Posts Tagged ‘sedano

17
Ott
11

Veggie Shepherd’s Pie

Veggie Shepherd's Pie

Oh che emozione: il mio primo post sul mio nuovo MacBook Air e il mio primo post da Londra!
😀
In realtà questa ricetta era stata promessa ai fan su Facebook già da molti mesi, credo fosse Maggio, quando postai un foto-indovinello durante la preparazione… Mi dispiace soddisfare la curiosità con così tanto ritardo ma a quanto pare invece adesso la ricetta mi casca proprio a fagiuolo, hehe. Oltretutto stanotte qui erano tipo 2-3°C, quindi mi ci vuole ‘sto bel piatto caldo!

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02
Mag
07

Trippa alla fiorentina (Buon compleanno blog!)

Trippa alla fiorentina

2 Maggio 2006 – 2 Maggio 2007: è già trascorso un intero anno da quando ho iniziato a scrivere questo blog di cucina! Quasi 100 ricette e un numero di affezionati in continua crescita. Tanto per darvi un’idea, sono passato dai 50-60 amici che passavano a trovarmi ogni mese a circa 15.000 accessi a settimana (in particolare il grosso boom di contatti è avvenuto negli ultimi due mesi). Per me si tratta di un successo enorme e del tutto inatteso e non posso quindi fare altro che ringraziare tutti voi che periodicamente venite qui a leggere le mie pubblicazioni e che con i vostri commenti mi date sempre nuove motivazioni per migliorare e andare avanti… Grazie, grazie di cuore a tutti.
Certo, sarebbe stato più opportuno festeggiare con una torta e le candeline, ma volevo approfittare del clima festoso per omaggiare la mia città che così poco viene citata nelle mie ricette… E quindi ecco a voi la famosissima trippa alla fiorentina!
La trippa è una frattaglia costituita dalla parte di apparato digerente compresa fra esofago e stomaco; quella più comunemente usata è quella del bovino. Dopo la macellazione viene sottoposta a pulizia e bollitura. Per tutti i dettagli e le informazioni nutrizionali vi rimando a questa ottima scheda di GialloZafferano. A Firenze si trovano un po’ ovunque i banchi di trippai e lampredottari e c’è perfino chi stila classifiche o li indicizza tramite GoogleMaps… Siccome però noi fiorentini siamo molto orgogliosi, non starò ad indicare le mie preferenze per non scontentare nessuno e perché obiettivamente sono rare le volte che ho trovato un banco che non mi piacesse (il metro di giudizio infatti di solito va da “mmmm buooooono” a “mmmmmmmmm buonissimoooooo”… la differenza vera semmai è nel condimento più o meno piccante o nella sapidità del brodo di cottura e comunque ogni buon fiorentino sa chi è il vero re indiscusso di questa preparazione).
Per darvi un’altra idea di quanto noi fiorentini siamo legati a questo alimento considerate che il celebre critico gastronomico Leonardo Romanelli ha intitolato il suo blog proprio alle interiora…
Ma basta con le chiacchiere e andiamo a vedere come si prepara:

  • 1 kg di trippa (uso il kg come indicazione generale, dovrebbe andar bene per 4/6 persone a seconda della quantità di portate in tavola)
  • 1 spicchio d’aglio (facoltativo)
  • 1/2 litro di brodo
  • 30gr di burro
  • 1 carota
  • 1 cipolla rossa di media grandezza
  • 1 gambo di sedano
  • 1/2 bicchiere d’olio
  • 300gr di pomodori pelati
  • 100gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • sale e pepe

Come prima cosa affettate la trippa a striscie sottili, lavatela per bene (molto ma molto bene) e scolatela. Prendete un tegame e fateci soffriggere carota, cipolla e sedano (sminuzzati) in olio e burro (e qui se volete aggiungete anche uno spicchio d’aglio schiacciato). Aggiungete la trippa, fatela asciugare (togliete l’aglio adesso se l’avevate aggiunto) e sfumatela poi con il vino bianco fino alla sua evaporazione.
Aggiungete i pomodori pelati, il sale e il pepe (la quantità dipende dal vostro gusto) e cuocete la trippa bagnandola ogni tanto con del brodo caldo e girandola spesso.
Al termine della cottura versate sulla trippa il Parmigiano e lasciate riposare lontano dal fuoco per 4/5 minuti.
Servite subito con del buon pane toscano abbrustolito o con i classici panini (rosetta, semelle…) ed eventualmente spolverate con altro Parmigiano…

Ed ora via verso la ricetta n°100… ci siamo quasi…

02
Lug
06

Cucina toscana: Minestra di pane

Minestra di pane

A dire la verità stavolta non ho cucinato io: ero andato a comprare un po’ di cosette per la cucina all’IKEA e nel frattempo è stata la mia ragazza a preparare la cena. E siccome ci erano avanzate diverse cose negli ultimi due giorni, abbiamo deciso che era giunta l’ora di recuperare tutto quanto. La ricetta che vi riporto più avanti è quella ufficiale, ciò che abbiamo mangiato noi invece era un riadattamento dovuto a ciò che avevamo in frigo ed in verità la minestra di pane potete davvero adattarla con qualsiasi ingrediente vi passi per la testa (fagiolini, piselli, zucchine, carote, ecc.).
La minestra di pane (da non confondersi con la Ribollita) è un piatto tipicamente toscano che ha origini modestissime che risalgono almeno all’Alto Medioevo, quando i pellegrini penitenti usavano rifocillarsi, nei loro viaggi verso la meta giubilare, proprio con questo piatto.
Non lasciatevi ingannare dagli ingredienti o da ciò che troverete su Internet: la minestra di pane è un piatto che è davvero ottimo da freddo (circa due ore di raffreddamento a temperatura ambiente) e quindi, passata la sudata della cottura, potete tranquillamente servirlo in tavola in una bella giornata di sole come quelle che ci stanno accompagnando ultimamente.

Come detto, la ricetta che vi riporto è quella ufficiale e le proporzioni sono per una bella tavolata di persone…

  • Pane toscano raffermo
  • 8 etti di fagioli cannellini freschi (o anche 3 etti e mezzo di secchi)
  • un cavolo nero
  • 4 etti di pomodori maturi (anche i pelati vanno bene)
  • un quarto di cavolo verza
  • una carota
  • un gambo di sedano
  • mezzo chilo di bietole
  • una cipolla rossa
  • un ciuffo di prezzemolo
  • una decina di foglie di basilico fresco
  • un po’ di origano
  • olio extravergine di oliva
  • sale

Lessate i fagioli in circa due litri d’acqua con un pizzico di sale, un pomodoro piccolo ed un po’ d’olio. Tritate la cipolla e mettetela a soffriggere con olio in quantità generose in un tegame di medie dimensioni. Quando diventerà di un bel colore biondo, si aggiungono i pomodori, i fagioli con l’acqua di cottura e si tagliano grossolanamente tutte le verdure, aggiustando di sale e facendo cuocere (borbottando) per circa due ore a fuoco basso.
A fine cottura, va costruito il piatto, mettendo uno stato di minestra sul fondo piatto di una zuppiera, e alternando con uno strato di fette di pane. Dopo circa due strati ci si ferma, tenendo conto del fatto che il composto dovrà risultare abbastanza liquido.
Al momento di servire irrorate i piatti con olio extravergine di oliva (se usate il saporitissimo “olio bono” toscano è meglio) e, se vi aggrada, aggiungete qualche cipollotto che servirà a controbilanciare il sapore dei fagioli.

Quella che è nota come Ribollita si ottiene invece dagli avanzi di questo piatto, rimessi in padella e scottati. È facile confondere i due piatti proprio perché si basano sulla stessa ricetta, ma non vi azzardate a fare confusione tra i due in presenza di un fiorentino DOC. 🙂




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  • Circa 4 anni senza pubblicare alcuna ricetta, eppure ancora oggi 120 persone sono venute a visitare il blog...... fb.me/3T3TJPa6i 2 years ago
  • OK, sono stato definitivamente assimilato: dolce inglese per Capodanno! Baileys Trifle. Potrei pure farci un post... ;) 2 years ago
  • Can you eat amazing food in Belfast? Yes, you can! 3 places out... (White Chocolate And Honeyco... @ Made In Belfast) foodspotting.com/reviews/5107079 2 years ago

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