Posts Tagged ‘prosciutto

18
Giu
07

Paglia e Fieno con crema di zucchine e robiola (e un prosciuttino di Praga no?)

Paglia e Fieno

E dopo tanto tempo ecco tornare sulla mia tavola i prodotti di ‘ino! In una settimana ben due ricette: la prima sul suo sito (un’altra pasta, con Buzzonaglia di tonno rosso e pomodorini sardi) e la seconda qui oggi.
L’ultima volta che sono stato in negozio da Alessandro sono uscito con un sacchetto pieno di prodotti eccezionali che non potevano mancare in una mia ricetta o che comunque hanno fatto felici sia me che la mia dolce metà… A partire da una meravigliosa robiola di Roccaverano (presente in questo piatto) per arrivare ad un pecorino ai pistacchi di Bronte, passando per un Canestrato di Castel del Monte, un salame di Felino (la città!) e un fiocco di prosciuttino affumicato tipo Praga… E non crediate che tutto questo costi un occhio della testa: bisogna sfatare il mito che i buoni prodotti sono solo per le tavole ricchissime perché ho visto affettati della Coop a prezzi più cari!
La Paglia e Fieno usata in questa ricetta è spudoratamente comprata al supermercato, ma sicuramente troverete tantissime ricette per la sua preparazione andando a spulciare su Google…

  • 250gr di pasta Paglia e Fieno
  • 3 zucchine di media grandezza
  • 80gr di robiola di Roccaverano
  • 40gr di fiocco di prosciutto affumicato (tipo Praga)
  • una piccola noce di burro
  • 2 cucchiai di latte
  • olio extravergine, sale e pepe bianco

Grattugiate le zucchine con una grattugia a fori larghi e saltatele in padella per 7-8 minuti con olio extravergine e una piccola noce di burro. Insaporite con sale e pepe bianco e aggiungete il latte e la robiola tagliata a pezzettoni lasciando assorbire il latte e mantecare il tutto.
Appena sarà pronta la pasta, saltatela velocemente nella padella con il sughetto e servitela calda accompagnata dal prosciutto sminuzzato…
Avendo aggiunto il prosciutto solamente alla fine, potete proporre la ricetta anche ad eventuali ospiti vegetariani, saltando l’ultimo passaggio ovviamente…

Più veloce di così?

Annunci
23
Mar
07

Caramelle di salame Strolghino di culatello con spinaci

Caramelle di Strolghino

Come vi avevo annunciato nel corso della recensione del Taste, la ricetta di oggi vede l’uso del salame Strolghino di culatello ma non preoccupatevi perché potete comunque utilizzare qualsiasi tipo di salamino, salsiccetta o quant’altro a seconda della vostra disponibilità. Lo Strolghino acquistato al Taste proviene da La Fattoria di Parma, produttori anche del famosissimo salame Felino e di molti altri salumi pregiati e si tratta di un insaccato realizzato solamente dalla coscia del maiale. La carne è macinata non troppo finemente e mescolata talvolta con parti più grosse tagliate a mano. Per accelerarne il più possibile la maturazione è insaccato in un piccolo e sottile budello bovino, chiamati in dialetto “filsola” (piccola fettuccia). In genere, non si dovrebbero usare pepe e aglio e si addiziona l’impasto con zuccheri ma la composizione della concia è controversa e diversi usano vino e aglio. Se siete interessati, la storia dello Strolghino è raccontata in modo esauriente in questo articolo di Cantoni e Ripamonti.
Per contrasto nella ricetta viene utilizzato del prosciutto salato mentre l’accompagnamento è una salsa (moooolto) piccante a base di zenzeri rossi e verdi, cipolla, pomodoro, grana, sale e pepe (se la preparate, a vostro rischio e pericolo, il grana aggiungetelo alla fine quando frullate il tutto).

  • 200gr di pasta sfoglia
  • 200gr di salame Strolghino di culatello (anche meno, dipende se riuscite ad avvolgerci tutta la sfoglia intorno)
  • 4 fette di prosciutto crudo salato
  • 100gr di spinaci lessati (preparateli alla vostra maniera, poi se vi sembrano troppi potete comunque usarli per decorazione)
  • 1 uovo
  • olio

Lessate in acqua salata gli spinaci, scolateli e asciugateli bene.
Mentre gli spinaci si raffreddano, stendete la sfoglia e dividetela in 4 quadrati di uguali dimensioni (se preferite rettangoli, rombi o altre figure geometriche immagino vadano bene lo stesso, l’importante è che possiate sigillare il tutto). Distribuite sulle sfoglie gli spinaci avendo cura di lasciare almeno 1 cm libero per ogni lato.
A parte tagliate lo Strolghino in 4 bocconcini e avvolgete ognuno in una fetta di prosciutto salato, quindi adagiate il “fagottino” sugli spinaci e arrotolate gli involtini. Sigillate bene le estremità, attorcigliandole se volete l’effetto caramella, e spennellate la superficie con l’uovo sbattuto. Cercate di far aderire bene la sfoglia su stessa per evitare che, con il calore del forno, si aprano gli involtini durante la cottura.
Ungete con un po’ d’olio una pirofila e disponetevi le “caramelle”, quindi infornate a 180°C per 25 minuti.
Togliete dal forno e servite, ma declino ogni responsabilità se volete provare lo stesso accompagnamento della foto… 🙂

07
Mar
07

Saltimbocca alla Siciliana

Saltimbocca alla Siciliana

A dire la verità il saltimbocca alla siciliana non esisterebbe; non ho trovato però altro nome da dare a questo piatto che coniuga la tradizionale ricetta dei saltimbocca alla romana (buonissimi) con un altro dei prodotti che ho scoperto da ‘ino (ancoraaaaa? ma la vogliamo smettere? ma hai aperto un conto in questo negozio? è l’ora di finirla!): il Suino Nero dei Nebrodi. Si tratta di un prodotto tipico siciliano, ovviamente presidio slow-food, purtroppo non facile da reperire perché il Nero Siciliano è un maiale allevato in pochissimi esemplari esclusivamente nella zona delle Madonie e dei Nebrodi in Sicilia. Dalle sue carni si producono prosciutto, capocollo, lardo, pancetta e salame di altissima qualità e quindi posso ritenermi fortunato di avere avuto il grandissimo piacere di assaggiare questa delizia.
Mi rendo conto che difficilmente questo piatto sarà replicabile e quindi sostituite pure “l’ingrediente segreto” con del prosciutto salato per realizzare degli ottimi saltimbocca tradizionali…

  • 4 scaloppine di vitello
  • 12 fette di salame di Nero dei Nebrodi oppure 8 fette di prosciutto salato (in entrambi i casi, tagliate sottili)
  • 8 foglioline di salvia (se usavo quelle di mia suocera ci coprivo le fette tutte intere, non lo so che terriccio usa ma le vengono fuori delle foglie enormi… scusate la digressione)
  • 60gr di burro
  • 120ml di vino bianco, preferibilmente secco
  • pepe nero

Con l’aiuto di un batticarne appiattite le scaloppine e adagiatele in un piatto. Coprite ogni scaloppina con 3 fette di Nero dei Nebrodi o 2 fette di prosciutto a seconda di ciò che avete a disposizione, quindi con 2 foglie di salvia che fermerete bene con l’aiuto di qualche stuzzicadenti di legno.
Fate ora scaldare il burro in una grande padella e cuocetevi le scaloppine (a due a due se non fosse abbastanza grande da contenerle tutte). Sulla cottura le scuole di pensiero si dividono: chi dice di non girare le scaloppe, chi di cuocere prima un minuto dalla parte della salvia e poi girarle… Personalmente ho scelto la prima e non ho girato le fette.
Al termine della cottura, macinate poco pepe nero su ogni scaloppina e togliete la carne dalla padella. Nell’unto di cottura rimasto versate il vino (se lo ritenete opportuno anche una puntina di cucchiaino di fecola di patate, in casa nostra non abbiamo l’abitudine di usarla ma forse qui ci voleva) e rimettete a sfumare a fuoco vivo per circa 5 minuti finché la salsa non si sarà ridotta. Quindi servite i saltimbocca versandovi sopra uno o due cucchiai di salsa… e terminate leccandovi dita, baffi o quant’altro…

A margine della ricetta, visto che vi parlo spesso di slow-food ultimamente, vi segnalo una manifestazione che si terrà qui a Firenze nei giorni dal 17 al 19 Marzo: Taste. Non so se ci saranno gli allevatori del Nero Siciliano ma mi hanno confermato che ci sarà La Casera di Eros Buratti, l’azienda che produce l’ottima robiola “incavolata” della precedente ricetta, e anche DeGust, produttori del Termensis segnalato qualche tempo fa.
Al di là di tutto, potrebbe anche essere una buona occasione per incontrarsi, se mi fate sapere se ci siete… magari poi si va a mangiare un panino da ‘ino…

Taste

31
Lug
06

Cordon Bleu / Valdostana

Valdostana

Per la serie “i grandi fritti dell’estate”… Tanti fichi per dare un nome “commerciale” a un prodotto che poi è parte delle antiche tradizioni culinarie italiane. La costoletta alla Valdostana è un piatto semplice e veloce da preparare e particolarmente apprezzato anche dai bambini (almeno da quelli che crescono belli paffuti e golosi come me) e il suo sapore originale non è nemmeno lontanamente paragonabile a quel surrogato alimentare che risponde al nome di Cordon Bleu.
Per la ricetta tradizionale vi rimando a questo sito (che è ricco di spunti interessanti) e che suggerisce di servire la costoletta su un bel crostone di polenta abbrustolita in forno ma credo sia più adatto in inverno piuttosto che ora…
Nella mia versione ho semplicemente creato un fagottino con delle fettine per carpaccio, prosciutto cotto e fontina che poi ho ripiegato in modo che non fuoriuscisse il formaggio. Le ho passate, nell’ordine, in farina, uovo e pangrattato e le ho fritte 1-2 minuti per parte.
Semplice, veloce e buonissima!




Shop






Premio BlogCafé 2007


Tweet

  • Circa 4 anni senza pubblicare alcuna ricetta, eppure ancora oggi 120 persone sono venute a visitare il blog...... fb.me/3T3TJPa6i 2 years ago
  • OK, sono stato definitivamente assimilato: dolce inglese per Capodanno! Baileys Trifle. Potrei pure farci un post... ;) 2 years ago
  • Can you eat amazing food in Belfast? Yes, you can! 3 places out... (White Chocolate And Honeyco... @ Made In Belfast) foodspotting.com/reviews/5107079 2 years ago

Archivio

Contatti e altro

Fabien Butazzi network

email: fabien.b@gmail.com

Creative Commons License

All pictures and texts are work by Fabien Butazzi and they are licensed under a Creative Commons Attribution-Noncommercial-No Derivative Works 2.5 Italy License.

Blogger against hunger

Iscriviti a Queexo, il primo Social Network che ti fa guadagnare