e scavo la polpa che poi metto nel cartoccio e quindi nel mixer. Le due metà scavate rimaste le ungo con un po’ d’olio e le cospargo di pangrattato, poi le passo al grill del forno e le metto nel piatto. Al momento di servire a tavola, metto la pasta dentro la mezza melanzana e presento il piatto in questo modo.

E questo è quanto.
Mi auguro di avervi dato il giusto spunto per abbandonare definitivamente le bustone surgelate. Anche stasera, quando rientrate troppo stanchi dal lavoro: una frullata e via!

25
Mag
09

Crottini

Crottini

“Crottino” mi pareva proprio il nome simpaticamente più adatto per una pallina marroncina (chi conosce il francese può ben capire il perché). In realtà i “crottin de Chavignol” sono dei piccoli formaggi, buonissimi (e ve lo può testimoniare anche Sigrid), provenienti dalla valle della Loira e si definiscono “crottin” anche altri formaggi caprini che hanno molta somiglianza con l’originale di Chavignol (se cercate bene qualcuno si trova anche in Italia).
In realtà la mia ricetta non ha nulla a che vedere con il formaggio, e men che meno con la cosa a cui ho pensato quando gli ho dato il nome, ma è più un classico salame di cioccolato ridotto ai minimi termini per essere usato come finger food goloso. E goloso lo è davvero molto!
Inoltre, con qualche piccolo accorgimento (panna di soia anziché di latte vaccino, cioccolato e biscotti vegan), potrete deliziare anche i palati dei vostri amici vegani che sono sempre i più difficili da soddisfare per chi non è avvezzo a quel tipo di autoregolamentazione etica ed alimentare. Quindi un dolcetto semplice, goloso e “politically correct”… che vogliamo di più?
Con le dosi che vi indico si possono preparare circa 8-10 “crottini”…

  • 300ml di panna da montare
  • 400gr di biscotti secchi (io ho usato dei biscotti alle fave di cacao, tanto per essere proprio golosissimi)
  • 200gr di cioccolato fondente
  • 50gr di nocciole tritate
  • 3 cucchiai di zucchero di canna

Tritate i biscotti fino ad ottenere una specie di farina, poi incorporatela alle nocciole tritate, allo zucchero di canna e quindi alla panna che avrete montato a parte. Mettete il composto a riposare in frigo per almeno un’ora.
Poco prima di togliere il composto dal frigorifero, spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria con uno o due cucchiai di acqua. Prelevate 4 cucchiai di cioccolato fuso ed amalgamateli al composto tolto dal frigo.
Formate 8-10 palline (sì sì: potete leccarvi le mani alla fine del lavoro!) e adagiatele su un vassoio ricoperto di carta da forno. Utilizzate il cioccolato fuso rimasto per ricoprire le palline. Personalmente non le ho coperte per intero ma ho lasciato che formassero una specie di “cappello dei puffi”, ma nulla vieta che si possano fare delle palline interamente ricoperte.
Lasciate riposare i crottini in frigorifero per altre due ore prima di servirli… vabbè, se volete potete anche assaggiarne uno subito appena pronto: sono irresistibili!!!




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  • Circa 4 anni senza pubblicare alcuna ricetta, eppure ancora oggi 120 persone sono venute a visitare il blog...... fb.me/3T3TJPa6i 1 year ago
  • OK, sono stato definitivamente assimilato: dolce inglese per Capodanno! Baileys Trifle. Potrei pure farci un post... ;) 2 years ago
  • Can you eat amazing food in Belfast? Yes, you can! 3 places out... (White Chocolate And Honeyco... @ Made In Belfast) foodspotting.com/reviews/5107079 2 years ago

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