Posts Tagged ‘pomodoro

27
Apr
10

Parmigiana di carciofi

Parmigiana di Carciofi

Oggi pubblico la stessa ricetta qui e su Spigoloso per celebrare il primo mese di collaborazione tra il mio blog e una delle testate del network Dissapore (e in fondo vi pubblico la lista delle ricette già inserite sul loro blog). Probabilmente più avanti la cosa si ripeterà, anche perché non è detto che tutti seguano entrambi i blog, ma per adesso ho cercato di darvi proposte differenziate sui due spazi online, magari collegandoli come nel caso del lemon curd. Che poi non è che questo sia il mio lavoro (non ancora almeno) per cui non è verosimile che io riesca davvero a produrre così tanti contenuti originali e di qualità (spero) nell’arco dei mesi, quindi talvolta recupererò vecchie ricette del blog da inserire su Spigoloso e talvolta pubblicherò anche qui ricette pensate per i lettori di là.
Compatibilmente con il fuso orario dello Spigo-server (scherzo: in realtà tocca che Max dia prima una ritoccatina ai miei testi, solitamente troppo informali per il loro target) la ricetta di oggi dovrebbe apparire più o meno simultaneamente su entrambi i blog…

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01
Feb
10

Boeuf Bourguignon (in forno)

Che non vi venga in mente di credere che io pubblichi questa ricetta sulla scia del successo del film Julie&Julia (anzi, non è un caso se arriva dopo diversi mesi)! Credo di essere l’unico food-blogger (almeno tra quelli che leggo) a ritenere la storia assolutamente pessima (e purtroppo anche l’ennesima figuraccia dei doppiatori italiani) e a dare pienamente ragione alla Child (lei sì grandiosa) quando, indignata, ha fatto sapere alla Powell di non apprezzare per niente ciò che aveva fatto. La Powell ha cavalcato l’onda di un successo altrui né più né meno di quanto fatto nella musica da tristissime cover band mentre il film ha approfittato dell’onda modaiola del blogging per tirare su qualche dollaro, ed entrambi con una superficialità direi quasi rivoltante. Per cui no: il mio boeuf bourguignon non nasce dalla visione del film.
Detto questo, la ricetta del bourguignon è qualcosa che tutti (e dico tutti) gli amanti della carne e del vino dovrebbero provare almeno una volta nella vita perché si tratta di un piatto sensazionale, bello, buono e godereccio che ti seduce fin dalla cottura con gli aromi che emana. E non è neppure un piatto difficile da preparare, o almeno non lo è in questa versione effettivamente un po’ semplificata, anche se purtroppo necessita di un bel po’ di tempo. In più, è uno di quei piatti che può benissimo essere riproposto riscaldato il giorno dopo perché non perde affatto la sua bontà (anzi, forse ne guadagna pure).
Una piccola nota la volevo aggiungere sul vino. Quello che ho usato io è un vino salentino, uno Squinzano Rosso DOC a base di Negroamaro e Malvasia Nera che ho scelto con l’idea di enfatizzare il dolce del cioccolato: per quanto mi riguarda è stata una scelta ottima, ma non sono un fine intenditore ed è stato solo un mio esperimento (sono aperto ai commenti di chi invece di vini ne capisce, dateci dentro)… Il vero bourguignon richiederebbe un altro tipo di vino, dal Chianti al Merlot o al Beaujolais, per cui scegliete pure secondo il vostro giudizio ed il vostro gusto.
Vi indico le dosi ideali a partire da 1Kg di carne anche se io ho provato con una quantità minore dato che dovevo mangiarmi questa bontà da solo ed è purtroppo finito per me il tempo delle abbuffate.

  • 1kg di carne di manzo tagliata tipo spezzatino
  • 160gr di lardo
  • 10-12 funghi champignon
  • 2 carote medie
  • 1 cipolla rossa
  • 2 pomodori pelati + 3-4 cucchiai di passato (oppure semplicemente un cucchiaio di concentrato ma a me non piace usarlo)
  • 2 cubetti di cioccolato fondente (ca 30gr)
  • 1 bottiglia di vino rosso
  • burro
  • farina
  • alloro e timo a piacere
  • olio, sale e pepe nero in grani

Se avete una casseruola adatta sia ai fornelli che alla cottura in forno tanto meglio perché potete usare quella per tutta la ricetta. In caso contrario, prendete un tegame ed una pirofila piuttosto capienti.
Iniziate tagliando il lardo a fettine, le carote a rondelle e la cipolla prima a metà e poi a fettine. Fate rosolare il tutto in un tegame con un cucchiaio di olio extravergine e una noce di burro (sui 15-20gr). Appena comincia ad indorare la cipolla, togliete lardo e verdure con una schiumarola mettendoli da parte e mettete la carne a rosolare nello stesso tegame. Fatela cuocere bene da entrambi i lati.
In una ciotolina mescolate 2-3 cucchiai di farina con un pizzico di sale e di pepe e versatela sulla carne non appena l’avrete cotta su entrambi i lati, mescolando bene per cercare di avvilupparla tutta.
Se avete la casseruola unica che ho citato all’inizio, riprendete ora lardo e verdure e aggiungeteli alla carne… Altrimenti ponete tutti gli ingredienti ed il liquido di cottura nella pirofila che andrà in forno.
Aggiungete il pomodoro, le erbe, il vino (quanto basta per coprire il tutto, in base a quanto ne ho usato io direi che 700-800cl dovrebbero andare) ed il cioccolato. Infornate a 150°C per 3 ore (!).
Ah, una cosa che mi sono scordato: la carne in forno andrebbe coperta… se la casseruola o la pirofila hanno un coperchio nessun problema, in caso contrario rivestite il tutto con dell’alluminio e andrà benissimo lo stesso.
Non mi sono scordato invece dei funghi: quelli si preparano a parte a mezz’ora dal termine della cottura in forno. 🙂
Tagliate gli champignon a fettine e fateli saltare in padella con una noce di burro (piccola stavolta) e un cucchiaio d’olio per 10 minuti. Aggiungeteli nella pirofila con la carne, verificate se vi sia bisogno di regolare di sale e quindi portate a termine la cottura nel forno.
I classici accompagnamenti del boeuf bourguignon sono le patate lessate o anche un piatto di pasta (ma quest’ultima opzione lasciatela ai francesi… e se ve lo dico io…).

Per tornare al discorso iniziale… tanta pubblicità anche in Italia per quel film, ma nessuno si è mai accorto che qui avevamo già Il Club delle Cuoche di Luisanna Messeri (ispirata nientemeno che dall’Artusi)? Il Mugello non sarà Hollywood, ma non so se farei a cambio…

25
Gen
10

Il sogno della Calamarata: essere un cannellone

Prendo indegnamente in prestito un’idea del grande Marco Stabile, lo chef de l’Ora D’Aria a Firenze che nel suo menu ha inserito “il sogno della patata” (e vi invito ad andare a scoprire qual è questo sogno), per presentarvi la ricetta di oggi. Come già accaduto per la ricetta del pesto La Mantia pubblicata un anno fa, anche questa volta mi sono fatto aiutare da Pasta Garofalo nella scelta di alcuni ingredienti… Un paio di mesi fa infatti, la Garofalo ha fatto uscire la nuova confezione DOC2 (Delizie di Onesta Cucina, parte seconda) che, come nella prima confezione ormai esaurita, offre agli appassionati una gran quantità di formati di pasta diversi abbinati a prodotti Slow Food del territorio intorno alla loro sede di Gragnano. 3 tipi di legumi (ceci, fagioli e cicerchie), pomodorini e pomodori “Miracolo di San Gennaro” (di cui ho già parlato nella mia amatriciana), olio extravergine ed un’ottima polvere di peperoncini di Controne sono le proposte di Garofalo per questa nuova DOC2. Insieme ad un regalo che è stato graditissimo e che è diventato ormai mio compagno inseparabile: un coltello in ceramica leggero, bilanciato e affilatissimo… una meraviglia!
La preparazione è stata un po’ laboriosa (4 diverse cotture, la farcitura della Calamarata e quindi un’altra cottura in forno) ma il risultato è valso largamente tutto il tempo che ci ho impiegato: altre volte dopo tanta fatica ho pensato “sì buonissimo, ma col cavolo (ciao Sigrid!) che lo faccio di nuovo” mentre stavolta credo che non ci vorrà poi molto prima di concedere il bis 🙂
Insomma, spero con questo piatto di essere riuscito a dimostrare la mia gratitudine a Pasta Garofalo per avermi nuovamente reso partecipe (senza impegno, lo ricordo a chi pensasse che questa sia solo una marchetta) di simili iniziative. Ma andiamo a vedere finalmente come preparare il piatto:

  • 200 gr di pasta tipo Calamarata (Garofalo)
  • 250gr di ricotta
  • 150gr di spinaci lessati (ecco la prima delle 4 cotture) e strizzati
  • 1/2 lt di latte a temperatura ambiente
  • 75gr di burro + 1 noce
  • 3 cucchiai di farina
  • 3 pomodori “Miracolo di San Gennaro” (Garofalo)
  • olio extravergine (Monocoltura Carpellese, Garofalo)
  • parmigiano reggiano grattugiato
  • sale, pepe bianco e un pizzico di zenzero in polvere (o noce moscata)

Fate bollire una pentola d’acqua.
In un pentolino fate sciogliere il burro, aggiungete la farina amalgamando bene fino ad ottenere una cremina color nocciola ed infine aggiungete il latte a filo continuando a mescolare. A fuoco medio-basso fate addensare mescolando continuamente con un mestolo di legno per 10-15 minuti finché otterrete la giusta consistenza della besciamella. A questo punto regolate di sale ed aggiungete un pizzico di zenzero oppure la classica noce moscata (personalmente preferisco lo zenzero ma fate voi).
In un padellino invece versate due cucchiai di olio extravergine e fateci cuocere i pomodori, tagliati a metà, insieme a 2-3 cucchiai del passato usato per conservarli (questo ovviamente se avete gli stessi pomodori “Miracolo” che ho io, altrimenti il passato aggiungetelo voi). Se utilizzate pomodori diversi dovrete vedere voi come aggiustare i tempi di cottura, ma normalmente dopo una decina di minuti a fuoco medio-basso (e coperti) dovreste avere la vostra morbida salsina sufficientemente ridotta. Aggiustate di sale.
Tagliuzzate gli spinaci e mescolateli con la ricotta, regolando di sale e pepe bianco ed amalgamandoli bene per ottenere la farcitura.
Mentre fate tutto questo, controllate anche la bollitura dell’acqua… Quando inizia a bollire, salatela e versate la pasta cuocendola poco più di metà del tempo indicato (io l’ho cotta per 10 minuti, sulla confezione ne sono indicati 16). Scolatela e separatela in modo che mentre siete occupati a farcire ogni pezzo non si incollino tra loro tutti gli altri.
Utilizzando un cucchiaino, una siringa per dolci oppure un sac-à-poche iniziate a farcire la pasta con l’impasto di ricotta e spinaci e adagiatela via via su una teglia che avrete precedentemente imburrato.
Quando avrete terminato lo strato di pasta, copritelo uniformemente con la besciamella, distribuite il pomodoro sulla superficie e spolverizzate di parmigiano grattugiato. Infornate e cuocete a 180°C per una ventina di minuti, eventualmente utilizzando il grill negli ultimi 2-3 minuti per una crosticina più croccante. Servite ben caldo.

14
Set
09

Paccheri alla Sorrentina (destrutturati)

Paccheri alla Sorrentina

Avevo deciso di aspettare il 200esimo fan su Facebook per inserire una nuova ricetta come ringraziamento speciale, anche perché ormai erano oltre 180, ma non credevo che ci sarebbero volute altre due settimane… Vabbè, alla fine il traguardo è stato raggiunto (e anche già superato)!
Per prima cosa quindi devo ringraziare tutti quelli che si sono registrati come fan del mio blog: quando ho creato la pagina su Facebook credevo che si sarebbero iscritti solo parenti e amici, invece sono molte di più le persone che non conosco e questo mi fa davvero molto piacere. Ora mi raccomando: spargete sempre più la voce perché voglio arrivare a superare anche quota 300!
Uno dei fan è il mio ex compagno di banco del liceo Luca, che ogni anno organizza una grigliata sul suo terreno in campagna per fare una rimpatriata tra ex compagni. L’ultima volta che ci siamo ritrovati aveva un orto così ricco di prelibatezze che mi sono sentito obbligato a depredarlo, hehe.  Ovviamente sto scherzando: è stato Luca stesso che ha elargito di buon cuore le deliziose creaturine del suo orticello…
Lì nel campo facevano bella mostra di sé dei pomodori incredibili, gonfi e coloratissimi, il cui sapore non aveva nulla di nemmeno lontanamente paragonabile a quelle cose insipide che si trovano al supermercato. E con quei pomodori ci ho preparato di tutto: dalla classica pomarola, ai pomodori ripieni e alle insalate… e anche questa rivisitazione della pasta alla Sorrentina.
Rispetto alla ricetta originale che vorrebbe il pomodoro ridotto a sugo, ho preferito questa versione più fresca a strati che esaltasse i sapori di ogni singolo ingrediente (tra cui il mio basilico ed il peperoncino di Simone, grazie anche a lui… mi mancava solo l’olio di Federico e poi ero a posto) ed il risultato è stato senz’altro ottimo. Una ricetta semplicissima ma anche molto scenografica che fa la sua bella figura in qualunque menu.
Per 2 persone:

  • 160gr di Paccheri
  • 2-3 pomodori maturi piuttosto grandi
  • 2 mozzarelle freschissime (ca. 250gr)
  • qualche foglia di basilico
  • olio extravergine di oliva
  • 2 peperoncini secchi
  • 1 cucchiaino di origano
  • sale, pepe

Fate bollire l’acqua e mettete a lessare i paccheri (ricordatevi il sale!). Nel frattempo tagliate a fettine le mozzarelle, lavate il basilico e preparate i pomodori: tagliateli prima a metà e privateli dei semi, poi divideteli in piccoli cubetti.
Al momento di scolare la pasta, cercate di comporre il piatto abbastanza rapidamente: cominciate con un primo strato di mozzarella, quindi sovrapponete due cucchiai di pomodori ed i paccheri; ancora uno strato di mozzarella e pomodori, poi guarnite con il basilico, spoverate con peperoncino e origano ed irrorate con olio extravergine.
Tutto qui, non resta che mangiare!

Grazie di nuovo a tutti quanti: ai fan di Facebook, agli amici che mi hanno riempito la casa dei loro prodotti e a voi che mi leggete.

09
Nov
08

Pesto La Mantia (con Garofalo DOC)

Pesto La Mantia

Come alcuni di voi già sanno, qualche tempo fa sono stato contattato, insieme ad altri, da Pasta Garofalo per dare un mio contributo ed un’opinione sul nuovo prodotto Garofalo DOC (l’acronimo in questo caso sta per “Delizie di Onesta Cucina”). Non voglio ora che si pensi che ne parlo per una qualche convenienza perché da parte dell’azienda non mi è stato mai richiesto un feedback pubblico né mi è arrivato alcun tipo di pressione… Ne parlo perché ci ho tirato fuori una gran ricetta e perché a me il prodotto ha convinto moltissimo. La confezione è un insieme di delizie tipiche della zona di Gragnano dove la Garofalo produce la propria pasta e comprende, oltre a ben 7 pacchi di pasta in diversi formati, 3 bottiglie d’olio di diverse intensità, una bottiglietta di colatura di alici (da usare al posto del sale), un vasetto di pomodorini gialli, uno di Torzella riccia e uno di fagioli a formella. Nella confezione è presente anche un bellissimo giacchetto da chef nero, tanto per enfatizzare il proprio ego culinario…
Ci sarebbe da scrivere molto su ogni singolo prodotto, dalla torzella (di aspetto simile alle rape ma in realtà è un tipo di broccolo) al pomodorino giallo vesuviano, ai fagioli che si esaltano su una bruschetta calda all’olio, ecc. ma credo di poter dare il mio contributo migliore con una ricetta che utilizzi buona parte dei prodotti e che cerchi di esaltarne i sapori.
Il caso ha voluto che proprio il pesto a freddo di Filippo La Mantia di cui avevo già parlato dopo il DeGustibooks si prestasse benissimo, con alcune piccole modifiche, e quindi ecco a voi la ricetta che tanto mi aveva esaltato dopo aver seguito la sua lezione di cucina. Le proporzioni dei singoli ingredienti possono variare in base al vostro gusto personale quindi vi lascio solo le indicazioni senza specificare il peso…

  • Fettucce di Pasta Garofalo
  • Pomodori gialli del Piennolo (Garofalo DOC)
  • capperi di Pantelleria
  • mandorle di Avola
  • basilico fresco
  • olio monocoltura Ortice (delicato, Garofalo DOC)
  • una melanzana
  • formaggio di grotta stagionato

La prima cosa da fare è affettare sottilmente le melanzane, friggerle in olio bollente e quindi farle asciugare bene per eliminare l’olio in eccesso. Contemporaneamente mettete a bollire l’acqua per la pasta…
Il resto della preparazione avviene interamente a freddo e con l’ausilio del mixer, ed è la cosa che tanto mi ha esaltato: nel recipiente del mixer mettete i pomodori, i capperi, le mandorle, il basilico e l’olio (poco sale e solo se non usate capperi sotto sale, anche se risciacquati) e accendete le lame del robot per un minutino. Versate il pesto in una ciotola e aggiungete la melanzana.
Appena la pasta è pronta servitela con il pesto e spolverizzate con scaglie di formaggio stagionato.

La ricetta originale prevedeva il pomodorino Piccadilly, che comunque è un vesuviano come quello giallo del Piennolo quindi siamo rimasti nello stesso territorio, e la ricotta salata al posto del formaggio di grotta, ma incredibilmente quando sono andato a comprarla non c’era e ho ripiegato su un altro dal sapore deciso (alla faccia del ripiego: è buonissimo!).
Mi dispiace non aver fatto in tempo a partecipare alla gara di pesti di Fior di Sale, ma alla fine non è che sia una mia ricetta 100% originale e quindi avrei un po’ barato…

Grazie quindi a Pasta Garofalo per la grande opportunità che mi ha dato con il suo eccellente prodotto e a Filippo La Mantia per avermi così illuminato… 🙂

27
Mar
08

Guanciale di Lucifero

Guanciale di Lucifero

Di questa ricetta non si riesce a trovare nessuna storia online… cercando un modo per cucinare il guanciale (una parte di quello che mi è stato così gentilmente regalato da Eudoro, li ricordate?) mi sono spesso imbattuto in diversi siti che mostravano questa ricetta, senza che nessuno però si prendesse la briga di spiegare l’origine del piatto. Ogni sito riporta sempre la stessa ricetta, senza varianti tra uno e l’altro, senza foto e appunto senza “storia”… Mi farebbe piacere se qualcuno avesse delle informazioni e le volesse aggiungere tra i commenti. Da parte mia vi metto la foto del piatto così come l’ho preparato io e pubblico online la medesima ricetta per l’ennesima volta.
Per 4 persone:

  • 1kg di guanciale di maiale
  • 3 peperoni rossi
  • 4 pomodori
  • alcune foglie di basilico
  • 30gr di capperi
  • 3 acciughe
  • 1 spicchio di aglio
  • abbondante vino bianco
  • olio extravergine di oliva
  • sale e pepe

Preparate un trito con i capperi, le acciughe ripulite del sale e uno spicchio di aglio. Fate bollire dell’acqua non salata e buttatevi il guanciale lasciandolo per qualche minuto; poi sgocciolatelo e tagliatelo a pezzi.
Mettete dell’olio in una pirofila e aggiungetevi i pezzi di guanciale; poi salate, pepate e mettete in forno caldo. Ogni tanto estraete la pirofila dal forno e girate i pezzi di carne per farli rosolare bene, quindi unite i pomodori e i peperoni tagliati a pezzi e il trito precedentemente preparato. Aggiungete qualche foglia di basilico, sale e pepe, bagnate con il vino.
Rimettete in forno e continuate la cottura finché il guanciale non sarà tenero e il sugo di peperoni ben ristretto (a me ci è voluto più di un’ora).
Infine servite su un piatto di portata, magari con qualche fetta di pane abbrustolito.

18
Nov
07

La vera Amatriciana

Amatriciana

Ho aspettato un po’ a pubblicare la ricetta perché si tratta di un piatto che ho cucinato e fotografato per il caro Alessandro di ‘ino e quindi dovevo aspettare quantomeno che la pubblicasse prima lui sul suo sito…
Ci sono senz’altro varie interpretazioni sul nome (con o senza la A iniziale) e sulla preparazione di questo piatto ma grazie ad Alessandro, al lavoro di alcuni produttori e ad alcune ricerche posso riassumervi in sostanza che il piatto originale è quello con la A (l’origine del piatto è Amatrice, in provincia di Rieti), iniziale che si è persa quando la ricetta è stata importata nella tradizione culinaria romana dove sono stati poi aggiunti altri ingredienti, tra cui la cipolla soffritta. In origine infatti il sugo veniva preparato dai pastori con i soli ingredienti che avevano a disposizione durante i pascoli sulle montagne e successivamente si sono aggiunti il pomodoro e l’olio di oliva per ingentilire il piatto.
Curiosando tra i prodotti di ‘ino, mi sono imbattuto nel “kit” per l’amatriciana di Eudoro (una piccola azienda il cui laboratorio si trova in un’oasi protetta del WWF e che riproduce tutte quelle lavorazioni del maiale che venivano fatte nell’antica Osteria dei Cacciatori sulla via Salaria, per l’appunto nelle vicinanze di Amatrice). Di Eudoro conoscevo già la qualità per aver provato la meravigliosa porchetta, la cui cottura avviene con la stessa “resa in peso” di 100 anni fa (cioè da un maiale di 80kg si ricavano 40-45kg di porchetta) e con un speziatura di 10 ore con sale, pepe e finocchio selvatico fresco… insomma, una goduria ed un ottimo biglietto da visita per questo “kit” che non potevo lasciarmi sfuggire!
E già che c’ero mi sono concesso pure il lusso di preparare la ricetta con un altro ingrediente “doc”, ovvero il Pomodorino di Gragnano “Miracolo di San Gennaro“: si tratta in buona sostanza di un presidio Slow Food volto al recupero del vero San Marzano. Purtroppo le rese ottenute con la varietà storica sono molto basse e rendono pressoché impossibile coltivarlo in modo redditizio su grandi estensioni, anche la semina in campo aperto è molto rischiosa (è molto delicato e troppo soggetto a malattie) e quindi si tratta di un prodotto difficile da reperire (e un po’ costoso). Magari conoscete la celebre pasta di Gragnano, ma vi assicuro che il pomodoro non è da meno!
E quindi, via con l’Amatriciana!

  • 400gr di pasta tipo bucatini o spaghettoni
  • 1 vaschetta di kit per Amatriciana “La Marietta” di Eudoro (200gr di battuto di guanciale stagionato a cubetti, sale, spezie e miscela di piante aromatiche)
  • 5-6 pomodorini di Gragnano (che potete sostituire con 2 pomodori pelati più grandi)
  • 100gr di Pecorino non troppo saporito
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • 1 peperoncino
  • poco olio extravergine di oliva e sale (in realtà io il sale non l’ho proprio usato perché era già salato il guanciale ed era molto saporito il pomodoro)

Porre una pentola d’acqua sul fuoco per la pasta… Rosolare in una padella il guanciale a cubetti con poco olio extravergine di oliva. Appena ben rosolato, far sfumare con un bicchiere di vino bianco e, dopo l’evaporazione del vino, aggiungere il pomodoro e il peperoncino. Lasciar andare sul fuoco per circa 15-20 minuti, quindi scolare la pasta (non è che la pentola d’acqua doveva rimanere lì solo per fare il vapore e scaldarvi in queste giornate di freddo…) e saltarla nella stessa padella con il sugo. Spegnete il fuoco, aggiungete metà del pecorino e mescolate a fuoco spento. Al momento di servire, spolverate il piatto col restante pecorino.

Se passate da Firenze nei prossimi giorni, vi consiglio di fermarvi da ‘ino e comprare il “kit” di Eudoro e spero proprio di aver reso la bontà del piatto con le mie parole (e magari pure con la foto)… Io sono ancora qui a leccarmi i baffi al solo pensiero di questo piatto…

23
Ott
07

Scorfano alla Liparota

Scorfano alla Liparota

Mi stupisco sempre di come riesca ad avere aspetti così contrastanti nella mia personalità: da una parte faccio lavori in cui metto palesemente in mostra il mio ego con fare compiaciuto, dall’altra sono totalmente incapace di cavalcare l’onda del successo quando ne annuso il profumo. Uno si sarebbe aspettato che, una volta vinto un premio così prestigioso come quello di miglior blog fotografico, le novità si sarebbero moltiplicate e magari si sarebbero aperti nuovi spazi (anche tesi ad un qualche guadagno)… E invece no. Prima ci metto una settimana solo per scrivere un post di ringraziamento, ora ce ne ho messe altre 3 per presentarvi una nuova ricetta! La stessa cosa era successa poco dopo aver scoperto che il mio blog era arrivato ormai a contare più di 15.000 accessi alla settimana…
Proprio non ce la faccio. Magari qualcuno ora mi etichetterà come snob intellettualoide, ma ho proprio serie difficoltà a rimanere sotto i riflettori dopo che ho comunque fatto molto per trovarmici. Sarebbe come se oggi, di colpo, Paris Hilton sparisse dalle TV e dalle cronache mondane. Beh, a dire il vero il paragone è infelice… spero proprio che vi interessi molto di più venire a leggere me piuttosto che stare dietro alla Hilton 🙂

Ora che finalmente ho ripreso a scrivere, vi lascio alla ricetta di oggi che vede protagonista un pesce tanto brutto quanto buono: lo scorfano. Come si capisce fin dal titolo, si tratta di una ricetta tipica delle isole Eolie… una specie di promemoria per me che da tempo sto facendo più di un pensiero su una vacanza da quelle parti…

  • 300gr di filetti di scorfano
  • 1 cipolla
  • 2 pomodori maturi
  • 4-5 olive verdi snocciolate
  • 1 cucchiaino di capperi
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • qualche fogliolina di basilico
  • 1/2 bicchiere di vino bianco secco
  • olio di oliva extravergine, sale, pepe

Pulite per bene il pesce secondo necessità (cioè dipende da cosa avete comprato, se i filetti già pronti o i pesci interi).
Affettate finemente la cipolla e rosolatela per 1 minuto in un tegame con olio d’oliva. Unite le olive tagliate a metà e i pomodori tagliati a dadini quindi cuocete per altri 3-4 minuti. Aggiungete i filetti di scorfano insieme ai capperi e alle erbe tritate.
Bagnate con il vino bianco, versate un bicchiere d’acqua (o di brodo se lo preferite) e cuocete a pentola coperta per circa mezz’ora. A pochi minuti dal termine regolate di sale e di pepe e terminate senza il coperchio per far evaporare i liquidi in eccesso. Quindi servite caldo, meglio se accompagnato da fette di pane casereccio ben tostato e un filo d’olio a crudo.

E scusate se ci ho messo tanto…

06
Set
07

Parmigiana di zucchine

Parmigiana di zucchine

È tornato il freddo, almeno per oggi (stamattina sono uscito con il giubbotto per la prima volta in 5-6 mesi) e quindi mi sembra il momento adatto per proporvi questa parmigiana di zucchine bella fumante! Non è un piatto particolarmente originale, ma quando ho visto le zucchine tonde al banco delle verdure ho pensato che potevano essere usate anche per qualcosa di diverso dalla solita zucchina ripiena… e con questo tipo la parmigiana viene fuori molto simile, nell’aspetto, a quella classica di melanzane…
In più, ci avanzava un po’ della pomarola preparata qualche giorno fa, quindi avevamo già a disposizione un’ottima salsa di pomodoro profumatissima…

  • 5-6 grosse zucchine tonde
  • 300gr circa di pomodori pelati (perché non tutti possono avere una buona pomarola fatta in casa nella propria dispensa)
  • olio, basilico, sale e pepe (per il pomodoro)
  • una grossa mozzarella (ma compratene due che non si sa mai e cercatene una qualità che non faccia troppa acqua in cottura)
  • abbondante parmigiano grattugiato

Affettate le zucchine a dischi dello spessore di circa 3-4 millimetri con l’aiuto di una mandolina e metteteli a grigliare (in forno o su una griglia bollente) per pochi minuti. Affettate anche la mozzarella o riducetela a tocchetti secondo il vostro gusto personale…
A parte preparate il pomodoro saltando i pelati in padella con 2 cucchiai di olio extravergine e condendo con sale, pepe e 4 o 5 foglioline di basilico a fine cottura, quando si sarà ridotto in una salsa appena un po’ densa. Attenzione: è l’unico momento della ricetta in cui usate il sale quindi assaggiate bene se non volete pregiudicare il risultato finale.
Una volta che tutti gli ingredienti sono pronti, iniziamo a comporre la pirofila (eh sì, ci vuole una pirofila e pure un forno in cui infilarla)… Ungetela bene e disponete un primo strato di zucchine, senza sovrapporle troppo tra di loro ma nemmeno lasciando troppo spazio. Coprite con il pomodoro e aggiungete parte della mozzarella e del parmigiano grattugiato. Procedete allo stesso modo con gli altri strati fino ad esaurimento degli ingredienti… Terminate con il pomodoro, una generosa manciata di parmigiano (c’è chi usa il pangrattato, ma a me piace di più così), un paio di foglie di basilico e infornate a 200°C per 25 minuti.
Il piatto non va necessariamente mangiato caldo, anzi. Ma viste le temperature…

E ora torno ad ascoltarmi la discografia di quei meravigliosi gruppi che sono andato a vedere domenica… 🙂

23
Ago
07

Ciliegini canditi con il timo

Ciliegini canditi

E rieccomi qua… Visto che sono riuscito a non far trascorrere altri due mesi?
Ancora una volta vi propongo una ricetta per il Club Sale&Pepe (per chi ancora non lo sapesse è il nome sotto cui si trovano le ricette dei food-blogger ispirate alla omonima rivista) ma questa volta arriva dritta dritta dal numero di Agosto. Avevo pensato di prepararla per una cenetta estiva con degli amici, poi la cena è saltata (ma la recuperiamo a Settembre caro Marco) ma la ricetta l’ho provata lo stesso…

  • 500gr di pomodorini ciliegia
  • un cucchiaio di zucchero
  • un cucchiaio di foglioline di timo
  • olio extravergine di oliva e sale

Iniziate lavando bene i pomodorini, eliminando i piccioli e tagliandoli a metà orizzontalmente.
Foderate una teglia con carta da forno, ungetela con poco olio e spalmatelo bene sulla carta aiutandovi con le dita. Distribuite quindi i pomodorini sulla teglia e spolverizzateli con lo zucchero. Salate e irrorate con due cucchiai di olio extravergine.
Infornate la teglia a 130°C e cuocete per un’ora e mezza (anche un po’ meno se vedete che lo zucchero tende a diventare troppo caramelloso) quindi togliete dal forno e lasciate raffreddare un po’. Servite, a temperatura ambiente, come stuzzichino o come contorno…




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